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FINANZA/ Quadrio Curzio: non serve cambiare Bce per salvare l’Europa

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

In linea di principio questa proposta è corretta, ma richiede appunto la modifica dello Statuto della Bce e dei Trattati. E poi c’è un’obiezione di fondo: la Bce non potrebbe mai difendere i titoli di stato di 17 paesi e inoltre non potrebbe imporre loro quelle riforme che invece può chiedere un “ministero del Tesoro dell’Eurozona”. Ecco perché ci vogliono gli Eurobond che facciano capo a un ministero del Tesoro europeo, ovvero a un fondo finanziario europeo.

 

Sempre ieri, la Merkel nel suo discorso al Bundestag ha presentato una sorta di “controproposta” della Germania: cambiare i Trattati nella direzione di “un’unione fiscale”. Cosa pensa di questa proposta?

 

È una necessità che andrà perseguita, ma ci vorrà tempo. Unione fiscale significa che ci saranno dei controlli esecutivi sui bilanci nazionali e anche un minimo di imposte su scala europea. Il grado di unione può essere maggiore o minore e gli esempi si possono trarre da vari stati federali o confederali. Credo, tuttavia, che l’Unione monetaria europea dovrà trovare un suo modello e proprio per questo ci vorrà del tempo.

 

In conclusione, possiamo essere ottimisti sulla tenuta dell’Euro?

 

Diciamo innanzitutto che se l’euro si rompesse, la colpa non sarebbe dell’Italia. Nel caso poi dovesse avvenire, avremo una catastrofe economica, finanziaria, sociale (anche se i danni delle catastrofi si possono calcolare solo dopo che sono avvenute). In ogni caso, credo che non accadrà, anche se devo rilevare che il cancelliere Merkel non ha la caratura da statista come l’aveva il cancelliere Kohl, che non avrebbe aspettato di arrivare a questo punto.

 

(Lorenzo Torrisi)

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