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SCENARIO/ Bertone: un "ultimatum" pende già sulla testa di Monti

Pubblicazione:venerdì 11 novembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Mario Monti è l’uomo che a Bruxelles ricordano per la battaglia antitrust contro Microsoft (ma lui sostiene che la prova più difficile, condita di lusinghe e minacce, è stata quella contro il monopolio dei duty free) e Mario Draghi quello che, all’esordio ai vertici della Bce, ha dovuto affrontare una prova proibitiva per un banchiere con il passaporto italiano. Ovvero evitare, per quanto possibile, il contagio dei Btp sul resto dell’eurozona mantenendo la giusta distanza dalle convulsioni nostrane: nè troppo solidale, cosa che avrebbe scattare le reazioni (miopi) dei partner, né troppo “nemico” del governo in bilico, come ha suggerito con malizia il Financial Times, anticipando la fine degli acquisti di titoli italiani da parte della Bce (che non c’è stata). Draghi, così come in occasione del taglio dei tassi, se l’è cavata in maniera egregia, strappando consensi un po’ ovunque. E diciamolo: un po’ di restauri all’immagine (e all’autostima) dell’Italia non guasta.



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