BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FIDUCIA MONTI/ Il Poker del Professore convincerà i mercati?

Per decifrare il discorso con cui Mario Monti ha illustrato in modo sintetico il programma del suo Governo, GIUSEPPE PENNISI usa un’immagine insolita ma efficace

Mario Monti nel suo discorso al Senato (Foto Ansa)Mario Monti nel suo discorso al Senato (Foto Ansa)

Per decifrare il discorso con cui Mario Monti ha illustrato in modo sintetico il programma del “Governo di impegno nazionale” che si accinge a guidare occorre conoscere la “teoria dei giochi” a più livelli in condizioni di asimmetrie informative. Ossia tutti i giocatori - il Governo “tecnico”, i partiti in Parlamento - giocano su più tavoli in partite dove le poste sono differenti: su un tavolo, ad esempio, giocano la propria “reputazione” con il resto dell’eurozona (ove non del mondo), su altro la propria “popolarità” (con il loro bacino di potenziali votanti). Nessuno conosce o riesce a prevedere le mosse dell’avversario; quindi, tutti prendono rischi calcolati (per evitare che i banchi saltino). Tutti sanno che ci sono almeno due “convitati di pietra”: il primo è i Mercati (con la maiuscola in quanto supergiocatore), il secondo “le elezioni”. I Mercati sono un po’ come la gggente!!! di Tina Pica; tutti sanno che esistono e che fanno paura, ma nessuno sa ben individuarli e pochissimi si rendono conto che sono composti da venticinquenni in carne e ossa che comprano e vendono titoli cercando di fare guadagnare le finanziarie per cui lavorano (dato che da questi guadagni dipendono i loro compensi). Le “elezioni” sono ben note, principalmente, ai giocatori che stanno in Parlamento: a molti danno timore perché equivalgono alla perdita di una posizione agognata e le campagne elettorali (anche in un sistema a liste bloccate) sono costose.

Molti giocatori (soprattutto coloro che siedono nei banchi del Governo) sono alle prese con quello che in una nota commedia di George Bernard Shaw viene chiamato “Il Dilemma del Dottore”, titolo del “play”. Nel lavoro, il protagonista, un medico, è posto di fronte a una difficile scelta: se salvare la vita al marito della propria amante o far sì, con mera inazione, che quest’ultima diventi vedova per convogliare con lei a nozze. Il “dilemma” dei nostri consiste in cosa dire e cosa fare intendere con la preoccupazione che una parola sbagliata possa indurre gli altri a un gioco pesante su uno dei vari tavoli.

In particolare, con attori così differenti e diversificati si può sperare unicamente in un “equilibrio dinamico” alla John Nash (chi ricorda il film “A Beautiful Mind” di una dozzina di anni fa?) tra “reputazione” e “popolarità” su tutti i tavoli simultaneamente. Un equilibrio necessariamente instabile. Per questo motivo, il programma di “equità” nei “sacrifici”, non menziona lo spettro dell’imposta patrimoniale, accenna appena alla rinascita dell’Ici (sotto altro nome) ed è vago sulle pensioni e sul mercato del lavoro. Anche i partiti (e, per quelli che ne hanno, le loro correnti) stanno in un equilibrio alla Nash, ma hanno, rispetto al banco del Governo, il vantaggio di sapere cos’è “popolare” con il loro elettorato - il quale non esita a dirglielo o tramite i social networks oppure scendendo in piazza.


COMMENTI
17/11/2011 - L'amante (Diego Perna)

“Il Dilemma del Dottore” io non l'ho letto, oggi però sono sicuro che il medico farebbe di tutto per far sopravvivere il marito anche perchè l'amante come la intendiamo oggi, non sarebbe più tale. A occhio e croce , se non sbaglio si potrebbe forse semplicemente dire che dovremmo salvare capra e cavoli, ma comprendo che è troppo banale dirlo così. I mercati, che siano guidati da 25enni vivi, è possibile, ed è ovvio che è proprio degli investitori , lucrare a più non posso su titoli e quant'altro. La mia preoccupazione, ma anche la mia speranza è che questi famigerati mercati siano anche talmente diabolici da voler lasciare in vita coloro che li fanno non solo guadagnare, ma anche esistere, e così potremo andare avanti a lungo, in attesa di cosa succederà senza che nessuno possa far nulla per cambiare un sistema blindato.Comunque a me Monti mi pare la persona più idonea allo scopo, che potevamo avere, il problema rimane sempre chi ancora non si decide a togliersi di mezzo, non faccio nomi ma è chiaro a tutti.Buona Serata e buona fortuna