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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Altro che Monti, è la Bce la vera chiave di volta

Mario Draghi (Foto Imagoeconomica)Mario Draghi (Foto Imagoeconomica)

Era proprio così urgente far passare quella dannata legge all’Europarlamento? Una prima riprova l’avremo già stamattina, quando la Spagna punterà a collocare 4 miliardi di euro di obbligazioni con scadenza 2022 e la Francia emetterà bond con scadenza 2013-2016. Il problema, però, è alla radice. Già settimana scorsa abbiamo parlato di come il peccato originale del mercato obbligazionario sovrano dell’eurozona risieda nell’apertura del vaso di Pandora compiuta prima a luglio e poi a settembre da Germania e Francia, evocando l’addio della Grecia all’euro e quindi distruggendo il totem dei mercati rispetto alla natura esente da rischio del debito europeo.

I più pignoli di voi mi faranno notare che questa condizione, nei fatti, non è mai esistita, visto che il concetto di risk-free si può applicare soltanto al debito di una nazione che controlla la valuta in cui si indebita e questo non è il caso dell’eurozona, visto che non esiste il cosiddetto prestatore di ultima istanza che, per esempio, per la Gran Bretagna si configura nella Bank of England. Verissimo, bond simili hanno solo rischi inflazionistici (vedi appunto i bonds inglesi), ma non di controparte. Peccato che di fatto la Bce abbia eliminato questo discrimine dalle valutazioni degli investitori fin da principio, trattando tutti i bond sovrani nello stesso modo nelle sue operazioni di rifinanziamento. Ora, però, non può più: il vaso è stato aperto e il peccato originale dell’assenza di un prestatore di ultima istanza è vergognosamente svelato. Il Re è nudo! Il problema di questo periodo di spread in overshooting e rendimenti alle stelle risiede nel fatto che ormai gli investitori trattano i bond sovrani come fossero obbligazioni di aziende private o utilities, ovvero come credito e si sono resi conto di possederne troppe.

Insomma, come faceva notare l’Economist la scorsa settimana, un’impressionante mole di debito deve ora “migrare” dai portafogli di investitori che vogliono solo debito risk-free a quelli che invece non hanno problemi a trattarlo come credito. Ecco perché, nonostante programmi di salvataggio e acquisti della Bce, i rendimenti dei bond greci, portoghesi e ora italiani non hanno affatto beneficiato di sgonfiamenti sostanziali e duraturi. L’Italia, però, sconta un problema aggiuntivo. Se infatti il debito greco è di soli 346 miliardi di euro e può quindi trovare facilmente casa nei bilanci del settore ufficiale (Bce o Efsf), il debito italiano è di 1900 miliardi di euro, il 43% dei quali detenuto all’estero: insomma, istituzioni straniere hanno nelle loro mani, 820 miliardi di euro di nostro debito. E se la scorsa settimana vi davo conto dell’allarme riportato da International Financing Review rispetto alla volontà di banche e fondi europei di scaricare 300 di quegli 820 miliardi, a farci capire che aria tira veramente sui mercati ci ha pensato il gran capo di Pimco, principale fondo obbligazionario mondiale, Mohamed El-Erian.


COMMENTI
17/11/2011 - credibilità perduta (francesco taddei)

verso la fine degli anni '90 il debito pubblico italiano stava calando lentamente ma costantemente. dagli anni 2000 la tendenza si è invertita, fino a far ritornare l'immagine dell'italia attenta solo a sperperare e dell'italiano furbo e inaffidabile. avete visto l'arringa di Mit Romney? quei pregiudizi che tutto il mondo ci appiccica li rivedo tutti i giorni nella gestione del comune della mia citta, della mia regione e del parlamento. infine lo spettacolo peggiore è lo stato delle università dove giovani di valore vanno altrove xkè senza raccomandazione. non bastano i mario brothers a salvare l'italia, ma un senso di dignità, dedizione al lavoro, competizione e selezione del merito che oggi non si trova in chi ci comanda

 
17/11/2011 - Bottarelli inflazionista 2 (J B)

Caro Bottarelli, Potrebbe cortesemente spiegarmi come Mario Draghi potrebbe monetizzare migliaia di miliardi di euro senza creare un minimo di inflazione dei prezzi? Veramente lei pensa che per curare il cancro europeo sia sufficiente che la Bce cambi il suo chart sul modello della Fed andando a comprare a mani basse titoli di ogni paese europeo sul primario? Veramente lei pensa che i vari governi nazionali avranno il coraggio di implementare misure di austerity da lacrime e sangue se la Bce poi compra tutto il debito? Veramente crediamo che un programma di Qe così esteso possa durare solo "until the Eu gets its house in order?" Forse i vari programmi di Qe hanno in qualche modo funzionato (si fa per dire, visto il dollaro ha comunque perso 1/3 del suo valore solo negli ultimi 10 anni)negli US. Però ricordiamoci che il dollaro è (per ora) una valuta di riserva mondiale. L'Euro no. Francamente, spero i tedeschi (sicuramente non esenti da colpe in questa crisi) sbattano la porta in faccia alla UE e se ne tornino al marco, che insieme all'oro tornerà ad essere l'unico vero rifugio dove mettere i propri risparmi. Voglio proprio vedere senza i tedeschi quanto dura l'Euro. Se, invece, i tedeschi si piegheranno alle politiche monetarie socialiste da prestatore di ultima istanza con monetizzazione di tutto il debito Ue, allora mi aspetto nell'ordine: uno shock di prezzo sulle commodities, una grande depressione seguita da una possibile iperinflazione. Cordialmente,