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GEOFINANZA/ Altro che Monti, è la Bce la vera chiave di volta

Il Governo di Mario Monti è appena nato con il compito di affrontare la crisi dell’Italia. MAURO BOTTARELLI ci spiega che per il nostro Paese può fare molto di più Mario Draghi dalla Bce

Mario Draghi (Foto Imagoeconomica) Mario Draghi (Foto Imagoeconomica)

Habemus il governo Monti! E l'elenco dei ministri... Dopo aver consultato a tarda notte l’Unione assaggiatori olive taggiasche e la Confederazione dei netturbini trotzkisti dell’alto Lazio, il Premier incaricato ha sciolto la riserva e presentato la lista dei ministri del suo governo. Fin dal mattino, spread in discesa e Borsa a cannone! È fatta, la crisi ha i giorni, anzi le ore, contate. Ma non dite ai Monti-entusiasti che ieri, attorno alle 11:34, lo spread ha ricominciato a risalire dai minimi di giornata, lento ma costante da 492 a 531 in un’ora esatta (controllate sui grafici di Bloomberg, non temo smentite), rompendo quindi ancora quota 7% di rendimento. Caso strano, appena arrivati a quel livello, qualcuno a Francoforte ha schiacciato di nuovo il tasto “buy” (poca roba questa volta, per onestà intellettuale), senza però ottenere nulla più che un su e giù attorno a quota 515-520. Mannaggia! E pensare che Mario Draghi aveva studiato la strategia perfetta, comprando come nemmeno una casalinga disperata fin dal primo mattino, in modo da far giungere Monti al Quirinale con la Borsa al +2% e in pieno arretramento del differenziale, come una Wanda Osiris che scende sinuosa la scalinata dell’obbligazionario sovrano. Ma se poi lui perde del gran tempo al Quirinale prima di presentare la lista dei ministri, l’effetto scenico sparisce e Piazza Affari va addirittura in negativo dello 0,72%, visto che il doping dell’Eurotower finisce e lo spread risale! Tana per Draghi!

Comunque il governo è nato: un sincero in bocca al lupo a tutti i suoi protagonisti. Ne avranno bisogno, vista l’accoglienza da ospizio montenegrino che Borsa e spread hanno riservato alla presentazione dei ministri. Non c’è da stupirsi, d’altronde, visto che i mercati sanno che il problema alla radice riguarda tutta l’eurozona e non può essere risolto da un governo nazionale, fosse anche presieduto da Superman o Batman. Non so voi, cari amici, ma questi ultimi tre giorni mi hanno ricordato quello splendido libro che è “Il Napoleone di Notting Hill” di G.K. Chesterton, non tanto per la “deificazione del ridicolo” che in esso è contenuta, né per la sulfurea e iconoclasta intuizione di affidare alla sorte la formazione dei governi, ma per il bellissimo dialogo finale, in cui ci ricorda che, per diventare immortali, nella letteratura come nella realtà, bisogna morire per qualcosa e con onore.

Mi chiedo, per cosa è morto il governo Berlusconi tra fischi, sputi e monetine? Per dar vita a un governo tecnico che uccida il dragone dello spread come San Giorgio, imbracciando la spada affilata della tecnocrazia e del compromesso storico declinato in modo e tempo del sostantivo più in voga del momento, ovvero responsabilità. Bene, per capire come questo governo servirà a tutto tranne che a risolvere i guai economici dell’Italia, bastava leggere il Financial Times di martedì: il quale, candido come solo un capitalista può essere, diceva chiaro e tondo che l’Italia potrà sì essere salvata da un Mario, ma questo non è Monti, bensì Draghi.

 

geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
17/11/2011 - credibilità perduta (francesco taddei)

verso la fine degli anni '90 il debito pubblico italiano stava calando lentamente ma costantemente. dagli anni 2000 la tendenza si è invertita, fino a far ritornare l'immagine dell'italia attenta solo a sperperare e dell'italiano furbo e inaffidabile. avete visto l'arringa di Mit Romney? quei pregiudizi che tutto il mondo ci appiccica li rivedo tutti i giorni nella gestione del comune della mia citta, della mia regione e del parlamento. infine lo spettacolo peggiore è lo stato delle università dove giovani di valore vanno altrove xkè senza raccomandazione. non bastano i mario brothers a salvare l'italia, ma un senso di dignità, dedizione al lavoro, competizione e selezione del merito che oggi non si trova in chi ci comanda

 
17/11/2011 - Bottarelli inflazionista 2 (J B)

Caro Bottarelli, Potrebbe cortesemente spiegarmi come Mario Draghi potrebbe monetizzare migliaia di miliardi di euro senza creare un minimo di inflazione dei prezzi? Veramente lei pensa che per curare il cancro europeo sia sufficiente che la Bce cambi il suo chart sul modello della Fed andando a comprare a mani basse titoli di ogni paese europeo sul primario? Veramente lei pensa che i vari governi nazionali avranno il coraggio di implementare misure di austerity da lacrime e sangue se la Bce poi compra tutto il debito? Veramente crediamo che un programma di Qe così esteso possa durare solo "until the Eu gets its house in order?" Forse i vari programmi di Qe hanno in qualche modo funzionato (si fa per dire, visto il dollaro ha comunque perso 1/3 del suo valore solo negli ultimi 10 anni)negli US. Però ricordiamoci che il dollaro è (per ora) una valuta di riserva mondiale. L'Euro no. Francamente, spero i tedeschi (sicuramente non esenti da colpe in questa crisi) sbattano la porta in faccia alla UE e se ne tornino al marco, che insieme all'oro tornerà ad essere l'unico vero rifugio dove mettere i propri risparmi. Voglio proprio vedere senza i tedeschi quanto dura l'Euro. Se, invece, i tedeschi si piegheranno alle politiche monetarie socialiste da prestatore di ultima istanza con monetizzazione di tutto il debito Ue, allora mi aspetto nell'ordine: uno shock di prezzo sulle commodities, una grande depressione seguita da una possibile iperinflazione. Cordialmente,