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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ I rischi per l’Italia dopo il "bluff" di Monti

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E sapete perché? Perché subito prima dell’asta del Tesoro ha parlato quello screanzato del governatore di Bundesbank, Jens Weidmann: «La politica monetaria non può e non deve risolvere i problemi di solvibilità degli Stati e delle banche. Le forze di mercato hanno un importante ruolo disciplinare, quindi l’uso di politica monetaria per necessità fiscali deve terminare». Et voilà, giù tutto. Monti non è Re Mida, mettiamocelo in testa. È però uno stimato international advisor di Goldman Sachs, quindi c’è da sperare che la sua presenza al governo porti il munifico datore di lavoro a farla finita con gli attacchi speculativi ad arte contro il nostro Paese. Anche perché, come ricorderete nei miei articoli di giugno e luglio scorso fu proprio Sigma X, la piattaforma di contrattazione privata e over-the-counter di Goldman Sachs, a far partire l’attacco ribassista contro le banche italiane e altre primarie aziende, tra cui Finmeccanica, Generali e Terna: operazioni per le quali Goldman Sachs, oltretutto, trattiene anche una percentuale che va dall’1% al 2,75% della somma scambiata. Così, dal nulla, i titoli italiani più sensibili venivano scaricati come titoli tossici: eppure lo spread non era certo 575 punti base e, di lì a poco, si sarebbe arrivati al famoso accordo del 21 luglio per il secondo salvataggio della Grecia, appuntamento che i mercati cominciarono a festeggiare (irrazionalmente) in anticipo.

E nelle sale trading, anche i cestini o le macchinette del caffé sanno che nei giorni scorsi è stata proprio Goldman Sachs a scaricare i nostri bond, facendo spaventare prima i fondi Usa (BlackRock in testa, visto che a fronte delle enormi detenzioni di debito Piigs che aveva, soltanto una svendita già compiuta giustifica il comunicato emesso ieri, in cui si invocano ristrutturazione del debito greco e haircuts per i creditori privati di debito portoghese e irlandese pari al 75-80%) e poi le banche - anche tedesche e francesi -, garantendo al nostro spread di prendere oltre 100 punti base in due giorni e lastricando la strada verso l’addio di Silvio Berlusconi. Solo una sell-off in grandissimo stile, ovvero orchestrata dagli Usa, poteva ridicolizzare in quel modo il “muro” difensivo della Bce, la quale però nei giorni di picco massimo, non comprò o comprò poco. I veri acquisti dell’Eurotower sono partiti solo da giovedì, a Cavaliere disarcionato, tanto che ieri si è scoperto che l’ammontare di bonds comprati la scorsa settimana era pari a 4,5 miliardi di euro, la metà della settimana precedente, ma tutti concentrati in due giorni per creare artificialmente l’effetto Monti (scommettete che questa settimana raddoppieranno, invece, magari proprio a partire da stamattina?). Un timing perfetto, tanto che Zerohedge - non Il Giornale - descrive l’operato della Bce con il nome di “operation kick out Silvio”, operazione caccia Silvio a calci. E chi guida la Bce? Mario Draghi, ex capo della sede londinese di Goldman Sachs. In Italia, anche il quotidiano MF, gruppo Cnbc, ha descritto la situazione: non Il Manifesto o il bollettino di Forza Nuova. E cosa ha fatto Goldman Sachs? Ha dato vita a un vecchio giochetto, il corner: con opportune vendite si schiacciano i prezzi dei Btp il più possibile per poi, un attimo prima del superamento della crisi (le dimissioni effettive di Berlusconi), farne incetta a prezzi di saldo.

Peccato che Goldman non sia l’unico squalo sul mercato e la Bce non sia (ancora) onnipotente e omniacquirente, quindi ieri molti altri soggetti hanno continuato a scaricare il nostro debito, non per calcolo ma per reale timore. Non c’è da stupirsi, Goldman “lavora” così. Speriamo, quindi, che l’arrivo a Palazzo Chigi di un suo consulente, faccia volgere l’attenzione del gigante Usa altrove (per non sapere né leggere, né scrivere, caro premier incaricato, io una telefonatina al 200 di West Street la farei comunque. Eccole il numero, in caso lo avesse scordato: 001-212-902-1000). Ma al di là dei maneggi di Goldman Sachs e soci, c’è comunque da stare tranquilli, amici miei: c’è sempre l’Efsf a difenderci dalle speculazioni della finanza cattiva! Oddio, mica tanto stando a quanto sta emergendo dopo l’asta di bond decennali emessi dall’Efsf lunedì scorso per un controvalore di 3 miliardi di euro (originariamente dovevano essere 15, poi 10, in ossequio al gigantismo di una scatola vuota che qualche genio europeo vorrebbe espandere con leva fino a 1 triliardo di euro).


COMMENTI
18/11/2011 - 2 (J B)

I problemi nascono solo quando si pongono troppe regole che devono essere scritte da qualcuno. Un qualcuno che inevitabilmente tende a favorire sempre un gruppo a scapito di altri. Per me le regole sono semplici e sulla materia sono 100 anni che abbiamo la Scuola Austriaca di economia. Ecco i tre punti: 1) moneta libera (oro e argento per esempio) 2) abolizione banche centrali 3) obbligo di riserva al 100% sui depositi a vista per le banche commerciali. 4) ferrea protezione dei diritti di proprietà. Così si taglia completamente la leva inflazionaria (che significa creare moneta dal nulla) e che è la radice di tutti i mali in una società capitalistica. Poi, logico, gli approfittatori e gli sfruttatori esisteranno sempre. Ma, mi creda, in un sistema veramente libertario e competitivo sarebbe molto più semplice scovarli e starsene alla larga.

 
16/11/2011 - Per J B (Mariano Belli)

Io ponevo l'accento sulla fine di questo sistema dove comanda il dio denaro, e che per me è un sistema che va definito capitalistico perchè sono gli interessi del capitale a prevalere su quelli dei popoli e delle singole persone, invece può essere errata la definizione di liberista dato che è pilotato dall'alto e vincono sempre gli stessi (e su questo mi sembra che siamo d'accordo). In ogni caso è un sistema spietato che non considera minimamente la dignità della persona, pronto a schiacciare tutto e tutti a causa della sua stessa ingordigia, nella quale si sta avvitando e nella quale sarà risucchiato come in un buco nero. Poveri noi!

 
15/11/2011 - Per Giustizia popolare (J B)

Mi scusi, ma a lei il sistema dove viviamo sembra veramente capitalista? Le sembra capitalista un sistema dove si salvano le banche a danno dell'economia reale? Le sembra capitalista un sistema dove la connivenza banche centrali-sistema bancario- governi permette di creare moneta dal nulla??? Le sembra capitalista un sistema dove chi sbaglia (vedi banche) non paga mai? Le consiglio di leggersi almeno Cosa è il Denaro di Gary North (lo trova tradotto in italiano) prima di scrivere i soliti qualunquismi sulla fine del capitalismo - cosa che avrebbe già comunque dovuto capire da solo leggendo Bottarelli.

 
15/11/2011 - Capitalismo impazzito (Mariano Belli)

La mia sensazione è che qui siamo vicini non tanto al default dell'Italia, ma al crollo del sistema capitalistico occidentale. Oggi come oggi, l'Italia ha problemi di credibilità nel ripagare non il suo debito, ma gli interessi su di esso, col risultato che questi salgono ogni giorno di più, in un meccanismo impazzito e fuori controllo che non fa altro che alimentare ulteriormente l'isteria dei mercati. Siamo alla follia! Ci vorrebbe che qualcuno (il problema è che andrebbe contro i suoi interessi di breve termine...) imponesse delle regole, tipo collegare il pagamento degli interessi (non del 6% ma la metà) alla crescita effettiva del PIL negli anni a venire (vedi Argentina). Solo che alle banche (e a chi ci sta per governare nel loro nome) non conviene, però poi quando il baratro sarà evidente.....nel senso che ci avranno tirato il collo soffocandoci....sarà troppo tardi per capirlo....Per me, questo sistema, il capitalismo selvaggio e liberista, è finito, si sta avvitando su sè stesso in preda al suo male inguaribile : l'ingordigia umana! Auguri a tutti.....