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Economia e Finanza

RISPARMIO/ Il consulente: investire in azioni e obbligazioni? Può valerne la pena

Dopo il tonfo del mercato azionazio italiano di ieri, crolalto quasi del 7 epr cento, come deve comportarsi il risparmiatore medio? PAOLO NEGRI ci dà alcuni suggerimenti

Foto AnsaFoto Ansa

Il tonfo di Piazza Affari, ieri, si è udito agli antipodi del globo; l’Ftse Mib ha chiuso a -6.87%, ed è sceso sotto la soglia psicologica dei 15mila punti, mentre lo spread con i titoli tedeschi ha superato quella dei 450. Un tragedia. Non solo per gli addetti ai lavori o le grandi aziende quotate in borsa, quanto per i semplici cittadini. Gran parte dei quali, infatti, possiede azioni o titoli di Stato. L’episodio di ieri, del resto, non è che l’epilogo di una crisi del mercato azionario che va avanti da mesi. Come deve comportarsi, quindi, il risparmiatore medio? Secondo Paolo Negri, consulente finanziario interpellato da ilSussidiario.net, «la premessa è che non esiste un portafoglio che vada bene per tutti; è possbile costruirlo in maniera coerente con un certo profilo di rischio o un certo orrizzonte temporale. Ma l’importante è non prendere un modello come riferimento ed applicarlo a prescindere dalla propria capacità di tollerabilità del rischio». Detto ciò, come sostengono in molti, non è escluso che, paradossalmente, investire adesso in azioni o in titoli di altra natura potrebbe rivelarsi un’opportunità. «Può valer la pena. A patto di saper fare un’accurata selezione. Il discorso vale per la azioni come per i titoli corporate, di Stato o no». Ad una condizione: «l’investitore deve aver la possibilità di diversificare. Su tanti titoli e su mercati diversi. Idem per il mercato obbligazionario. Per inciso, oggi le banche versano in una grave crisi di liquidità e per ottenere risorse sono disposte a offrire tassi di rendimenti elevati. In tal senso, affidarsi ai prodotti di una singola banca sarebbe un errore». Diversificare, quinidi. Quanto è in grado di farlo, tuttavia, l’investitore medio? «Ben poco – spiega Negri -. Un buon portafoglio azionario, infatti, deve essere diversificato almeno su 50 titoli. Significa che occorre disporre di qualche centinaia di migliaia di euro. A meno che non ci si rivolga a forme di risparmio gestito, utilizzando i fondi per investire. In questo caso, sono sufficienti, ad esempio, 3mila euro». Nel concreto, ci sono dei punti da seguire.