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SPREAD&BORSE/ L’analista: ecco perchè i mercati non si "fidano" di Monti

Nonostante l’insediamento del governo Monti, lo spread continua ad aggirarsi su livelli preoccupanti mentre i nodi cruciali, spiega l’analista finanziario, rimarranno tali per mesi.

Foto Ansa Foto Ansa

SPREAD E BORSE: A COSA E' DOVUTO IL CROLLO DEI MERCATI? IL PUNTO DEL NOSTRO ANALISTA. Monti, salutato a più riprese, a destra, a sinistra e al centro, come il salvatore della patria, si è definitivamente insediato, ricevendo dai due rami del Parlamento una fiducia record. Tuttavia, i mercati non sembrano essersene accorti. Alla prova del lunedì, la prima per il nuovo governo tecnico, lo spread vola intorno ai 480 punti base, mentre Piazza Affari è in profondo rosso. «E’ evidente che siamo ancora a un livello di allarme assoluto. Il problema vero, tuttavia, consiste nel rendersi conto che non si tratta di un problema esclusivamente italiano», spiega un analista finanziario interpellato da ilSussidiario.net «Nei giorni scorsi – aggiunge -, infatti, lo spread dei titoli francesi rispetto a quelli tedeschi ha raggiunto un livello record, mentre gli stessi bund tedeschi iniziano a dare segnali di nervosismo rispetto agli omologhi americani, con i quali il differenziale è salito di 15 punti». Che non è un’enormità, «ma rappresenta pur sempre un’anomalia». Tra le sacche della crisi, l’Italia non è l’unica che continua a trascinarsi.

«La situazione è gravosa a livello europeo. Anche se l’Italia, effettivamente, resta al centro della speculazione e viene penalizzata di più di quello che merita,  se prendiamo in considerazione le sue reali condizioni economiche». L’esecutivo guidato dall’ex commissario europeo avrebbe dovuto dare ai mercati un segnale che consentisse loro di tornare a fidarsi del nostro Paese e della sua capacità di solvenza. «Ma il governo Monti – spiega l’analista -, per ora, non ha fatto niente, né farà nulla per alcuni mesi. Per cui, nonostante in futuro possa riuscire a mettere a punto le riforme che occorrono, i problemi strutturali rimarranno tali ancora per dei mesi, se non per degli anni». Resta da capire, allo stato delle cose, quanto potremo resistere. «Ancora più difficile è capire come. Con questo livello di spread, il rischio è di continuare a pagare il nostro debito andando incontro a recessione. Gran parte delle conseguenze negative di un livello così alto si stanno già verificando. Quanto poi si possa effettivamente andare, avanti, è oggetto di studio». Anche l’Unione Europea è interessata da una pesante incognita.


COMMENTI
23/11/2011 - si sapeva già da anni..... (gino marotta)

"Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti... Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno... [alle banche]...priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato" (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America) “Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti” (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000) “Potrete ingannare tutti per un pò. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre.” Abramo Lincoln