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FINANZA/ 1. Così Goldman Sachs ha dichiarato “guerra” all’Europa

Pubblicazione:martedì 22 novembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Un cambio di atteggiamento verso la “locomotiva d’Europa” che soltanto sei mesi fa sarebbe stato impensabile. Il perché è presto detto. Nei fatti, la Bundesbank è il garante finale che sta dietro i 180 miliardi di acquisti di bond sovrani fatti finora dalla Bce e la Germania ha una quota di 211 miliardi di euro nel fondo Efsf, un’esposizione che alcuni studi reputano capace di spingere la ratio debito/Pil tedesca al 120% in caso di rottura dell’eurozona o di default di uno o più paesi. E proprio in merito al programma di acquisto della Bce, sempre venerdì è giunta una novità. Il consiglio direttivo dell’Eurotower ha infatti imposto un tetto limite di 20 miliardi di euro alla settimana per l’intervento sul mercato secondario del debito, una cifra enorme ma che potrebbe salire ancora: il board della Bce si riunirà infatti ogni settimana per decidere su un possibile innalzamento del limite. Cosa significa? Che la versione europea del quantitative easing della Fed è alle porte.

Stando a tutti gli analisti, infatti, il massimo possibile con cui la Bce può finanziarsi nelle aste settimanali è intorno ai 300 miliardi di euro e oggi siamo già a 187 miliardi di acquisti sul mercato secondario: ancora poco più di 100 miliardi e si arriverà al limite, all’impossibilità di sterilizzare sul mercato gli acquisti di bond. Se, in ossequio al bazooka che Draghi vuole imbracciare per abbattere al massimo gli spread, si dovessero usare tutti i 20 miliardi a settimana, restano sei settimane di operatività. Dopodiché non si sterilizzaranno più gli acquisti ma si potrebbe dover stampare nuova moneta per comprare il debito pubblico. Tanto più che un trading desk londinese ha calcolato, in base alla velocità delle oscillazioni di prezzo, che nelle ultime due settimane la Bce è intervenuta ben sedici volte per comprare Btp italiani, ma, nonostante questo, lo spread resta ancora alto e il prezzo basso. Di più, nei soli due giorni in cui l’Eurotower non è intervenuta per niente (a cavallo delle dimissioni di Berlusconi), prezzi a picco e rendimento ben oltre il 7%.

Tira brutta aria, amici miei. E a certificarlo ci ha pensato nel weekend, debitamente ripresa e amplificata dal New York Times, la solita Goldman Sachs, con un report alluvionale e terrorizzante sull’eurozona, corredato da una ventina di grafici che paiono usciti dall’anima nera di Edgar Allan Poe. Eccone uno visualizza quanto debito dei Giips (come sono politicamente corretti a Goldman Sachs, fremono per fare miliardi sul tuo collasso ma non vogliono offenderti chiamandoti Piigs) è stato scaricato dai mercati nel terzo trimestre di quest’anno.

 

 

Guarda caso, l’Italia è al primo posto. Stando al New York Times, «i sempre più nervosi investitori globali stanno accelerando la loro uscita dal debito di governi e banche europee, aumentando così il rischio di uno squeeze del credito e dell’innesco di una spirale ribassista. Istituzioni finanziarie stanno scaricando le loro vaste detenzioni di debito governativo europeo ed evitano le nuove emissioni di Spagna e Italia. Inoltre, molti hanno deciso di non rinnovare i prestiti a breve termine delle banche europee, necessari per le loro operazioni di finanziamento day-by-day». Ma come dicevamo, quanto state leggendo non è farina del sacco del New York Times, bensì di Jernej Omahan di Goldman Sachs e del suo apocalittico report a orologeria (se infatti il sottoscritto scriveva queste cose sei mesi fa, perché Goldman ha aspettato proprio ora per scatenare panico e possibili bank-run? Su chi ha aperto scomesse short? Cerca un nuovo colpaccio stile Bear Stearns?). Ma tant’è, Goldman fa giustamente i suoi interessi, è l’Europa che dorme su una bomba atomica innescata.


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COMMENTI
23/11/2011 - alcuni moniti dalla storia (gino marotta)

"Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti... Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno... [alle banche]...priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato" (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America) “Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti” (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000) “Potrete ingannare tutti per un pò. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre.” Abramo Lincoln

 
23/11/2011 - un presidente americano... (gino marotta)

«Sono un uomo tra i più infelici. Ho tacitamente rovinato il mio paese. Una grande Nazione industriale è ora controllata dal suo sistema di credito, non siamo più governati dalla libera opinione e dal voto di maggioranza, ma dalla opinione e dalla coercizione di un piccolo gruppo di uomini dominanti.» (Thomas Woodrow Wilson, 28º Presidente USA, parlando nel 1919 del Federal Reserve Act , da lui approvato nel 1913)

 
23/11/2011 - qualcosa sulle banche (gino marotta)

"Chiunque controlli l'ammontare del denaro circolante in un paese e' il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l'intero sistema e' facilmente controllato, in un modo o nell'altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa] “L'attività bancaria fu fecondata dall'ingiustizia e nacque nel peccato. I banchieri posseggono il mondo. Toglieteglielo via, lasciando loro il potere di creare denaro e con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualsiasi modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano, affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere. Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a crea

 
22/11/2011 - Fantasie... (Vito La Spina)

Ma intanto, in attesa dell'apocalisse o del “Visto, si stampi” di Draghi, cosa accadrebbe se il governo puntasse su un “prestito forzoso”, chiamando i contribuenti (cittadini e imprese) ad acquistare, in maniera proporzionale ai loro redditi e alla loro liquidità, speciali BTP caratterizzati da rendimenti uguali ai Bund? Verosimilmente si ridurrebbe la quota di debito italiano nelle mani di investitori stranieri; si eviterebbe di mettere le mani nei conti correnti di cittadini e imprese come pure di innalzare ulteriormente una pressione fiscale e contributiva tanto elevata da stroncare i contribuenti onesti e da suscitare il divertito sarcasmo di chi ha già delocalizzato le proprie attività. Se è vero che ad un aumento della pressione fiscale (o meglio: a una condotta fiscale predatoria) non è mai corrisposta una diminuzione della spesa pubblica, il “prestito forzoso” avrebbe il vantaggio di mantenere alta la guardia sulla necessità di ridurre il debito pubblico, dato che lo Stato dovrebbe comunque pagare gli interessi sui BTP, rimborsarli alla scadenza e rassicurare i contribuenti sulle proprie buone intenzioni varando preliminarmente tagli significativi e strutturali della spesa pubblica. Molti contribuenti non vivrebbero il “prestito” come un esproprio o un’ennesima tassa, dato che percepirebbero interessi non troppo inferiori a quelli oggi loro corrisposti dalle banche e potrebbero comunque utilizzare i BTP come garanzia nei confronti degli istituti di credito...

 
22/11/2011 - E comprarsi GS? (marco ferrari)

Se alcune istituzioni finanziarie decidessero di rispondere ad un attacco con un attacco e comprare una quota in GS. Potrebbe costare meno.

 
22/11/2011 - Dottor Draghi, si stampi! (J B)

Caro Bottarelli, alcuni dei suoi lettori aspettano una Sua valutazione delle conseguenze positive e negative del "Dottor Draghi, si stampi". Cordialmente.

RISPOSTA:

Caro JB, ancora un po' di pazienza: giovedì parleremo di Bce, prestatore di ultima istanza, pro e contro. Cordialmente (Mauro Bottarelli)