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FINANZA/ 1. Deaglio: ecco cosa succede se Monti fallisce

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La via d’uscita è creare crescita. Bisogna quindi vedere quali sono i vincoli alla crescita e cercare di ridurli. Qualche volta si possono fare a costo zero, per esempio intervenendo sul sistema delle procedure. È stato calcolato infatti che il costo della burocrazia per le imprese italiane vale l’1,5-2% del fatturato. Abbiamo poi una struttura che fa rendere molto costosi i trasporti e l’energia. Se si riuscisse ad agire sulla tariffazione riducendo il costo per i produttori, potremmo ottenere anche un aumento della produttività. Ci sono poi gli interventi sul mercato del lavoro, come la riforma dell’articolo 18, su cui però è forse meglio intervenire in una fase in cui l’economia assume, in modo da lasciare più garanzie a chi lavora in un momento di crisi come quello attuale.

 

Non c’è dubbio, però, che qualche intervento coordinato a livello europeo potrebbe essere efficace per cercare di proteggere l’Eurozona dal fuoco dei mercati.

 

Una cosa che si potrebbe fare (la Commissione europea l’ha proposta, ma la cosa non va mai avanti) è una regolamentazione delle agenzie di rating, che diffondono i loro giudizi quando piace a loro, scegliendo loro i soggetti da esaminare. Se si tratta di un servizio pubblico, allora deve essere regolamentato. Per esempio, stabilendo che in un dato giorno a una data ora vengono comunicati i rating sui paesi. Poi ci dovrebbe essere la proibizione di alcune operazioni speculative sui debiti pubblici. Adesso è vietato il naked short selling, ma forse si dovrebbe estendere questo divieto per allentare l’elemento speculativo di tali operazioni.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
17/11/2011 - Si al 3° scenario ! (Mariano Belli)

E perchè il 3° scenario (taglio del debito e/o degli interessi) andrebbe scongiurato? E' invece la soluzione migliore, la stessa praticata dall'Argentina che ora viaggia come una locomotiva. Già solo un taglio degli interessi ci porterebbe al pareggio di bilancio, senza dover strangolare la gente. Ma lo sapete perchè non lo faranno mai? Perchè alle banche, i loro padroni, ovviamente non conviene, siamo noi gente normale che dobbiamo pagare il conto (di un debito del quale non siamo nè responsabili nè beneficiari....). Se in questa finta democrazia il popolo italiano contasse qualcosa, chiederebbe subito di tagliare gli interessi (esosissimi) che stiamo pagando!

 
17/11/2011 - Speriamo (claudia mazzola)

Mi auguro che Monti non fallisca come lo auguro ad ogni governo che passa. Di certo si sappia che qui nei bassifondi delle microimprese, ne uno ne l'altro fanno la differenza, la fa la Speranza, sulla nostra pelle.

 
17/11/2011 - La stima che ho... (Francesco Giuseppe Pianori)

La stima che ho del Prof. Deaglio è di lunga data, da quando, io pivello lettore de La Stampa, lo interrogavo su tanti temi di economia e lui, molto pazientemente, si metteva aul mio stesso piano per dialogare e chiarire, accettando obiezioni e "suggerimenti" infantili. Ne ho sempre ammirato la chiarezza espositiva e l'onestà di affronto dei problemi. Sinceramente io spero che Monti fallisca. Perché? Un esempio familiare: mio padre farmacista, diventato cieco, si trovò nell'impossibilità di esercitare la sua professione; mia madre si ammalò gravemente e tutti noi 5 figli precipitammo in una situazione economica gravissima. Successero due cose: avidi speculatori e politici (cattolici) di nessuna dignità cercarono di portargli via la farmacia, che faticosamente aveva impiantato, acquistandola, in un paesino romagnolo; onesti funzionari statali e professionisti coscienziosi (anche se massoni) non consentirono questa vile operazione, attenti solo a questa famiglia "sfortunata". Mio padre, molto dignitosamente, si adoperò in ogni modo perché noi potessimo avere il nostro futuro, sacrificando se stesso, fino a quando mio fratello, laureandosi, riuscì a recuperare la farmacia. Da questa vicenda personale ho imparato: a riconoscere amici e finti amici; a lavorare sodo, a ringraziare. Cosa c'entra con la situazione italiana odierna? La rinascita è frutto di dedizione, dignità e sacrificio. Non è svendendo beni e inchinandosi alle banche usuraie che l'Italia potrà risollevarsi.