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J’ACCUSE/ Tarantini: così la finanza internazionale mette in ginocchio Italia e Ue

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Occorre arrivare a una tripartizione: banche commerciali, banche di medio termine e banche di investimento. Per ognuna di queste categorie i coefficienti devono essere diversi. Certamente inferiori quelli delle banche commerciali e di medio termine, mentre si deve imporre un coefficiente alto, intorno al 20%, alle banche d’investimento. Naturalmente, le grandi banche internazionali si oppongono a questo. Ma è la politica che deve prevalere, che deve imporsi e non lasciare che la finanza stabilisca le regole che le convengono.

 

Pensa che anche personaggi come Angela Merkel e Nicolas Sarkozy rappresentino una leadership politica debole?

 

Tutta la classe politica in questo momento dimostra paura di fronte ai grandi centri della finanza internazionale. Hanno paura dei downgrade, hanno paura di doverli giustificare poi davanti ai propri elettori. Quando li sento parlare di riforme, fanno quasi ridere. In realtà, alla finanza internazionale le riforme non interessano affatto, anzi le cose le vanno bene così come sono. Sicuramente le interessa di più la ristrutturazione del debito pubblico di un Paese. Ma questo è diventato ormai inaccettabile. La politica deve riprendere il suo primato, deve stabilire criteri e regole. Poi possono arrivare le esigenze della finanza.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
02/11/2011 - Le parole semplici aiutano (claudia mazzola)

Di queste cose non capisco niente a parte che la situazione non è rosea. Comunque, grazie alle parole di Graziano Tarantini, l'argomento mi si fa più chiaro.