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FINANZA/ Un "attacco" alla Germania può salvare l'Italia

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

Già, nel silenzio totale dei media, infatti, il bond che verrà prezzato oggi dall’Efsf avrà un’offerta di 3 e non di 5 miliardi come prima annunciato, a causa dei timori di scarsa domanda, come hanno ammesso gli stessi responsabili. Non solo, i bond emessi non saranno a 15 anni ma a 10 anni, il tutto per cercare di attrarre le banche centrali asiatiche, solitamente poco interessate a scadenze obbligazionarie lunghe. Di più, la prezzatura del bond del fondo salva-Stati era prevista per la scorsa settimana, ma si è deciso di postporre per le cattive condizioni di mercato! Ci rendiamo conto!

Se i mercati ballano, lorsignori spostano le aste come un Tremonti qualsiasi! Già, perché se non lo sapete, per finanziare le operazioni di acquisto dei bond sovrani e di ricapitalizzazione delle banche, il fondo Efsf emette obbligazioni riservate a operatori professionali, ovvero con un taglio minimo di 50.000 euro vendibili solo a istituzioni finanziarie. Queste obbligazioni sono sul mercato e hanno un prezzo, quindi si può ricavare un tasso di rendimento esattamente come si fa per i titoli di Stato. E quale sarebbe lo yield dell’obbligazione emessa dalla macchina da guerra creata da quei geni di francesi e tedeschi, espansa a colpi di leva come una hedge fund qualsiasi? All’asta di oggi il bond dovrebbe avere un rendimento del 3,30%, 130 punti base più del Bund, il benchmark di riferimento europeo: pensate quanto il mercato crede nell’Efsf, visto che a metà settembre il rendimento del bond Efsf era al 2,60% ed era trattato solo a 70 punti base più del Bund.

Complimenti! L’era del premio senza rischio è finita, la domanda cala o si fa più esigente in termini di rendimenti, Cina e Giappone non sono compratori autistici, anzi. E quindi anche contabilizzare come già in cassa i soldi che si vorrebbero da Est per ampliare l’Efsf («la Cina non può né assolvere al ruolo di salvatore degli europei, né offrire una cura per le malattie dell’Ue. Ovviamente, sta alle nazioni europee affrontare e risolvere i loro problemi finanziari», parole e musica del presidente, Hu Jintao, prima di partire per l’Europa), appare un trucco contabile in stile Parmalat. Ma la cosa peggiore è un’altra e nelle sale trading londinesi nessuno ne fa più mistero: questo aumento del rendimento e l’ampliamento dello spread tra Efsf e Bund parla chiaramente la lingua del fatto che il mercato abbia già prezzato il downgrade del rating della Francia (cosa di cui sono dispiaciutissimo, povero Sarkozy, così saccente e ora così bisognoso di un pannolone).

Ma il problema è un altro: occorre mandare a quel paese la Germania se vogliamo sopravvivere come nazione, prima ancora che come continente (la Francia conta come il due di picche, senza il picchiatore tedesco che la difende). Già, perché a Berlino sono stati proprio bravi. Se da un lato la Germania ha infatti alzato le barricate per fare in modo che la Bce non venisse coinvolta in alcun modo nel rafforzamento e ampliamento del fondo Efsf, scatenando i timori di chi investe e provocando il terremoto obbligazionario di cui l’Italia è vittima da due giorni, dall’altro lato Berlino è tra i principali sostenitori di quell’azzardo che è la messa al bando dei credit default swaps sovrani nell’eurozona, un’eliminazione manu militari del più diffuso metodo di hedging dal rischio paese che, venerdì scorso, ha visto i fondi - speculativi ma non solo - disertare la nostra asta di Btp.

Se non posso difendermi attraverso i cds, se le clausole di default non vengono fatte scattare per volontà politica, io investitore chiedo un extra-extra-rendimento per comprare debito a rischio, visti i precedenti messi in atto dall’Unione europea. È il mercato, non la tanto vituperata speculazione: sono infatti banche commerciali e fondi pensione a chiederci il 6% sui decennali, non la City o Wall Street. E proprio l’annunciata intenzione di priorizzare la cosiddetta “rete” per salvare Italia e Spagna dal contagio, potrebbe avere da un lato innervosito ancora di più i mercati - visti i fallimenti finora registrati - e dall’altro fatto prezzare agli investitori il rischio greco che incombe sul dimenticato Portogallo.


COMMENTI
03/11/2011 - sottoscrivo (Mauro Bianchessi)

Penso che lei abbia ragione da vendere. E' ora che qualcuno faccia capire ai tedeschi che non possono continuare a riciclare denaro sporco (come altro chiamare il vendere porsche cayenne a chi non denuncia più di 50000 euro l'anno?) e continuare a fare la parte dei virtuosi! Il problema è trovare qualcuno che non sia mai andato a francoforte con il cappello in mano a chiedere la carità che possa permettersi di fare la voce grossa. Qui si rischia davvero di finire nelle mani di un mazzo di tecnocrati in grado di cambiare le regole in corso di partita a loro eterno vantaggio e a scapito della gente semplice che chiede solo di essere lasciata in pace. Come chiamare altrimenti il permettere alle banche di indebitarsi 30 a 1 e poi abolire i cds sui debiti sovrani dell'eurozona come lei a magnificamente illustrato nel suo articolo. Bravo

 
02/11/2011 - La ringrazio per la risposta... (J B)

ma non capisco che lavanda gastrica dovrebbe fare la Bce in stile Fed? Comprare tutto il comprabile stampando fiumi di denaro e poi? Come sa meglio di me, per ora, hanno tenuto a freno l'inflazione dei prezzi con le excess reserves. Ma se comprano tutto il comprabile, non crede vi sarà inflazione dei prezzi? Oltre al moral hazard... Per me il valore delle banche commerciali è ZERO. Inclusa DB che certamente non annovero tra i "miei amici tedeschi". Dovrebbero essere lasciate fallire ripulendo completamente il sistema. Se bisogna garantire qualcuno, che si garantiscano i correntisti. Gli azionisti ed il management no. In una società capitalista, chi sbaglia, paga. Comunque per me la radice della crisi che stiamo vivendo è monetaria.

 
02/11/2011 - Bottarelli inflazionista?? (J B)

A parte il fatto che i tedeschi non hanno mai amato l'Euro e se lo sono dovuti ingoiare - grazie alle loro lobby che con l'euro si sono comunque trovati una moneta meno forte del marco e quindi con i vantaggi che ne derivano in termini di esportazioni. Quindi, se c'è qualcuno che deve ringraziare i tedeschi per gli ultimi 10 anni sono proprio i Piigs, che senza l'euro sarebbero andati avanti a a forza di svalutazioni competitive e probabilmente sarebbero falliti 10 anni fa. L'Euro ha dato ai Piigs vantaggi immeritati (stabilità e bassi tassi di interesse) che normalmente il mercato conferisce solo a chi ha una politica monetaria e fiscale prudente, vedi Germania pre-euro. Certamente non l'italietta delle svalutazioni che piace tanto a certi nostri industriali - magari gli stessi che negli anni passati guadagnavano dalla svalutazione della lira per poi proteggersi mettendo i soldi in svizzera in marchi e franchi. Quindi, dopo tutte le cose belle e giuste che scrive, caro Bottarelli, anche lei si unisce al coro degli inflazionisti? Che la Bce stampi il 10% del pil europeo e tutto andrà bene?? Ed i cattivi sarebbero i tedeschi? A mio avviso i tedeschi l'attacco dovrebbero farlo loro, andandosene dalla UE e lasciando i socialisti vari al loro destino ed alle loro svalutazioni. Che i tedeschi diventino loro la nuova Svizzera accumulando capitali e riducendo le imposte alle loro aziende che col tempo sapranno tornare competitive anche con un nuovo marco forte.

RISPOSTA:

Caro JB, diciamo "inflazionista una tantum" (un must in questo Paese, ne converrà). E sono giunto a questa conclusione non leggendo e spulciando dati, grafici e tabelle, ma parlando con operatori del mercato, a ogni livello, dal top a chi opera online: la risposta è stata pressoché univoca. L'unica soluzione è una gigantesca lavanda gastrica per il sistema in stile Fed. Troppa la porcheria nei bilanci che innesca particolarismi a ogni vertice europeo o del G20, troppe le mezze verità o bugie integrali delle banche rispetto le loro posizioni sui derivati (Erste insegna) e l'incapacità conclamata dell'Eba di scoprirle. Serve lo shock, ripulire il tutto e ripartire con regole ferree, ovvero al primo caso di banca commerciale che opera con leva 1:30 come fa Deutsche Bank (i suoi amici tedeschi che ci fanno la morale), l'intero consiglio amministrazione finisce diritto in galera come Madoff. Punto. Riguardo la Germania che dovrebbe andarsene dall'Ue, le chiedo solo un po' di pazienza. La rubrica di venerdì sarà dedicata proprio a questo argomento. Cordialmente. (Mauro Bottarelli)