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Economia e Finanza

FIAT/ Airaudo (Fiom): da Marchionne una nuova "trappola" per l'Italia

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Ribadiamo che è sbagliato uscire dal contratto nazionale, e che i metalmeccanici non lo meritano. Vogliamo, inoltre, sapere quando i lavoratori in cassa integrazione - che sta falcidiando i loro redditi - saranno richiamati; e in cosa consiste il suo piano industriale. Detto questo, se realmente ci fosse lavoro, discussioni su turni, maggiore utilizzazioni degli impianti e straordinari si sappia che la Fiom non le ha mai negate a nessuno. Sta di fatto che, da quando si è iniziato a parlare di lavorare di più, gli operai Fiat stanno lavorando di meno.

Cosa intende dire?

Quando Marchionne ha annunciato il piano Fabbrica Italia si è liberato di uno stabilimento in Emilia, ha chiuso quello di Valle Ufita, degli autobus, e si prepara a liberarsi di quello di Termini Imerese.  

Gli altri sindacati hanno annunciato l’intenzione di sedersi attorno a un tavolo per siglare un nuovo contratto. Voi cosa farete?

Anzitutto, occorre sgomberare il campo dalle ipocrisie: la Fiat non convocherà la trattativa per dar vita a un nuovo contratto. Ma per applicare il modello Pomigliano a tutti gli altri stabilimenti. Del resto, va ricordato che, anche allora, nello stabilimento campano non ci fu alcuna contrattazione, ma un'imposizione. Alla quale alcuni si sono opposti, altri l’anno subita.

Gli altri sindacati, secondo lei,  hanno subito la decisione?

Diciamo che hanno deciso liberamente di sottostare alle decisioni della Fiat.

Bruno Vitali (Fim), su queste pagine, ha affermato che la disdetta potrebbe rivelarsi un’occasione per migliorare le condizioni dei lavoratori.


COMMENTI
23/11/2011 - Tutti sull'attenti: parla Airaudo. (Giuseppe Crippa)

Proprio in questi giorni è cominciata, nello stabilimento di Pomigliano d'Arco, la produzione della nuova Panda. Anche questo è un fatto emblematico, più importante, a mio avviso, di questa disdetta che la redazione definisce “strappo epocale” nell'esordio dell'articolo. Nelle parole di Ariaudo, cui Il Sussidiario sembra avere concesso una cattedra, come dimostra l'occhiello di presentazione dell'intervista, che recita testualmente “GIORGIO AIRAUDO spiega perché la decisione della Fiat di disdire tutti gli accordi sindacali e le prassi collettive in essere è altamente lesiva dei diritti dei lavoratori”, trovo soltanto il richiamo a imprecisate “limitazioni dei diritti e delle libertà fondamentali”. Ricordo che stiamo parlando di accordi sindacali e non della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo... per cortesia un po' di senso delle proporzioni! In Italia si può divorziare e non si può disdire un accordo sugli orari o sulla mensa? Tutti gli accordi si possono (e si devono rinegoziare) senza isterismi. Airaudo, faccia il suo lavoro di sindacalista per favore!