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FINANZA/ 1. Così Goldman Sachs ha dichiarato “guerra” all’Europa

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Dunque, Mariano Rajoy è il nuovo primo ministro spagnolo. Auguri di buon lavoro, ne avrà bisogno. Sapete, infatti, perché la scorsa settimana le obbligazioni iberiche sono crollate, portando lo spread con il Bund a superare ancora quello italiano? Semplice, i problemi strutturali spagnoli sono grossi, ma grossi davvero. Primo, Bloomberg ha reso noto che nella pancina zapaterista delle banche iberiche ci sono proprietà immobiliari per 30 miliardi di euro totalmente invendibili. Di più, gli istituti spagnoli detengono 308 miliardi di euro di prestiti legati a proprietà immobiliari, metà dei quali estremamente problematici, stando a quanto confermato dalla Banca centrale spagnola. La quale, nonostante lo scorso anno abbia imposto regole più stringenti alle banche affinché accumulassero maggiori riserve contro le sempre crescenti proprietà che entravano nei loro bilanci a compensazione di debiti non pagati, ora si ritrova costretta ad ammettere che buona parte di quegli immobili richiederà almeno 40 anni per essere venduta. E stando alle parole di Fernando Rodriguez de Acuna Martinez, consulente dell’advisor R. R. de Acuna Asociados, «se dovesse esserci un mark-to-market reale di quelle proprietà, ogni singola banca spagnola avrà bisogno di capitale addizionale». Mario Draghi prepari il portafoglio, visto che i gap tra quanto offerto dalle banche e quanto i potenziali investitori sono disposti a pagare «è semplicemente enorme» conclude il consulente.

Ma, per onore di verità, non tutta la colpa di questa situazione può essere scaricata sulle sole banche o sulla politica di Zapatero. Non va infatti dimenticato che la Bce ha permesso a metà degli anni Duemila di far salire a doppia cifra la massa monetaria M3, contro un target del 4,5%, solo per portare fuori la Germania dalla sua situazione di slump, ovvero di scivolone. Insomma, la Bce ha agito - tanto per cambiare - come la Bundesbank. La politica monetaria dell’Eurotower, quindi, ha portato i tassi di interessi reali al -2%, garantendo l’ingigantirsi di una bolla di credito enorme che gli sforzi della Banca centrale spagnola non sono riusciti a fermare. Un’economia a crescita rapidissima come quella spagnola di metà della scorsa decade, infatti, aveva bisogno di una struttura di tassi alti, mentre quell’eccesso di credito a costo zero dalle banche di Germania, Olanda e Francia ha portato alla situazione attuale: 1,5 milioni di case sul mercato o ancora da costruire, il prezzo medio degli immobili sceso del 28% e in previsione di un ulteriore ribasso del 20%.

 

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COMMENTI
23/11/2011 - alcuni moniti dalla storia (gino marotta)

"Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti... Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno... [alle banche]...priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato" (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America) “Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti” (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000) “Potrete ingannare tutti per un pò. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre.” Abramo Lincoln

 
23/11/2011 - un presidente americano... (gino marotta)

«Sono un uomo tra i più infelici. Ho tacitamente rovinato il mio paese. Una grande Nazione industriale è ora controllata dal suo sistema di credito, non siamo più governati dalla libera opinione e dal voto di maggioranza, ma dalla opinione e dalla coercizione di un piccolo gruppo di uomini dominanti.» (Thomas Woodrow Wilson, 28º Presidente USA, parlando nel 1919 del Federal Reserve Act , da lui approvato nel 1913)

 
23/11/2011 - qualcosa sulle banche (gino marotta)

"Chiunque controlli l'ammontare del denaro circolante in un paese e' il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l'intero sistema e' facilmente controllato, in un modo o nell'altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa] “L'attività bancaria fu fecondata dall'ingiustizia e nacque nel peccato. I banchieri posseggono il mondo. Toglieteglielo via, lasciando loro il potere di creare denaro e con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualsiasi modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano, affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere. Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a crea

 
22/11/2011 - Fantasie... (Vito La Spina)

Ma intanto, in attesa dell'apocalisse o del “Visto, si stampi” di Draghi, cosa accadrebbe se il governo puntasse su un “prestito forzoso”, chiamando i contribuenti (cittadini e imprese) ad acquistare, in maniera proporzionale ai loro redditi e alla loro liquidità, speciali BTP caratterizzati da rendimenti uguali ai Bund? Verosimilmente si ridurrebbe la quota di debito italiano nelle mani di investitori stranieri; si eviterebbe di mettere le mani nei conti correnti di cittadini e imprese come pure di innalzare ulteriormente una pressione fiscale e contributiva tanto elevata da stroncare i contribuenti onesti e da suscitare il divertito sarcasmo di chi ha già delocalizzato le proprie attività. Se è vero che ad un aumento della pressione fiscale (o meglio: a una condotta fiscale predatoria) non è mai corrisposta una diminuzione della spesa pubblica, il “prestito forzoso” avrebbe il vantaggio di mantenere alta la guardia sulla necessità di ridurre il debito pubblico, dato che lo Stato dovrebbe comunque pagare gli interessi sui BTP, rimborsarli alla scadenza e rassicurare i contribuenti sulle proprie buone intenzioni varando preliminarmente tagli significativi e strutturali della spesa pubblica. Molti contribuenti non vivrebbero il “prestito” come un esproprio o un’ennesima tassa, dato che percepirebbero interessi non troppo inferiori a quelli oggi loro corrisposti dalle banche e potrebbero comunque utilizzare i BTP come garanzia nei confronti degli istituti di credito...

 
22/11/2011 - E comprarsi GS? (marco ferrari)

Se alcune istituzioni finanziarie decidessero di rispondere ad un attacco con un attacco e comprare una quota in GS. Potrebbe costare meno.

 
22/11/2011 - Dottor Draghi, si stampi! (J B)

Caro Bottarelli, alcuni dei suoi lettori aspettano una Sua valutazione delle conseguenze positive e negative del "Dottor Draghi, si stampi". Cordialmente.

RISPOSTA:

Caro JB, ancora un po' di pazienza: giovedì parleremo di Bce, prestatore di ultima istanza, pro e contro. Cordialmente (Mauro Bottarelli)