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Economia e Finanza

IL CASO/ Rossi (Ibl): vi spiego perché l’Ici è meglio della patrimoniale

Secondo NICOLA ROSSI, mentre l’Ici servirà a riequilibrare il nostro sistema fiscale, non si vede ragione di introdurre una patrimoniale secca sui patrimoni più alti

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

«Oggi è domenica»: così, ieri, Mario Monti, all’uscita da messa, applaudito, mentre passeggiava con la moglie, da una piccola folla festante, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano dei suoi impegni. Non ha, in seguito, aggiunto altro. Oggi, invece, è lunedì, e si è rimesso al lavoro. Moltissimi italiani si sono prodigati, in questi giorni, in un profluvio di attestazioni di stima; temono, altresì, che tra i primi impegni del neo presidente del Consiglio, vi sia quello di metter loro le mani nelle tasche. È più una sicurezza, in realtà. Gli strumenti sono noti, mancano i dettagli. Il prelievo sarà effettuato reintroducendo l’Ici (il che è, praticamente, certo) e una patrimoniale secca sui patrimoni più elevati (questo è meno certo). «Ciò che è chiaro è che il nostro sistema fiscale deve essere integrato e completato», afferma, interpellato da ilSussidiario.net, Nicola Rossi, senatore del Gruppo misto, professore di Economia politica all’università di Roma Tor Vergata e presidente dell’Istituto Bruno Leoni. Secondo il quale, tuttavia, vanno fatti importanti distinguo. «Dopo l’eliminazione dell’Ici - spiega -, il sistema tributario italiano è rimasto molto squilibrato sul versante dei redditi. Credo vada riequilibrato sul fronte del patrimonio e la reintroduzione dell’imposta comunale sugli immobili è un passo che va in questa direzione».

In sostanza, si tratta di «completare il sistema tributario, reintroducendo una forma di tassazione ordinaria sul patrimonio. È una modalità per ripristinare il bilanciamento del sistema fiscale italiano». Il senatore la pensa, invece, all’opposto sulla patrimoniale. «Non credo che serva a granché, tanto più se ha carattere straordinario e viene finalizzata all’abbattimento del debito pubblico. Che, al contrario deve essere effettuato attraverso la dismissione del patrimonio in mano allo Stato e agli enti pubblici locali». Supponendo che venga introdotta, Rossi reputa difficile poter dar vita, in seguito, a forme di compensazione . «Per potere, ad esempio, sgravare le tasse sul lavoro, occorre procedere in altra maniera: tagliando la spesa pubblica e introducendo forme di tassazione che abbiano carattere ordinario». 


COMMENTI
22/11/2011 - Una tassa non è mai meglio di un altra. (claudia mazzola)

Io e mio marito abbiamo cinquant'anni, dopo mille sacrifici e con la micro impresa che va male, stiamo ugualmente per prendere l'appartamentino di 55 mq. dove abitiamo da 9 anni. Ora ci tocca pure l'ICI, ok su le maniche e si paga, ma non veniteci a raccontare che è cosa buona per noi.

 
22/11/2011 - tagliare il debito senza crescita? (antonio petrina)

3 domande all'esimio presidente di IBL: 1)Se la riduzione del debito è il fine ultimo a quando la crescita ? 2) il conto della serva ( Ostellino sul Corsera di venerdì 18 nov) va rimandato al 2013 ? 3) Perchè non introduciamo la "giornata del debito italiano" e chiediamo una pubblica sottoscrizione dei titoli in scadenza nel 2012, di cui il prof Campiglio ha lanciato l'allarme copertura ?

 
21/11/2011 - Titolo incompleto (Mariano Belli)

Manca un pezzo al titolo : per i ricchi (e di conseguenza per le banche, presso le quali sono detenuti i grandi patrimoni).....chi possiede una casa per abitarvi sa bene che è solo una spesa, non si capisce quale reddito debba mai produrre, sono solo un sacco di spese, altro conto è una tassa per i servizi (ma l'irpef comunale che già paghiamo salata, va invece in beneficenza?) "Dopo quella data, deve essere chiaro a tutti gli italiani che tutte le operazioni saranno servite anche ad abbattere significativamente la pressione fiscale." Della serie : la barzelletta dell'anno, se solo ci fosse da ridere....