BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ORDINI INDUSTRIALI/ L'esperto: ecco perché i nuovi dati riavvicinano la recessione

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

C’è in effetti un altro motivo per cui il dato sugli ordini è per noi particolarmente allarmante. Come tutti sappiamo, uno dei punti più rilevanti dell’azione politica che aspetta il nuovo Governo Monti consiste nella necessità di rimettere in ordine il nostro bilancio pubblico, ed è chiaro che la possibilità di raggiungere il pareggio di bilancio è molto influenzata dalla crescita che avverrà nei prossimi anni. Secondo alcune recenti analisi, se nel triennio 2012-2014 riusciremo a conseguire una crescita media dello 0,6%, ai rendimenti attuali il rapporto debito/Pil dovrebbe abbassarsi di 3,9 punti percentuali. Invece, in caso di crescita zero, aumenterebbe di quasi tre punti percentuali. Se veramente si arrivasse a una situazione di recessione, anche le prospettive di risanamento sarebbero molto difficili e il sentiero, già impervio, in cui si sta muovendo il Governo Monti diventerebbe ancora più stretto.

Dunque la prospettiva è quella di una crisi  destinata ad acuirsi?

Speriamo di no. Non c’è dubbio però che la vera fonte di incertezza per l’economia globale oggi risiede nella difficoltà a capire la durata e la profondità del rallentamento ciclico in cui ci troviamo. Potrebbe trattarsi di un indebolimento congiunturale di breve durata causato da fattori temporanei quali l’aumento dei prezzi dell’energia, il rincaro del petrolio ad esempio. Ma la fase di debolezza congiunturale potrebbe protrarsi nel tempo sotto l’effetto di politiche di bilancio restrittive accompagnate da ulteriori turbolenze finanziarie. E purtroppo  è proprio quest’ultimo lo scenario che, giorno dopo giorno e dato dopo dato, sembra diventare sempre più realistico.

 

(Claudio Perlini)

© Riproduzione Riservata.