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Economia e Finanza

FINANZA/ Un "attacco" alla Germania può salvare l'Italia

Angela Merkel (Foto Ansa)Angela Merkel (Foto Ansa)

Per Simon Ward della Henderson Global Investors, «l’unica cosa da fare, immediatamente, è un taglio dei tassi d’interesse da parte della Bce e, contemporaneamente, un piano di quantitative easing in stile Fed da parte dell’Eurotower per un importo pari almeno al 10% del Pil dell’eurozona». Questa l’unica via, questa la grande sfida che attende Mario Draghi, da ieri ufficialmente alle redini dell’Eurotower. O si salva la Germania con i suoi interessi o l’intera eurozona. Con tutte le colpe dei nostri politici e i guai del nostro Paese, forse è giunta l’ora di dire a Berlino che ha già usufruito per un decennio del suo surplus commerciale a spese della competitività del sud Europa, messa in ginocchio da un euro troppo forte, creato su misura del vecchio marco e con tassi dettati dalla Bundesbank. Cannes potrebbe essere l’occasione per farlo. Ci sarà il coraggio e la volontà di farlo?

Sicuramente no, ma una cosa voglio dirla. L’altro giorno il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, ha detto che «non si può salvare l’Italia in Germania». Spiacente ministro, siete voi ad aver sfruttato per dieci anni un’Unione fatta su misura, condannando all’inferno della perdita di competitività e dell’euro forte i cosiddetti Piigs. Se c’è qualcuno che deve vergognarsi e sentirsi un parassita, questo risiede a Berlino, non a Milano o Roma.

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COMMENTI
03/11/2011 - sottoscrivo (Mauro Bianchessi)

Penso che lei abbia ragione da vendere. E' ora che qualcuno faccia capire ai tedeschi che non possono continuare a riciclare denaro sporco (come altro chiamare il vendere porsche cayenne a chi non denuncia più di 50000 euro l'anno?) e continuare a fare la parte dei virtuosi! Il problema è trovare qualcuno che non sia mai andato a francoforte con il cappello in mano a chiedere la carità che possa permettersi di fare la voce grossa. Qui si rischia davvero di finire nelle mani di un mazzo di tecnocrati in grado di cambiare le regole in corso di partita a loro eterno vantaggio e a scapito della gente semplice che chiede solo di essere lasciata in pace. Come chiamare altrimenti il permettere alle banche di indebitarsi 30 a 1 e poi abolire i cds sui debiti sovrani dell'eurozona come lei a magnificamente illustrato nel suo articolo. Bravo

 
02/11/2011 - La ringrazio per la risposta... (J B)

ma non capisco che lavanda gastrica dovrebbe fare la Bce in stile Fed? Comprare tutto il comprabile stampando fiumi di denaro e poi? Come sa meglio di me, per ora, hanno tenuto a freno l'inflazione dei prezzi con le excess reserves. Ma se comprano tutto il comprabile, non crede vi sarà inflazione dei prezzi? Oltre al moral hazard... Per me il valore delle banche commerciali è ZERO. Inclusa DB che certamente non annovero tra i "miei amici tedeschi". Dovrebbero essere lasciate fallire ripulendo completamente il sistema. Se bisogna garantire qualcuno, che si garantiscano i correntisti. Gli azionisti ed il management no. In una società capitalista, chi sbaglia, paga. Comunque per me la radice della crisi che stiamo vivendo è monetaria.

 
02/11/2011 - Bottarelli inflazionista?? (J B)

A parte il fatto che i tedeschi non hanno mai amato l'Euro e se lo sono dovuti ingoiare - grazie alle loro lobby che con l'euro si sono comunque trovati una moneta meno forte del marco e quindi con i vantaggi che ne derivano in termini di esportazioni. Quindi, se c'è qualcuno che deve ringraziare i tedeschi per gli ultimi 10 anni sono proprio i Piigs, che senza l'euro sarebbero andati avanti a a forza di svalutazioni competitive e probabilmente sarebbero falliti 10 anni fa. L'Euro ha dato ai Piigs vantaggi immeritati (stabilità e bassi tassi di interesse) che normalmente il mercato conferisce solo a chi ha una politica monetaria e fiscale prudente, vedi Germania pre-euro. Certamente non l'italietta delle svalutazioni che piace tanto a certi nostri industriali - magari gli stessi che negli anni passati guadagnavano dalla svalutazione della lira per poi proteggersi mettendo i soldi in svizzera in marchi e franchi. Quindi, dopo tutte le cose belle e giuste che scrive, caro Bottarelli, anche lei si unisce al coro degli inflazionisti? Che la Bce stampi il 10% del pil europeo e tutto andrà bene?? Ed i cattivi sarebbero i tedeschi? A mio avviso i tedeschi l'attacco dovrebbero farlo loro, andandosene dalla UE e lasciando i socialisti vari al loro destino ed alle loro svalutazioni. Che i tedeschi diventino loro la nuova Svizzera accumulando capitali e riducendo le imposte alle loro aziende che col tempo sapranno tornare competitive anche con un nuovo marco forte.

RISPOSTA:

Caro JB, diciamo "inflazionista una tantum" (un must in questo Paese, ne converrà). E sono giunto a questa conclusione non leggendo e spulciando dati, grafici e tabelle, ma parlando con operatori del mercato, a ogni livello, dal top a chi opera online: la risposta è stata pressoché univoca. L'unica soluzione è una gigantesca lavanda gastrica per il sistema in stile Fed. Troppa la porcheria nei bilanci che innesca particolarismi a ogni vertice europeo o del G20, troppe le mezze verità o bugie integrali delle banche rispetto le loro posizioni sui derivati (Erste insegna) e l'incapacità conclamata dell'Eba di scoprirle. Serve lo shock, ripulire il tutto e ripartire con regole ferree, ovvero al primo caso di banca commerciale che opera con leva 1:30 come fa Deutsche Bank (i suoi amici tedeschi che ci fanno la morale), l'intero consiglio amministrazione finisce diritto in galera come Madoff. Punto. Riguardo la Germania che dovrebbe andarsene dall'Ue, le chiedo solo un po' di pazienza. La rubrica di venerdì sarà dedicata proprio a questo argomento. Cordialmente. (Mauro Bottarelli)