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FINANZA/ Forte: caro Sarkozy, un "coccodrillo" condanna la tua Francia

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Nicolas Sarkozy (Foto Ansa)  Nicolas Sarkozy (Foto Ansa)

Sicuramente. La Francia, anche se non ha un elevato debito, ha un alto deficit. L’obiettivo, a differenza del caso italiano, non è renderla insolvente, ma farle togliere la tripla A. Ossia di “degradarla” rispetto alla Germania, facendo in questo modo ridurre ulteriormente la forza dell’euro come moneta internazionale. Gli effetti sarebbero molto importanti, nel senso che si indebolirebbe la possibilità di effettuare le politiche europee mediante il direttorio franco-tedesco. Inoltre, è apparso chiaro che Sarkozy non solo si occupa di politiche finanziarie e monetarie (di cui dovrebbe occuparsi essenzialmente la Bce), ma anche di politiche in senso stretto, perché interferisce nelle nostre vicende. Per l’Italia, quindi, ci sarebbero conseguenze sia positive che negative.

 

La Commissione europea ha invitato la Francia a fare di più per diminuire il rapporto deficit/Pil nel 2013 (che è previsto sopra il 5%). Come valuta questo intervento?

 

La Francia non ha un debito pubblico elevato e le misure che sta prendendo non sono così significative, ma il governo si sta indebolendo con l’avvicinarsi delle elezioni. Sarkozy, inoltre, ha commesso l’errore di valutare le sue prospettive di entrate, e quindi di possibilità di pareggio di bilancio negli anni a venire, sulla base di un tasso di crescita del Pil che purtroppo è stato ridotto al ribasso per tutta l’Eurozona. Non dimentichiamoci poi che la Francia parte da un disavanzo pubblico molto più elevato del nostro e che non è abituata alle misure restrittive. Non sarà quindi una passeggiata ridurre il rapporto deficit/Pil fino a portarlo a zero.

 

Come interpreta il comunicato di S&P’s, con l’annuncio di una variazione del rating della Francia poi risultato un errore?

 

È altamente probabile che sia stato un errore voluto da qualcuno che in questo modo ha fatto insider trading speculando. Tuttavia, questi funzionari non fedeli di S&P’s hanno svelato un fatto: la lettera riguardante il downgrade della Francia era già pronta. Cioè, si tratta di un testo che non doveva uscire, ma che è autentico e che rappresenta una sorta di “coccodrillo”, come si chiamano i necrologi che si fanno nei giornali per le personalità famose. Ed è ovvio che queste note si fanno quando la morte si presume essere vicina. Siccome S&P’s si occupa di tantissimi stati, significa che per la Francia questo tema è abbastanza attuale e quindi che prima o poi il downgrade arriverà.

 

Che conseguenze ci sarebbero?



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