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Economia e Finanza

ALLARME SPREAD/ Così le "follie" di Berlino mettono in pericolo l’Italia

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Il fatto che si consumi più di quel che si produce, da noi si è tradotto in debito pubblico ed eccessiva ricchezza privata. Berlusconi aveva sottolineato che non ci sono segnali di crisi perché gli italiani viaggiano, vanno in vacanza e vanno al ristorante. Il problema è che questo avviene mentre c’è un debito pubblico che se non viene frenato porrà non pochi problemi, tanto per fare un esempio, a pagare le pensioni degli italiani. Quello che occorre, quindi, è fare in modo che parte degli italiani sia meno ricca e lo Stato lo sia un po’ di più. Questo si ottiene facendo pagare più tasse (soprattutto a chi le evade), senza dimenticare l’equità sociale. In ultima analisi, però, la situazione, come ho detto all’inizio, è determinata da forze che vanno al di là di noi.

 

Da questo punto di vista non si potrebbe trovare una soluzione unitaria europea?

 

Purtroppo ci troviamo in una situazione non facile. Se Francia e Germania non andassero al voto tra pochi mesi, forse ci sarebbe un colpo di reni, una capacità di risposta migliore. Invece, a Parigi c’è chi pensa a difendere la tripla A, ovvero le residue possibilità di restare all’Eliseo, mentre a Berlino regna la schizofrenia. Per esempio, nella stessa giornata si fanno grandi dichiarazioni di europeismo, ma poi si vota una risoluzione per chiedere che un Paese possa uscire dall’euro pur rimanendo nell’Ue. I tedeschi sanno bene che senza l’Europa la loro economia si ferma, però cercano di non pagare il conto salato di tenere in piedi l’euro, ma solo per motivi puramente elettorali.

 

L’Italia per quanto può reggere questi livelli di spread?


COMMENTI
16/11/2011 - il debito pubblico neglii ultimi 10 anni (MAURIZIO BORGHI)

La responsabilità principale della classe politica degli ultimi 10 anni è quella di non aver avuto la capacità di procedere ad un progressivo abbattimento del debito pubblico esistente sfruttando il vantaggio derivante dai tassi di interessi bassi dopo l'entrata nella moneta unica. Un tesoro che è entrato nei bilanci statali senza intervenire su voci di spesa dilapidato chissà come. Basterebbe solo questo fatto per dare un giudizio sulla classe politica tutta maggioranza e opposizione Come rilevato in un suo precedente articolo MANOVRA FINANZIARIA 2011 - ...dopo quasi vent’anni dobbiamo prender atto che l’Italia non ha ancora individuato una politica economica che sostituisca la svalutazione della vecchia lira... al contrario, l’Italia si è mostrata incapace di sfruttare la leva del basso costo del denaro. Eppure, con un calcolo approssimativo, si può sostenere che prima la rincorsa all’euro, poi l’aggancio alla moneta unica hanno consentito di risparmiare almeno cinque punti percentuali di interessi all’anno. Ovvero il corrispondente di un anno di Pil o anche più. Un’occasione preziosa per azzerare il debito che capita una volta al secolo..." Ecco il nostro punto debole che ci espone ad attacchi speculativi che obiettivamente sono in atto ma che non possono cancellare le gravi responsabilità della classe politica. Una forma grave di miopia per la quale nessuno parlamentare degli ultimi 10 anni meriterebbe di sedersi in parlamento nelle prossima legislatura Cordialisaluti