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ALLARME SPREAD/ Così le "follie" di Berlino mettono in pericolo l’Italia

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Da questo punto di vista, il test più importante riguarda l’anno prossimo, quando ci saranno 300-400 miliardi di euro di titoli di stato in scadenza da rinnovare e non si potrà fare troppo affidamento sulle famiglie, perché queste saranno chiamate anche a sostenere la liquidità delle banche, attraverso 250 miliardi di obbligazioni in scadenza. Se i prestatori internazionali, come stanno facendo in questi giorni, diranno no all’Italia, non ci restano molte alternative: o si mettono in vendita i gioielli dello Stato o si decide di prendere in considerazione l’uscita dall’euro, che porterebbe con sé un impoverimento pazzesco, oppure ci si mette sotto la tutela del Fondo monetario internazionale. In questo ultimo caso, è inutile nasconderlo, altro che manovre lacrime e sangue: si parla di condizioni durissime, da fame, per una parte della popolazione. C’è, in ogni caso, una speranza per evitare tutto questo.

 

Quale?

 

È che grazie a una grande operazione fiscale e stringendo la cinghia si possa far fronte alle nostre obbligazioni e alle nostre esigenze per il tempo che sarà necessario: un periodo che potrebbe durare alcuni mesi. Una volta superata questa fase, una volta convinti i mercati che comunque non cadremo, una volta soprattutto che gli altri paesi europei (in primis la Germania) avranno risolto i loro problemi politici, ci saranno maggiori possibilità di guarire da questa “malattia comune”.

 

(Lorenzo Torrisi)

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COMMENTI
16/11/2011 - il debito pubblico neglii ultimi 10 anni (MAURIZIO BORGHI)

La responsabilità principale della classe politica degli ultimi 10 anni è quella di non aver avuto la capacità di procedere ad un progressivo abbattimento del debito pubblico esistente sfruttando il vantaggio derivante dai tassi di interessi bassi dopo l'entrata nella moneta unica. Un tesoro che è entrato nei bilanci statali senza intervenire su voci di spesa dilapidato chissà come. Basterebbe solo questo fatto per dare un giudizio sulla classe politica tutta maggioranza e opposizione Come rilevato in un suo precedente articolo MANOVRA FINANZIARIA 2011 - ...dopo quasi vent’anni dobbiamo prender atto che l’Italia non ha ancora individuato una politica economica che sostituisca la svalutazione della vecchia lira... al contrario, l’Italia si è mostrata incapace di sfruttare la leva del basso costo del denaro. Eppure, con un calcolo approssimativo, si può sostenere che prima la rincorsa all’euro, poi l’aggancio alla moneta unica hanno consentito di risparmiare almeno cinque punti percentuali di interessi all’anno. Ovvero il corrispondente di un anno di Pil o anche più. Un’occasione preziosa per azzerare il debito che capita una volta al secolo..." Ecco il nostro punto debole che ci espone ad attacchi speculativi che obiettivamente sono in atto ma che non possono cancellare le gravi responsabilità della classe politica. Una forma grave di miopia per la quale nessuno parlamentare degli ultimi 10 anni meriterebbe di sedersi in parlamento nelle prossima legislatura Cordialisaluti