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INCHIESTA/ Tassa patrimoniale, otto ragioni per dire no

venerdì 18 novembre 2011

Dalla Cgil alla Confindustria, dalla sinistra radicale al Financial Times, l’ipotesi di un’imposta patrimoniale in Italia sta ottenendo crescenti e insospettate adesioni da parti sociali e commentatori solitamente molto distanti tra loro. Stupiti per le numerose personalità che hanno, a nostro avviso in maniera superficiale, avvalorato l’idea che un’imposta patrimoniale sia soluzione praticabile e consigliabile per aggredire il problema del debito pubblico, non ci dispiace risultare in controtendenza rispetto a queste opinioni. La patrimoniale non è realizzabile, almeno se si vuole salvaguardare l’equità, ed essa non è in ogni caso consigliabile per una molteplicità di motivi:

1 - Se costruita col vincolo dell’equità non è praticabile, e, in conseguenza:

2 - Si può realizzare solo in maniera non equa. Inoltre:

3 - Non è risolutiva, né realizza miglioramenti significativi per i problemi della finanza pubblica.

4 - I vantaggi che apporterebbe alla finanza pubblica sono conseguibili con provvedimenti alternativi non dirompenti.

5 - La patrimoniale è recessiva.

6 - La patrimoniale aumenta l’incertezza e (probabilmente) anche lo spread.

7 - La patrimoniale distoglie da una corretta via di riforme.

8 - La patrimoniale ricapitalizza uno stato “good company” (per riaffidarlo a una classe politica spendacciona), trasferendo la “bad company” ai contribuenti.

 

Patrimoniale? Su quali patrimoni?

Un’imposta patrimoniale ha per definizione il suo imponibile nello stock di ricchezza anziché nel flusso di ricchezza rappresentato dal reddito. La ricchezza è costituita da differenti tipologie di asset:

1) Immobili (terreni, abitazioni, uffici, negozi, stabilimenti produttivi);

2) Valori mobiliari (depositi bancari, titoli pubblici, obbligazioni, azioni);

3) Beni mobili registrati (auto, barche, aeromobili);

4) Beni mobili di valore (preziosi, arredi, quadri, altre opere d’arte);

5) Bisogna inoltre considerare i debiti, i quali rappresentano ricchezza di segno negativo.

Questi asset appartengono sia a persone fisiche che a persone giuridiche. Applichiamo dunque la patrimoniale a tutti gli asset e a qualunque soggetto appartengano? Chiediamo a tutti i contribuenti di compilare uno stato patrimoniale e applichiamo un’aliquota di prelievo al valore netto di ognuno? Siamo sicuri che Confindustria sia ancora d’accordo se applichiamo la patrimoniale anche al patrimonio netto delle imprese? Temiamo di no: si dirà che si tratta di patrimoni funzionali alle attività produttive. Bisognerebbe quindi restringere la patrimoniale al patrimonio delle persone fisiche escludendo le persone giuridiche. Ma in tal modo esentiamo anche i patrimoni privati che sono detenuti in forma societaria, escludendo dall’imposta proprio la parte più ricca della popolazione, quella che può permettersi la costituzione di società per detenere la sua ricchezza e magari utilizza scatole cinesi con la capofila in paradisi fiscali. Non ci sembra una grande idea redistributiva.




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COMMENTI
20/11/2011 - Patrimonila e ICI (Rossella Magri)

Gli aromenti per non applicare la patrimoniale saranno anche giusti ma mi domando se è equo parlare di rimettere l'ICI. Alla fine pagheranno sempre i soliti, quelli che di casa ne hanno una sola e con un mutuo già gravoso sulle spalle. E' equità questa secondo Voi? Saluti.

 
20/11/2011 - Chi paga ? (Diego Perna)

Abbiamo un gran debito,possiamo far finta di nulla e dire che era meglio Berlusconi, che ha tolto ici e non avrebbe tassato i patrimoni,lui del resto ha un bel po'di roba. Tra l'altro Monti e'nei poteri forti e salverà le banche e la Coca Cola.Io direi di tassare gli operai e perché no gli artigiani e commercianti evasori della pubblicità recente, ma potremmo anche trovare qualcosa tra gli immigrati, non si può mai sapere. Anch'io dubito che dare soldi allo stato servirà a poco o niente, ma due sono le cose, o ci chiudiamo dall' Europa, o diamo dei segnali di come trovare dei soldi. La crescita e' zero e soldi non ce ne sono. Quindi capisco i suoi dubbi ma mi sembra uno spot pro Berlusconi. Buona serata

 
20/11/2011 - anche e non invece (Andrea Trombetta)

L'imposta patrimoniale da sola non è risolutiva. Essa deve essere applicata INSIEME ad altre misure fiscali ed espansive. La crisi sta pesando sui giovani e sui redditi più bassi (cfr Campiglio 04.11.11): come non chiedere un concorso sostanziale ai grandi patrimoni, al di sopra dei tre milioni di euro ad esempio? Qui non parliamo di gente che vive del proprio lavoro ... Certo, non è facile ritagliare i criteri per gravare con equità anche i patrimoni, ma le difficoltà non devono esser un'obiezione.

 
20/11/2011 - equità/3 (giorgio cordiero)

Vengo infine a darle ragione sul fatto che la patrimoniale non influirebbe più di tanto sullo spread. Il problema reale non è quello dell'entità del debito pubblico che è solo il PRETESTO dal quale è partita la speculazione, ma il vero problema è nella speculazione medesima che non si fermerà con l'aumento di tasse nei singoli stati membri. E' semplice matematica finanziaria: la teoria dello "spread trading" ci condanna, è una dinamica perversa che , una volta innestata non si può più fermare, ferme restando le condizioni. l'UNICO MODO PER FERMARE questa speculazione , sarebbe l'azione congiunta di una Banca Centrale(europea) che potesse essere in grado di battere moneta, inflazionando e svalutando l'euro, e l'emissione di eurobond a mutua garanzia del debito pubblico degli sati membri. Tecnicamente il fondo salva stati dovrebbe funzionare come un consorzio di garanzia ed i margini versati dai singoli stati membri , dovrebbero servire per emettere debito comune, battere moneta e sostenere membri in temporanea difficoltà, tutto ciò sarebbe molto semplice, ma la politica non lo vuole fare, perciò ogni sforzo compiuto dai singoli stati membri è inutile, patrimoniale compresa.

 
20/11/2011 - equita/2 (giorgio cordiero)

Veniamo alla domanda su quanto sarebbe realizzabile da una patrimoniale. La Banca d'Italia fornisce dei dati (incrociando le informazioni tra le varie anagrafi di cui al precedente mio postato) e ci dice che la RICCHEZZA NETTA DELLE FAMIGLIE italiane (fine 2009) è di 8.600 miliardi di euro NETTI (tolti debiti, fidi, mutui ecc ecc), ci dice anche che ci sono 8 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà(il criterio è quello di cconsiderare povere quelle famiglie che non superano un reddito di euro 950/mese in due), inoltre l'85% di tutta la ricchezza privata è concentrata nelle mani del 13% della popolazione. QUESTA SECONDO LEI SAREBBE EQUITA? In soldoni, se applicassero una patrimoniale del 5 per mille sulla ricchezza si otterrebbero 43 miliardi di euro (una manovra finanziaria di tutto rispetto), ma vediamo cosa significherebbe per chi paga. Una famiglia che possedesse un patrimonio (stimato con ottima e tecnologica aprossimazione) di 10 milioni di euro, pagherebbe una cifra di 50 mila euro, e chi possiede un milione ne pagherebbe 5 mila, chi ha 1000 euro ne pagherebbe CINQUE. Si tratta di cifrone che rovinano, o di equo pagamento? Io avevo proposto a Tremonti (scrivendo una lettera) di vendere la plusvalenza sulla nostra riserva aurea(agosto 2011) e di ricomprarla a prezzi più bassi (settembre 2011), stimando circa 40 miliardi di utile, ma mi venne risposto che la lobby dell'oro non lo voleva...ecco il problema: le lobby.

 
20/11/2011 - l'illusione dell'equità (giorgio cordiero)

L'equità, come il buon governo, come il concetto astratto di democrazia , o di giustizia sono DELLE PIE ILLUSIONI,attorno alle quali, in modo più o meno demagogico ed utilitarista si costruiscono tesi pArtigiane. Questo vale sia per chi sostiene che una patrimoniale risolverebbe il problema debito pubblico e sia per lei che sostiene esattamente il contrario. Come sempre la virtù sta nel meno peggio e non nel meglio e di questo tutti dovrebbero farsene una ragione per poter essere più sereni e meno faziosi. Vediamo il discorso equità: la tesi da lei argomentata poteva avere una sua ragione prima che la tecnologia fosse al servizio dell'Agenzia delle Entrate, con i nuovi strumenti induttivi sintetici: Serpico, Anagrafe tributaria, catastale, crif ecc ecc, lo stato è in grado di SAPERE ESATTAMENTE QUALE SIA IL PARTIMONIO DI UN CONTRIBUENTE, SITUAZIONE DEBITORIA COMPRESA, e questo è possibile, premendo un tasto su un qualsiasi pc. Se mi permette questo io lo so bene visto che di mestiere faccio il consulente finanaziario e conosco bene leggi e strumenti. Per quanto riguarda le imprese e le società :anche li, sulla base dello SCOPO di queste società è abbastanza facile stabilire quali siano i patrimoni facenti capo ad imprese che sono finalizzati al reinvestimento ed all'attività produttiva, distinguendoli da trust immobiliari, o fiduciarie di carattere mobiliare, qundi anche li una certa equità è possibile...VOLENDO.

 
18/11/2011 - condivido in pieno l'analisi (paolo bassi)

e La prego di recapitarne copia al Prof. Monti, grazie.

 
18/11/2011 - ne è proprio sicuro parte3 (MAURIZIO BORGHI)

tracciare i pagamenti anche di poche centinaia di euro e permettere la deduzione di certe spese nella dichiarazione dei redditi, si potrebbe andare avanti ancora ... cordiali saluti

 
18/11/2011 - ne è proprio sicuro ? parte2 (MAURIZIO BORGHI)

dove gli interventi economici e fiscali hanno sempre delle zona d'ombra dove i più furbi possono fare il loro gioco, dove il lavoro è sempre più precario, dove ATTENZIONE si stima che 50% della ricchezza è in mano al 10% delle famiglie, vogliamo far pagare il conto sempre alla solita coppia di buoi? Politiche di emergenza di rientro del debito a mio parere devono potere avere alcune caratteristiche che hanno a che fare con il buon senso esattamente come quando si ha a che fare con spese condominiali : devono essere SPESE QUANTIFICABILI con ESATTEZZA e devono avere uno scopo ESCLUSIVO (la riduzione del famoso "numeratore"), LIMITATE nel tempo e specialmente devono pagarle TUTTI. Certo se la patrimoniale fosse solo un modo per tassare la prima casa e basta allora avrebbe ragione lei. Ma se una volta tanto si evitasse la mattanza e si guardasse in direzioni nuove, magari mai esplorate, allora il discorso sarebbe diverso In ogni caso per arrivare ad un livello di equità più accettabile basterebbe escludere dalla patrimoniale le prime case e i conti correnti sotto una certa soglia, iniziare finalmente la lotta all'evasione, fare parallelamente una riforma fiscale a misura di famiglia.Se una patrimoniale le pare ingiusta,posso garantirle che è molto più iniquo un sistema fiscale che non tiene conto del quoziente familiare. Vuole altre idee per ridurre le diseguaglianze?Si potrebbe ad iniziare ad incassare quanto dovuto dai precedenti condoni non ancora versato,

 
18/11/2011 - Ne è proprio sicuro parte1 (MAURIZIO BORGHI)

La premessa su cui siamo tutti d'accordo è che bisogna aggredire il debito pubblico e che questa azione DEVE andare di pari passo con una progressiva riduzione dei costi, eliminazione degli sprechi ed inefficienze. Fatte queste premesse la patrimoniale potrebbe essere vista come una "strumento straordinario" per politiche di emergenza di rientro del debito che non deve assolutamente precludere azioni per la crescita. Mi dispiace ma è tutto da dimostrare che siano inconciliabili. D'altronde quale sarebbe l'altra strada ? L'inflazione ? Non le sembra già troppo che i PREZZI sul mercato abbiano subito quasi da un giorno all'altro alla partenza dell'euro un cambio reale pari a 1 € = 1000 LIRE (attenzione non 1.936,27 fosse stato realmente così!) e che in pochissimi anni si è dimezzato il potere reale degli stipendi ?(dieci anni fa 4 milioni di lire era un "signor stipendio" ora ha idea di come vive una famiglia con 2 mila euro al mese magari numerosa? si fa fatica) Vogliamo proseguire ancora su questa strada? Non sono affatto certo che per le classi più deboli l'inflazione sia una medicina migliore della patrimoniale.Ribadisco il mio pensiero, se bisogna abbattere il debito in un paese dove vi è una quota molto alta di economia sommersa e quella emersa presenta una percentuale molto lata di dichiarazioni al limite del ridicolo, dove gli interventi economici e fiscali hanno sempre delle zona d'ombra dove i più furbi possono fare il loro gioco, dove il lavoro è sempre più precario

 
18/11/2011 - giù le mani da casa mia (francesco taddei)

no alla patrimonuiale. ma no anche all' ici sulla prima casa!