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Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco come far ingoiare alla Germania una nuova Bce

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Dopo la Prima guerra mondiale, i paesi vincitori imposero alla Germania un pagamento esorbitante per i danni bellici. Si trattò di un grande errore, perché il Paese cadde in una crisi senza precedenti, con un’iperinflazione pazzesca (basti pensare che venivano stampate banconote da un milione di marchi). Nonostante siano passati quasi 90 anni, i tedeschi sentono ancora quella “scottatura”.  E poi non dobbiamo dimenticare che il rapporto debito/Pil della Germania, per via della crisi, è arrivato a livelli inusuali.

Come se ne esce allora?

Penso che la cosa migliore sia un ragionevole compromesso: si potrebbe attribuire esplicitamente alla Bce, come avviene già per la Fed, non un solo compito, cioè quello di tenere sotto controllo la stabilità dei prezzi, ma anche quello di favorire lo sviluppo, la crescita economica.

Cambiare lo Statuto della Bce non è però un processo rapido. E la situazione sui mercati richiede una risposta immediata.

Questa modifica non è in contrasto con il Trattato di Maastricht, che all’articolo 2 dice che «la Comunità ha il compito di promuovere, mediante l’instaurazione di un mercato comune e di un’unione economica e monetaria e mediante l’attuazione delle politiche e delle azioni comuni […] uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme della Comunità, una crescita sostenibile, non inflazionistica e che rispetti l’ambiente, un elevato grado di convergenza dei risultati economici, un elevato livello di occupazione e di protezione sociale, il miglioramento del tenore e della qualità della vita, la coesione economica e sociale e la solidarietà tra gli Stati membri». Muovendosi nell’ambito del dettato di questo articolo, a mio parere la Bce potrebbe cominciare a operare in attesa di una modifica dello Statuto, in modo che si dica chiaramente che l’obiettivo dell’Eurotower è quello della stabilità dei prezzi e della stabilità economica dell’Eurozona.

A livello pratico, cosa cambierebbe negli interventi della Bce?


COMMENTI
24/11/2011 - Sovranità nazionale (Andrea Trombetta)

Leggo che la Germania vorrebbe modificare i trattati comunitari in modo da limitare la sovranità nazionale in materia di fiscalità e spesa, prima di pensare agli Eurobonds o alla BCE come prestatore di ultima istanza. Se "e pluribus unum", questo non è forse un passaggio necessario? Non è forse così anche negli USA? Non è responsabile limitare il potere di ciascuno prima di impegnare i soldi di tutti? Di fatto la Comunità Europea, ben prima dell'euro, ha drasticamente limitato la sovranità dei singoli stati membri, con direttive e procedure d'infrazione, ma stiamo tutti facendo finta che non sia così. Vogliamo i benefici senza lasciare potere ...

 
23/11/2011 - una provocazione : (paolo bassi)

ma perchè non chiediamo alla germania di uscire dall'euro e di tornare a stamparsi il suo marco ? Sono certo che passate le attuali turbolenze e una fase economica molto dura (che comunque ci aspetta ...)avremmo solo benefici e con un euro debole la ripresa in una europa senza germania potrebbe davvero ripartire.

 
23/11/2011 - la bce rompa la crisi di liquidità con regole (antonio petrina)

E' giustissima la proposta del prof Campiglio e da accettare per il buon senso e la competenza autorevole : la Bce deve finanziare la crescita sostenibile ( non in deficit), come nel piano Marshall del dopoguerra per l'Italia, ma con regole ferree per gli stati membri che eludono il pareggio e per gli istituti finanziari che emettono derivati,cds,ecc.( sotto il controllo della Bce).

 
23/11/2011 - glielo farei ingoiare in altro modo (Paolo Rosso)

forse la Germania non si è ancora accorta che i mercati non hanno come sembrava sfiducia in un singolo Paese, quanto e piuttosto nell'Euro e nel modo in cui l'Europa cosidetta unita è stata congegnata. Di conseguenza che in Italia ci sia un governo Berlusoni o Monti poco importa. Idem per Spagna, Grecia e compagni. Pertanto se i mercati sono nel giusto, o ci si decide a fare davvero l'Europa (di Stati federati), e di conseguenza la sua moneta unica, l'Euro, (con tanto di Banca Centgrale degna di questo nome), o conviene lasciar perdere. E tanto vale deciderlo presto perchè così com'è la situazione non regge e quindi perdere altro tempo è solo dannoso. Ecco cosa dovrebbe dire, senza mezzi termini, Monti alla Merkel: o scendete velocemente dall'Olimpo o tanti saluti e ritorniamo alle monete nazionali e alle barriere doganali. Inutile prenderci in giro. Saremo più poveri ma questo ormai è il nostro destino in ogni caso, con o senza Euro.

 
23/11/2011 - Veicoli/2 (giorgio cordiero)

Va da se che la possibilità di corrompere/incorporare personaggi e cariche strategiche di queste lobby è talmente vasto che pare inarrestabile. Rimango ottimista perchè il sistema, così strutturato tende al nichilismo ed all'autodistruzione. Se il sistema tradizionale del credito dovesse implodere, anche il suo "derivato" seguirebbe le medesime sorti ed essendo il denaro una convenzione non è teoricamente impossibile che ciò possa avvenire, confido quindi in una progressiva autoregolamentazione del sistema. per quanto riguarda le difficoltà prospettate dall'intervistato, credo che non sarebbe così difficile modificare lo statuto della BCE, previa revisione vincolante degli accordi tra gli stati. E' giusto e logico che la Germania chieda garanzie ai singoli stati membiri, ma anche li occorre ricordare che la stessa Germania potrebbe essere isolata ,in ultima istanza, da TUTTI GLI ALTRI STATI MEMBRI. Vi ricordate l'ipotesi di un eruo di serie A e uno di serie B? Bene ora che la serie B sta comprendendo tutti tranne la Germania, se questa non cala un po' le pretese, mi sa che potrebbe tenersi il SUPERMARCO e fare una bruttissima fine, quindi confido in una soluzione rapida a cominciare dagli eurobond, per finire con una bce che batta moneta, con un fondo monetario internazionale che funga da sistema di oscillazione tra i cambi ed un mercato dei debiti pubblici riservato esclusivamente alle banche centrali che tagli fuori il mercato in luce, ma anche quello in ombra.

 
23/11/2011 - i veicoli dello shadow banking (giorgio cordiero)

Dalla metà degli anni 80 avvenne una grande deregolamentazione delle attività finanziarie e creditizie, fortemente voluta dai finanizeri statunitensi (Goldman sachs in primis), basti pensare che uomini come Greenspan e Bernankee (entrambi ex di Goldman) hanno spinto fortemente sull'accelleratore in questa direzione, eliminando di fatto gli oppositori, occupando posti strategici (entrambi capi della fed), avvalendosi di collaboratori come l'ex ministro del tesoro Paulson (anche lui ex di Goldman). In soldoni per il tramite degli strutturati, degli hedge funds, ed altri simpatici VEICOLI, i finanzieri , prima americani, e poi di tutto il mondo, hanno creato una rete parallela al sistema creditizio tradizionale, una rete che, utilizzando strumenti derivati e cartolarizzando attività (meglio passività) difficilmente liquidabili, sono riusciti ad ottenere un sistema di finanziamento più veloce e meno oneroso, creando di fatto liquidità "farlocca" da utilizzare in riciclo nei settori dell'economia reale, ma anche (purtroppo) fine a se stessi in un delirante vortice di denaro di carta (straccia). Ogni volta che questo sistema ombra genera qualche tonnellata di escrementi finanziari, ogni volta che uno , o più di questi (faccendieri) rischia di saltare, ecco che si riccorre a chiedere l'aiuto del sistema bancario tradizionale con il ricatto del "too big to fail". Succede così che ogni tentativo di regolamentazion e di questo sistema viene liquidato.

 
23/11/2011 - imparare dalla storia (Fabrizio Terruzzi)

"...i paesi vincitori imposero alla Germania un pagamento esorbitante . . .e il Paese cadde in una crisi senza precedenti". Ed oggi il vincitore Germania impone agli altri Paesi una cura da cavallo tanto miope e cruda da mandarli in una crisi senza precedenti. Chi non è capace di imparare dalla storia è destinato a ripeterla, magari a danno degli altri.