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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Altro che Monti, è la Bce la vera chiave di volta

Mario Draghi (Foto Imagoeconomica)Mario Draghi (Foto Imagoeconomica)

«Vendere bonds italiani non è solo di gran moda, ma è un qualcosa che gridi al mondo il più forte possibile, perché tutti lo sappiano. Negli ultimi giorni molte banche hanno fatto a gara nell’annunciare la riduzione delle loro detenzioni di debito italiani, un mezzo per ridurre le preoccupazioni del mercato sul loro stesso stato di salute. Siamo di fronte a un fenomeno simile alla fase del “macho provising” vissuta negli anni Ottanta, quando le banche tentavano di sostenersi a vicenda dicendo al mondo che erano interamente protette rispetto ai vecchi prestiti all’America Latina. Il risultato, oggi, è un incoraggiamento verso nuovi investitori a vendere altro debito italiano, aumentando così le pressioni sul mercato. In molti casi, il danno per la domanda di obbligazioni italiane è tutt’altro che transitorio».

E se è vero che abbiamo esigenze di prestito basse, quelle di rifinanziamento per l’anno prossimo ammontano a 300 miliardi di euro. E senza la Bce che si ponga statutariamente come prestatore di ultima istanza, possiamo sognarci di ottenere l’unico risultato di cui abbiamo bisogno: ovvero, non recuperare un irrecuperabile status di mercato sovrano esente da rischio, ma comprimere lo spread, in maniera netta e stabile, a livelli che ci garantiscano la solvibilità e attraggano investitori senza creare code di pescecani del rendimento, cui seguono poi branchi di venditori impazziti.

Questo risultato Mario Monti non può ottenerlo, nemmeno con dieci riforme delle pensioni e cinque patrimoniali. Può farcela, invece, l’altro Mario: ma avrà voglia e coraggio per combattere la madre di tutte le battaglie contro il totem anti-inflazionistico tedesco? Avrà voglia, per dirla con Chesterton, di morire per qualcosa e con onore, garantendosi l’immortalità?

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COMMENTI
17/11/2011 - credibilità perduta (francesco taddei)

verso la fine degli anni '90 il debito pubblico italiano stava calando lentamente ma costantemente. dagli anni 2000 la tendenza si è invertita, fino a far ritornare l'immagine dell'italia attenta solo a sperperare e dell'italiano furbo e inaffidabile. avete visto l'arringa di Mit Romney? quei pregiudizi che tutto il mondo ci appiccica li rivedo tutti i giorni nella gestione del comune della mia citta, della mia regione e del parlamento. infine lo spettacolo peggiore è lo stato delle università dove giovani di valore vanno altrove xkè senza raccomandazione. non bastano i mario brothers a salvare l'italia, ma un senso di dignità, dedizione al lavoro, competizione e selezione del merito che oggi non si trova in chi ci comanda

 
17/11/2011 - Bottarelli inflazionista 2 (J B)

Caro Bottarelli, Potrebbe cortesemente spiegarmi come Mario Draghi potrebbe monetizzare migliaia di miliardi di euro senza creare un minimo di inflazione dei prezzi? Veramente lei pensa che per curare il cancro europeo sia sufficiente che la Bce cambi il suo chart sul modello della Fed andando a comprare a mani basse titoli di ogni paese europeo sul primario? Veramente lei pensa che i vari governi nazionali avranno il coraggio di implementare misure di austerity da lacrime e sangue se la Bce poi compra tutto il debito? Veramente crediamo che un programma di Qe così esteso possa durare solo "until the Eu gets its house in order?" Forse i vari programmi di Qe hanno in qualche modo funzionato (si fa per dire, visto il dollaro ha comunque perso 1/3 del suo valore solo negli ultimi 10 anni)negli US. Però ricordiamoci che il dollaro è (per ora) una valuta di riserva mondiale. L'Euro no. Francamente, spero i tedeschi (sicuramente non esenti da colpe in questa crisi) sbattano la porta in faccia alla UE e se ne tornino al marco, che insieme all'oro tornerà ad essere l'unico vero rifugio dove mettere i propri risparmi. Voglio proprio vedere senza i tedeschi quanto dura l'Euro. Se, invece, i tedeschi si piegheranno alle politiche monetarie socialiste da prestatore di ultima istanza con monetizzazione di tutto il debito Ue, allora mi aspetto nell'ordine: uno shock di prezzo sulle commodities, una grande depressione seguita da una possibile iperinflazione. Cordialmente,