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ALLARME SPREAD/ Sapelli: ecco lo “sgambetto” alla Germania che ci può salvare

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Personalmente credo che né la Merkel, né Sarkozy avessero davvero l’idea di “far fuori” l’Italia. Semmai si è trattato di un “giochetto” per accelerare la caduta di Berlusconi. È vero che c’è una volontà egemonica della Germania. I tedeschi sono caduti in un neo-nazionalismo economico che si è trasformato in un take over deflazionistico sull’Ue. Ma sanno bene che l’Italia deve far parte del nucleo forte dell’Europa. Del resto, per farci entrare nell’euro ci hanno imposto la svendita di buona parte del nostro apparato industriale, che è andato poi distrutto, e il dimezzamento del nostro potere d’acquisto attraverso la moneta unica. Se l’hanno fatto è perché sanno che l’Italia è un immenso mercato, dove c’è ricchezza, per i loro prodotti.

Nell’incontro di giovedì pare che si tornerà a parlare di Eurobond per risolvere la crisi dei debiti sovrani dell’Eurozona, anche perché il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf) sta già incontrando parecchie difficoltà.

Gli Eurobond, così come l’Efsf, mi sembrano pannicelli caldi. Per carità, sono sempre meglio della situazione attuale, ma hanno un inconveniente: stuzzicano il ventre del nazionalismo tedesco, francese e dei paesi del nord-Europa, perché sarebbero una sorta di fondo di compensazione e di aiuto per i paesi che hanno difficoltà con i titoli di stato, a cui partecipano anche gli stati che di sostegno non hanno bisogno. Gli Eurobond sono un meccanismo studiato dagli economisti che può funzionare bene sulla carta, ma che dal punto di vista politico e sociologico può diventare “un’arma di distruzione di massa”, perché a ogni emissione i cittadini di uno Stato potranno dire di essere stufi di dover mantenere gli altri paesi in difficoltà, come già accade oggi in Germania.

Cosa bisognerebbe fare allora secondo lei per affrontare la situazione critica che stiamo attraversando?

Serve una riforma della Bce, con l’adozione (magari con qualche modifica) dello statuto della Fed, in cui si specifica che il fine della Banca centrale è garantire la crescita e non solo la stabilità monetaria, e in cui si prevede che essa diventi prestatore di ultima istanza. Una nuova Bce con queste caratteristiche sarebbe anche un passo in avanti verso un’unità politica dell’Europa.

Cosa vuol dire esattamente che la Bce diventa un prestatore di ultima istanza? Quali sarebbero i vantaggi?

Significa che quando uno Stato ha dei debiti che non riesce a rimborsare facendo pagare più tasse ai propri cittadini o con altre misure straordinarie, la banca centrale, stampando moneta, compra i titoli di stato. Nel caso della Bce occorrerebbero poi dei sistemi di compensazione tra i vari stati, dato che una sola banca dovrebbe garantire per 17 paesi. Inoltre, stampando moneta si terrebbero bassi i tassi di interesse: il denaro arriverebbe quindi non solo agli intermediari finanziari, ma anche alle famiglie e alle imprese mediante costi di accesso al credito più bassi degli attuali.

Ci sarebbero poi anche dei vantaggi per le esportazioni.



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COMMENTI
22/11/2011 - Dobbiamo risanare e non inventarci nuove favole (Moeller Martin)

Quante 'furbate' vengono spacciate per soluzioni e quante falsita ci vengono propinate da politici, esperti e oppinionisti. Come si risolvono i problemi dell'Italia? Lotta all'evasione fiscale, tassa sui grandi patrimoni e taglio di qualche auto blu. Cioè con soldi che non esistono, un gettito modesto, e una monovra inutile dato che continuiamo a stipendiare gli autisti anche se inutili. Ma non è un problema, perchè siamo il paese più bello del mondo e i ns. conti saranno gli altri a pagarceli. Infatti adesso la BCE stamperà soldi per tutti e i contribuenti tedeschi saranno felici di ripianare i nostri debiti. Sono 40 anni che non si di riforme. Perchè non le facciamo, risanando i ns. conti e intervenendo sulla competitività per tornare a crescere? Non ha senso fantasticare su 'sgambetti' alla Germania.

 
22/11/2011 - quale europa, quali governanti italiani (francesco taddei)

"per farci entrare nell'euro ci hanno imposto una svendita del nostro apparato industriale che è andato poi distrutto e un dimezzamento del nostro potere d'acquisto attraverso la moneta unica"

 
22/11/2011 - operatori della finanza o delinquenti? (Leandro Franzoni)

..."titoli finanziari trattati dalle shadow banks (banche ombra) in mercati detti dark pools (piscine oscure)"...ma stiamo parlando di finanza o di criminalità organizzata?!? Un appello a tutti i giornalisti de ilsussidiario.net: promuovete qualsiasi azione e comunicazione utile a far tornare la finanza al servizio dell'economia e non viceversa. Basta con il potere della finanza sull'economia e adesso addirittura sulla politica. Fermiamo la possibilità di alti guadagni tramite speculazioni finanziarie. Anche con misure importanti purchè volte ad un'economia più sana. Come anche la sponsorizzazione delle obbligazioni a dispetto delle azioni (fino anche ad eliminare le azioni e tutte le forme di strumenti finanziari derivati). Io azienda che entro in borsa emetto un'obbligazione, cioè chiedo dei soldi con l'impegno a restituirli ad una certa data con un rendimento finanziario chiaro e predeterminato. Semplice e sano per tutti.

 
22/11/2011 - I parlamentari italiani capiranno? (Gabriele Rossi)

Eh sì, stimatissimo Professore, le misure di austerità non risolvono i problemi, anzi, in quanto recessive, li peggiorano. Aumentare le tasse per ristorare le finanze dello Stato, significa drenare liquidità da destinare ai consumi, e senza consumi (con lo Stato che non può più spendere come prima) è impossibile finanziare la crescita. L'unico modo per abbattere il rapporto deficit/Pil è puntare sulla crescita, servono riforme per lo sviluppo (ce ne sono a costo zero, v. l'ultimo libro di Tito Boeri), altrimenti aumenteranno solo le spese per gli interessi, e quindi daccapo il deficit, in una spirale infernale senza ritorno. Dare più potere alla BCE e stampare euro sembra sulla carta la soluzione meno cruenta, a patto di non perdere di vista l'ammontare della massa monetaria per non creare squilibri più devastanti dei mali che si vogliono curare. L'inflazione si mangia anche il debito, e sul medio periodo può funzionare. Del resto, non c'è nessuna legge, economica o naturale, che imponga ai paesi deboli di avere una moneta forte. Ma chi spiega queste cose al Parlamento italiano?