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FINANZA/ 1. Così Goldman Sachs ha dichiarato “guerra” all’Europa

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Secondo, unendo debito sovrano, corporate, privato e delle istituzioni finanziarie, la Spagna è messa peggio - ma davvero molto peggio - della tanto disastrata e vituperata Italia. L’indebitamento privato dei cittadini è pari all’82% del Pil, quello governativo al 71% e quello finanziario (ovvero ciò che le banche prestano a veicoli finanziari che non sono banche) al 76%, mentre in Italia la voce corporate pesa per l’81% e quella del privato, i cittadini, solo per il 45%. E siccome un settore privato oberato dai debiti, come quello spagnolo, è meno capace di spendere e investire, si arriva all’impossibilità di dare stimolo all’economia per generare maggiori entrate fiscali. E con il 22,6% di disoccupazione, la Spagna appare davvero in guai grossi: ecco perché i Bonos si sono schiantati alla vigilia delle elezioni.

Cosa farà Rajoy? Alzerà le tasse o cercherà di aumentare le entrate in altro modo? Per ora si sa che ha promesso di non toccare le pensioni e ha evitato di parlare di tagli al bilancio, ma ha detto che rispetterà le richieste dell’Ue e ridurrà il deficit al 4,4% del Pil. Oggi, con la crescita intorno allo 0,7%, vuol dire sforbiciate al bilancio dello Stato pari a oltre 30 miliardi di euro, il triplo di ciò che ha già fatto Zapatero. In ogni caso, un bel lavoraccio che potrebbe comunque essere vanificato dal parco immobili che giace nei bilanci delle banche. Rajoy ha chiesto ai mercati «più di mezz’ora» per intervenire: non speri in più di 45 minuti. Ma è l’intera Europa ad avere il febbrone. Se infatti venerdì scorso Italia, Spagna e Francia hanno tirato un sospiro di sollievo per l’abbassamento dei loro spread rispetto al Bund, già ieri si è tornati sull’ottovolante (chissà come mai, al netto della minaccia di Moody’s di operare un downgrade sul rating francese, i mercati non hanno gradito e salutato come manovra di grande respiro, il primo impegno del governo Monti, ovvero recepire il decreto su Roma Capitale!). Inoltre, molti analisti fanno notare che un arretramento così veloce dei differenziali come registrato tra giovedì e venerdì scorsi non può essere frutto solo degli acquisti della Bce, ma anche del contemporaneo disimpegno degli investitori dal debito tedesco.

Ne è certo Andrew Roberts, capo analista dei tassi alla Royal Bank of Scotland, secondo cui «è in atto un vero e proprio esodo dei capitali asiatici dall’eurozona». E che il Bund non sia più il bene rifugio europeo lo dicono le cifre: già all’asta del 19 ottobre per collocare 4 miliardi di euro di decennali, Berlino dovette pagare il 2,09% di rendimento contro l’1,80% dell’asta precedente a fronte di una domanda in netto calo a 1,1 sull’offerta. Per Hans Redeker, capo del monetario a Morgan Stanley, «il Bund non reagisce più come prima. Fino a poco tempo fa, se gli investitori vendevano bonds italiani, tendevano a ribilanciarsi all’interno dell’eurozona comprando Bund. Ora, invece, portano via i soldi dall’eurozona e i dati parlano chiaramente di un afflusso di capitali verso il mercato obbligazionario dei Treasuries statunitensi, questi sì visti come bene rifugio». E questo non vale solo per giapponesi e asiatici, ma anche per la Banca centrale cinese, che ha anch’essa cominciato a limare le detenzioni o cambiarle, ovvero vendere Bund decennali ed entrare, al limite, sul mercato di titoli con scadenza a un anno o meno.


COMMENTI
23/11/2011 - alcuni moniti dalla storia (gino marotta)

"Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti... Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno... [alle banche]...priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato" (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America) “Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti” (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000) “Potrete ingannare tutti per un pò. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre.” Abramo Lincoln

 
23/11/2011 - un presidente americano... (gino marotta)

«Sono un uomo tra i più infelici. Ho tacitamente rovinato il mio paese. Una grande Nazione industriale è ora controllata dal suo sistema di credito, non siamo più governati dalla libera opinione e dal voto di maggioranza, ma dalla opinione e dalla coercizione di un piccolo gruppo di uomini dominanti.» (Thomas Woodrow Wilson, 28º Presidente USA, parlando nel 1919 del Federal Reserve Act , da lui approvato nel 1913)

 
23/11/2011 - qualcosa sulle banche (gino marotta)

"Chiunque controlli l'ammontare del denaro circolante in un paese e' il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l'intero sistema e' facilmente controllato, in un modo o nell'altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa] “L'attività bancaria fu fecondata dall'ingiustizia e nacque nel peccato. I banchieri posseggono il mondo. Toglieteglielo via, lasciando loro il potere di creare denaro e con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualsiasi modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano, affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere. Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a crea

 
22/11/2011 - Fantasie... (Vito La Spina)

Ma intanto, in attesa dell'apocalisse o del “Visto, si stampi” di Draghi, cosa accadrebbe se il governo puntasse su un “prestito forzoso”, chiamando i contribuenti (cittadini e imprese) ad acquistare, in maniera proporzionale ai loro redditi e alla loro liquidità, speciali BTP caratterizzati da rendimenti uguali ai Bund? Verosimilmente si ridurrebbe la quota di debito italiano nelle mani di investitori stranieri; si eviterebbe di mettere le mani nei conti correnti di cittadini e imprese come pure di innalzare ulteriormente una pressione fiscale e contributiva tanto elevata da stroncare i contribuenti onesti e da suscitare il divertito sarcasmo di chi ha già delocalizzato le proprie attività. Se è vero che ad un aumento della pressione fiscale (o meglio: a una condotta fiscale predatoria) non è mai corrisposta una diminuzione della spesa pubblica, il “prestito forzoso” avrebbe il vantaggio di mantenere alta la guardia sulla necessità di ridurre il debito pubblico, dato che lo Stato dovrebbe comunque pagare gli interessi sui BTP, rimborsarli alla scadenza e rassicurare i contribuenti sulle proprie buone intenzioni varando preliminarmente tagli significativi e strutturali della spesa pubblica. Molti contribuenti non vivrebbero il “prestito” come un esproprio o un’ennesima tassa, dato che percepirebbero interessi non troppo inferiori a quelli oggi loro corrisposti dalle banche e potrebbero comunque utilizzare i BTP come garanzia nei confronti degli istituti di credito...

 
22/11/2011 - E comprarsi GS? (marco ferrari)

Se alcune istituzioni finanziarie decidessero di rispondere ad un attacco con un attacco e comprare una quota in GS. Potrebbe costare meno.

 
22/11/2011 - Dottor Draghi, si stampi! (J B)

Caro Bottarelli, alcuni dei suoi lettori aspettano una Sua valutazione delle conseguenze positive e negative del "Dottor Draghi, si stampi". Cordialmente.

RISPOSTA:

Caro JB, ancora un po' di pazienza: giovedì parleremo di Bce, prestatore di ultima istanza, pro e contro. Cordialmente (Mauro Bottarelli)