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FINANZA/ 1. Così Goldman Sachs ha dichiarato “guerra” all’Europa

Pubblicazione:martedì 22 novembre 2011

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La scorsa settimana, sia Royal Bank of Scotland che i fondi pensione olandesi sono stati venditori netti (e pesanti) di debito europeo, mentre in Giappone, la Kokusai Asset Management ha scaricato attraverso il suo fondo Global Sovereign Open 1 miliardo di debito italiano oltre a quelli spagnolo e belga che pesavano rispettivamente per l’1,8% e il 3,1% degli assets gestiti. Giovedì scorso, l’annuncio ufficiale al Nikkei: la quota di portafoglio denominata in bonds era a ZERO. Ma anche il settore bancario ha poco di cui festeggiare, visto che alcune istituzioni americane stanno staccando la spina ai prestiti che hanno anche verso le più solide banche europee. Quando il 9 novembre scorso, un certificato di deposito da 300 milioni di dollari detenuto dal fondo Prime Money Market Fund della Vanguard (un veicolo da 114 miliardi di dollari) dalla Rabobank è andato a scadenza, la Vanguard ha lasciato scadere il prestito e rimpatriato i soldi negli Usa, nonostante l’esiguità della ratio tra leverage e assets e il fatto che Rabobank ABBIA rating AAA e SIA ritenuta tra le più solide banche del mondo. Paura per 300 milioni a fronte di 114 miliardi? No, volontà politica di far capire ai mercati che nemmeno la olandese e ultrasolida Rabobank è sicura, creazione di panico anti-europeo a tavolino.

Ma anche i money market funds americani, fornitori chiave di dollari per prestiti a breve termine alle banche europee, stanno diventando nervosi. I manager di fondi hanno tagliato le loro detenzioni su notes emesse da banche dell’eurozona per 261 miliardi di dollari, un crollo del 54% dal picco di maggio. Ma guarda, la stessa dinamica che precedette il crollo di Lehman Brothers. E Goldman ci mette il carico da novanta. Le principali banche hanno tagliato il debito dei Giips per 42 miliardi di euro (-31%) nel terzo trimestre di quest’anno: -26 miliardi di euro di debito italiano, -7 di quello spagnolo e -7 di quello greco. Chi ha tagliato di più sono state le banche francesi, belghe e olandesi, per un totale di 30 miliardi di euro, 21 dei quali in pancia agli istituti transalpini. E per Goldman Sachs, questa dinamica proseguirà e anzi aumenterà nel quarto trimestre di quest’anno, quello in corso, visto che poi le banche sono sempre più dipendenti dalla Bce, nei fatti già prestatore di ultima istanza del settore del credito.

E saranno le banche italiane, per Goldman Sachs, a trascinare al rialzo l’utilizzo delle facilities della Bce, per due motivi. L’aumento dei margini imposti dal Lch Clearnet, destinato a innalzare il costo delle operazioni Repo italiane e il fatto che la Bce stia lentamente dimenticando il suo stigma, ovvero i 300 miliardi visti come massimo di finanziamento nelle aste settimanali e il fatto che la maggior parte di quella cifra legata a finanziamento interbancario e Repo vada a finire nel bilancio della Bce, portando la capacità attuale da 579 miliardi a poco sotto i 900, guarda caso una cifra molto simile agli 870 miliardi di euro raggiunti nel picco precedente della crisi, ovvero nel 2009. Profezie che si autoavverano, amici miei. E Goldman Sachs è felicissima di trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto, un istante prima che tutto crolli. Decidendo essa stessa di accelerare o rallentare questo momento. Come sta facendo ora.

P.S. E come rispondono le autorità europee a questa situazione? «Un eventuale declassamento del rating della Francia da parte di Moody’s non sarebbe appropriato. Se ciò accadesse, anche il fondo salva-Stati europeo perderebbe il rating AAA», questo l’illuminante commento di giornata del presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. Il quale forse non sa che venerdì scorso il bond dell’Efsf a 10 anni già veniva trattato con un spread di quasi 200 punti base sul Bund. La tripla A il mercato l’ha già tolta da tempo. Quindi? Sempre Juncker ha ricordato che «“gli eurobond non sono un’assurdità». Infatti, sono una follia. Chi li emette? Con quali garanzie? Per quale importo? Con quali scadenze di emissione? Con quale rating? Su che benchmark? Per carità del Signore, avete già ucciso nella culla - per fortuna - il fondo Efsf, ora evitiamo altre stregonerie. Dottor Draghi, si stampi!



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COMMENTI
23/11/2011 - alcuni moniti dalla storia (gino marotta)

"Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti... Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno... [alle banche]...priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato" (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America) “Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti” (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000) “Potrete ingannare tutti per un pò. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre.” Abramo Lincoln

 
23/11/2011 - un presidente americano... (gino marotta)

«Sono un uomo tra i più infelici. Ho tacitamente rovinato il mio paese. Una grande Nazione industriale è ora controllata dal suo sistema di credito, non siamo più governati dalla libera opinione e dal voto di maggioranza, ma dalla opinione e dalla coercizione di un piccolo gruppo di uomini dominanti.» (Thomas Woodrow Wilson, 28º Presidente USA, parlando nel 1919 del Federal Reserve Act , da lui approvato nel 1913)

 
23/11/2011 - qualcosa sulle banche (gino marotta)

"Chiunque controlli l'ammontare del denaro circolante in un paese e' il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l'intero sistema e' facilmente controllato, in un modo o nell'altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa] “L'attività bancaria fu fecondata dall'ingiustizia e nacque nel peccato. I banchieri posseggono il mondo. Toglieteglielo via, lasciando loro il potere di creare denaro e con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualsiasi modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano, affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere. Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a crea

 
22/11/2011 - Fantasie... (Vito La Spina)

Ma intanto, in attesa dell'apocalisse o del “Visto, si stampi” di Draghi, cosa accadrebbe se il governo puntasse su un “prestito forzoso”, chiamando i contribuenti (cittadini e imprese) ad acquistare, in maniera proporzionale ai loro redditi e alla loro liquidità, speciali BTP caratterizzati da rendimenti uguali ai Bund? Verosimilmente si ridurrebbe la quota di debito italiano nelle mani di investitori stranieri; si eviterebbe di mettere le mani nei conti correnti di cittadini e imprese come pure di innalzare ulteriormente una pressione fiscale e contributiva tanto elevata da stroncare i contribuenti onesti e da suscitare il divertito sarcasmo di chi ha già delocalizzato le proprie attività. Se è vero che ad un aumento della pressione fiscale (o meglio: a una condotta fiscale predatoria) non è mai corrisposta una diminuzione della spesa pubblica, il “prestito forzoso” avrebbe il vantaggio di mantenere alta la guardia sulla necessità di ridurre il debito pubblico, dato che lo Stato dovrebbe comunque pagare gli interessi sui BTP, rimborsarli alla scadenza e rassicurare i contribuenti sulle proprie buone intenzioni varando preliminarmente tagli significativi e strutturali della spesa pubblica. Molti contribuenti non vivrebbero il “prestito” come un esproprio o un’ennesima tassa, dato che percepirebbero interessi non troppo inferiori a quelli oggi loro corrisposti dalle banche e potrebbero comunque utilizzare i BTP come garanzia nei confronti degli istituti di credito...

 
22/11/2011 - E comprarsi GS? (marco ferrari)

Se alcune istituzioni finanziarie decidessero di rispondere ad un attacco con un attacco e comprare una quota in GS. Potrebbe costare meno.

 
22/11/2011 - Dottor Draghi, si stampi! (J B)

Caro Bottarelli, alcuni dei suoi lettori aspettano una Sua valutazione delle conseguenze positive e negative del "Dottor Draghi, si stampi". Cordialmente.

RISPOSTA:

Caro JB, ancora un po' di pazienza: giovedì parleremo di Bce, prestatore di ultima istanza, pro e contro. Cordialmente (Mauro Bottarelli)