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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Quel rompicapo della Bce che lascia l’Europa in crisi

Sta crescendo negli ultimi giorni la pressione dei governi europei per trasformare la Bce in un prestatore di ultima istanza in stile Fed. Il commento di MICHELE ARNESE

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Sta crescendo negli ultimi giorni la pressione dei governi europei, eccetto la Germania e l’Italia, per trasformare la Banca centrale europea (Bce) in un prestatore di ultima istanza sul modello della Federal Reserve (Fed) americana e della Bank of England (Boe). L’obiettivo è quello di evitare l’ulteriore aggressione ai titoli del debito sovrano dei paesi europei. L’ultima richiesta è arrivata sabato dal premio Nobel per l’Economia, Paul Krugman, che sul New York Times ha rinnovato le critiche ai leader del Vecchio Continente: “C’è stata una grande perdita di credibilità nelle promesse dei governi europei, che non siano quello tedesco, di far fronte ai propri debiti”. Quindi la stoccata finale: “Ci sono molti aspetti che testimoniano questa conclamata crisi di fiducia, ragion per cui l’Europa ha disperatamente bisogno che la Bce operi come prestatore di ultima istanza, cortocircuitando i circoli viziosi”. Sulla stessa lunghezza d’onda, per restare alle più recenti opinioni, quanto scritto sabato sul quotidiano la Repubblica dall’economista Alessandro Penati e ieri su Il Sole 24 Ore dal giurista Guido Rossi. Vediamo di capire perché la questione è fondamentale.

I governi dell’Eurozona emettono titoli in valuta “estera”, cioè una di cui non controllano il corso legale. Così i governi non possono garantire ai sottoscrittori che avranno sempre e in ogni caso la liquidità necessaria per pagare l’obbligazione alla scadenza. Questo contrasta con i paesi che stanno “per conto loro” e che emettono debito sovrano nella propria valuta. Questa caratteristica permette a questi Paesi di poter garantire che il denaro sarà sempre disponibile a pagare i possessori di obbligazioni. È per questo che un Paese “per conto suo” può fornire una garanzia implicita: la banca centrale è un prestatore di ultima istanza nel mercato dei titoli di Stato (Fed, Boe, Banca Centrale del Giappone).

Sta diventando sempre più evidente che anche la stabilità finanziaria deve essere un obiettivo (formalizzato) prioritario di una Banca centrale. Infatti, la maggior parte di esse sono state create per risolvere il problema di “instabilità endemica” dei sistemi finanziari. Con la loro potenza di fuoco enorme (stampare moneta), le banche centrali sono le uniche istituzioni in grado di stabilizzare il sistema finanziario in tempi di crisi. La Bce ha più volte dichiarato che non vuole ricoprire la funzione di prestatore di ultima istanza nel mercato delle obbligazioni di Stato. Questo ha indotto i paesi dell’Eurozona a istituire un organismo alternativo (il Fondo europeo per la stabilità finanziaria, o Efsf, e il futuro Meccanismo di stabilità europeo, o Esm).


COMMENTI
21/11/2011 - non è la crisi a preoccupare (Fabrizio Terruzzi)

chissà perchè, chi di dovere, ha tanta difficoltà a capire quello che era chiaro già un anno fa alle persone dotate di elementare buon senso. Scrivo qui da più di un anno che non è tanto la crisi a preoccupare quanto le persone deputate a risolverla.