BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CRAC ITALIA(?)/ Campiglio: altro che Borse, il vero problema è il 2012

Pubblicazione:mercoledì 2 novembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

I numeri della giornata vissuta ieri sui mercati finanziari appaiono come l’ennesimo bollettino di guerra dopo un lunedì già nero per l’Italia. La Borsa di Milano ha lasciato sul terreno il 6,8% con le banche che hanno fatto segnare picchi clamorosi (Intesa Sanpaolo -15,8%, Unicredit -12,44%) e lo spread Btp-Bund che ha raggiunto un nuovo record sopra quota 450 punti base (con il rendimento dei titoli di stato decennali italiani che ha superato il 6,3%). «Un vero cataclisma - è il commento di Luigi Campiglio, Docente di Politica economica alla Cattolica di Milano -, ma il vero problema dell’Italia, che i mercati stanno già anticipando, ci sarà l’anno prossimo».

 

Di che cosa si tratta?

 

Nel 2012 andrà in scadenza, e andrà rinnovata, una tranche enorme di titoli di stato, pari a circa 300 miliardi di euro. Il livello elevato dello spread fa già sì che il rinnovo del debito pubblico stia avvenendo a tassi elevati, tuttavia sopportabili perché si tratta di importi limitati. Se l’anno prossimo ci saranno scadenze più brevi e a tassi più elevati, allora la botta sul bilancio pubblico arriverà come una valanga. Noi adesso paghiamo il 4% del Pil in interessi passivi sul debito. Anche un solo punto percentuale in più vorrebbe dire 20 miliardi da far saltar fuori da qualche parte.

 

Facciamo un passo indietro: cosa c’è, secondo lei, dietro la brutta giornata finanziaria, in particolare dell’Italia, di ieri?

 

Credo che bisogna guardare a tre elementi. Il primo è il fallimento avvenuto lunedì della finanziaria americana MF Global, che è l’ottavo più grande crac dopo quello di Lehman Brothers. A quanto pare, MF Global era molto esposta verso titoli di stato europei, in particolare spagnoli, italiani e greci. Ciò sta contribuendo a ricreare quel clima di innalzamento brusco del cosiddetto “rischio controparte”: i rapporti tra istituzioni finanziarie sono tornati a essere particolarmente cauti.

 

Qual è invece il secondo elemento?

 

La notizia, arrivata come un fulmine a ciel sereno, del referendum in Grecia sugli aiuti dell’Ue. Dopo che è stato raggiunto un faticoso accordo, seppur incompleto, con un taglio del 50% sul valore nominale dei crediti in mano a banche e soggetti privati, ora tutto il piano sulla Grecia viene praticamente rimesso in discussione. L’impressione è che i mercati abbiano capito che se il referendum dovesse dare esito sfavorevole, questo potrebbe significare l’uscita della Grecia dell’euro. Cosa che, nonostante la Grecia sia un Paese piccolo, fa aumentare vertiginosamente il rischio di implosione della moneta unica.

 

E l’ultimo elemento?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
06/11/2011 - prova di sussidiarietà (antonio petrina)

perchè non si fa una prova di sussidiarietà nazionale , per venire incontro all'allarme del prof campiglio , concretizzando l'appello dell'imprenditore pistoiese e commentata favorevolmente da cazzullo sul corsera di sabato 5 nov, a proposito di una pubblica sottoscrizione dei titoli in scadenza nel 2012 da un pool di banche nazionali ( con o senza palma d'oro ) che senza commissioni , agevolano questa pubblica sottoscrizione per il bene del paese e che il governo in carica pubblicizza adeguatamente?

 
04/11/2011 - Ma Lei quanto paga ? (Vittorio Cionini)

D'accordo Signor Orciari con Lei e con tutti coloro che sostengono tesi analoghe ma gradirei che tutti quelli che insistono su patrimoniali e tasse varie dichiarassero se e quanto i prelievi proposti li riguardano direttamente. Per capirci meglio Lei o la Sua famiglia è titolare di un patrimonio da mettere in gioco ? E se del caso quanto sarebbe disposto a sacrificare ? Tanto per chiarezza sui ruoli. Grazie e saluti. Vittorio Cionini

 
03/11/2011 - ma si dai... (Federico Orciari)

Ha detto bene prof. Campiglio, l'Italia non cresce piu' da 10 anni almeno. Ma chi ha governato in questi ultimi 10 anni a parte i due anni di Prodi?? Silvio. Il problema e' il debito pubblico; quindi occorre ridurlo almeno ai livelli di Germania e Francia e infine rientrare nel famoso patto di stabilita', ma come fare? L'Europa ci dice dove dobbiamo arrivare ma non ci dice come arrivarci. Vogliamo per una volta smetterla di fare manovre su puri calcoli elettorali e cominciare a far pagare tutti in base al proprio reddito e ricchezza?! E' veramente un concetto cosi' comunista dire che chi ha evaso o eluso fino ad oggi deve cominciare a pagare? E' cosi' comunista dire che chi ha dei patrimoni dovrebbe pagare una tassa?? Roba da matti.

 
02/11/2011 - la "fine" (giulio paolo pesce)

sarebbe utile e gradito se si potesse dare un quadro di orientamento concreto a quanto si definisce, al termine di questo interessante e significativo articolo, come "la fine". grazie e cordiali saluti