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FINANZA/ Pelanda: ecco le ultime mosse per salvare l'Italia e l'euro

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Tecnicamente, il rischio di inflazione è molto basso e il vantaggio di ridurre il costo di rifinanziamento del debito è elevatissimo, in particolare per le nazioni più in difficoltà e per l’Italia il cui debito è monumentale. Ma ambedue tali soluzioni hanno un elevato rischio politico, in particolare una ribellione dell’elettorato tedesco all’idea di dover garantire i debiti altrui e di rischiare inflazione per riuscirci.

La Commissione europea ha preparato infatti tre varianti della seconda soluzione: conversione totale, cioè un euro-debito unico garantito da tutti; conversione parziale, cioè parte dei titoli di debito restano a responsabilità nazionale e parte a garanzia totale; euro debito unico, ma con responsabilità proporzionale delle nazioni per ripagarlo.

La Bce sta intervenendo sul mercato dei titoli più massicciamente di quanto le sarebbe permesso. La buona notizia è che si sta andando verso una soluzione europea. La cattiva è che la Germania resisterà a quella più efficace. Ma ne parleranno, per la prima volta in questo formato, Merkel, Monti e Sarkozy, giovedì prossimo. L’attesa è che ci sia un compromesso, non perfetto, ma probabilmente in grado di salvare l’euro a un centimetro dal baratro.

 

www.carlopelanda.com



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COMMENTI
24/11/2011 - Per finire.... (Mariano Belli)

E poi però bisogna dirla tutta : il sistema capitalistico occidentale è al capolinea della storia, perchè ha lo stesso disprezzo della persona umana dei regimi del comunismo storico. Va ricostruita una nuova società umana, fondata su lavoro e solidarietà, un'economia che può essere anche di mercato a patto che sia guidata da una politica che metta al primo posto le persone, il popolo. Una società in cui il popolo non conta più nulla, come la nostra, presto o tardi sbotta (non in italia, pecoroni come siamo.....)

 
24/11/2011 - Per Giorgio Cordiero (Mariano Belli)

A parte che sull'analisi generale delle cause la vedo come lei, le rammento che nei forum siamo tutti anonimi.....(mentre in rete, nessuno lo è!). Per quanto riguarda la signora Lina, che sta a cuore anche a me, vorrei semplicemente difendere dall'inflazione sia la sua pensione, sia il suo piccolo o grande capitale investito in BTP. Chiaro però che a qualcosa ognuno di noi dovrà rinunciare, per cui penso che la rinuncia agli interessi sui titoli di stato sia di gran lunga il male minore, in questa situazione (in cui già molti in banca non hanno più nulla, le faccio presente). Capisco che la situazione fa una gran rabbia, ma non si sfoghi con me, per cortesia.

 
23/11/2011 - si sapeva già da anni.... (gino marotta)

"Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti... Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno... [alle banche]...priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato" (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America) “Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti” (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000) “Potrete ingannare tutti per un pò. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre.” Abramo Lincoln

 
22/11/2011 - voci libere (giorgio cordiero)

Libere voci , ma anonime caro "giustizia popolare". Sull'inflazione sono daccordo con lei, meno sulle tasse . Se si decidesse di svalutare l'euro (magari all'interno di un sisteme monetario mondiale che prevedesse un'oscillazione massima) l'esportazione potrebbe di nuovo salire, l'industria manifatturiera produrrebbe di più, la disoccupazione diminuirebbe, come pure la pressione fiscale, a favorire una ripresa dei consumi interni. Certo sarebbe molto meno conveniente comperare roba made in USA, o made in China Il problema è tutto americano infatti loro hanno il debito pubblico vicino al default, loro hanno le famiglie con il debito più alto, loro sono nelle mani dei cinesi che li tengono per il bavero del debito pubblico e sempre loro (geni della finanza) ci hanno mosso guerra, attaccando con le LORO agenzie di rating i nostri debiti pubblici, lucrando anche sulle scommesse finanziarie derivanti dal ribasso del valore dei nostri titoli di stato (scommesse sui CDS, altro che telefonata di Obama a Monti, qui occorre prendere atto che siamo degli incapaci perchè politicamente l'Europa non esiste, atrimenti avrebbe risolto la questione in pochssimo tempo. Caro fantomatico Giustizia Popolare: vada a chiedere alla signora Lina che ha messo tutti i suoi risparmi in BTP chi pagherebbe in caso di default...mi faccia il piacere.

 
21/11/2011 - Default sul debito (Mariano Belli)

La situazione è chiarissima e l'articolo anche è ben scritto e chiaro tranne su punto : rischio di inflazione molto basso? Come si fa a dire questo? Se la BCE stampa moneta, l'inflazione non è un rischio, è una certezza, il che vuol dire che noi peones pagheremo 2 volte : con le tasse (perchè state certi che i nordeuropei io nostro debito non se lo prenderanno MAI) e con l'inflazione. L'UNICA soluzione in favore della gente normale invece che delle banche è il default (anche parziale) sul debito e la sospensione del pagamento degli interessi, come ha fatto l'Argentina : andranno a scatafascio alcune banche più esposte, ma si salveranno le famiglie e l'economia riprenderà a crescere. Ma capisco che solo poche voci libere possono dirlo.

 
21/11/2011 - e ci vuole ancora molto (giorgio cordiero)

Leggo l'articolo del Dott. Pelanda e mi pare di rileggere le mie parole di commento , scritte ieri all'articolo tel Dott.Arrigo. le soluzioni proposte/accettande dalla Merkel sono esattamente quelle che vado prospettando da un paio di anni a questa parte. Si dovrebbe ascoltare poorima e meglio la base tecnica che lavora in questo settore, magrissima personale consolazione. Volete qualche altra ricetta? A)Vendere la plisvalenza della nostra riserva aurea, causando così un abbassamento di prezzo, per poi riacquistarla ad un prezzo più basso, lucrando in conto abbattimento debito pubblico. B)Stabilkire una convenzione tra banche centrali mondiali atta a creare un mercato regolamentato dei titoli puibblici SEPARATO, dal mercato tradizionalemente aperto aio privati. i titoli a scadenza vengono rimbiorsati ai sottoscrittori e le nuove aste vengono definite in un mercato riservato alle banche centrali, in questo modo si toglie il denaro sacro dei debitio pubblici dalle mani della speculazione privata. Il tempo del convertendo? Molto lungo(max 30 anni9 intanto cesserebbe da subito l'interesse speculativo sui debiti sovrani , poi il prestito tra satti sarebbe comunque garantio dai fondamentali economici dei medisimi.D)creare un smw (sistema monetario mopndiale9 che, similmente allo sme , dovrebbe garantire oscillazioni massime tra valute, ecitando uleriore speculzione e favorendo la virtuosità dei virtuosi, cos' facendo torneremmo a guardare all'ecomonia reale e non a quella di carta

 
21/11/2011 - un risultato insperato (Fabrizio Terruzzi)

si dimentica un'ulteriore mossa senza cui non sarebbero possibili le prime due. Un governo centrale dell'economia (messo fra parentesi: a guida tedesca ovvero sul suo modello) con conseguente profonda revisione dei trattati. In questo caso, la crisi sarà costata cara ma almeno avrà conseguito un risultato altrimenti impossibile: fare davvero l'Europa unica, politicamente e non solo finanziariamente.