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GEOFINANZA/ La Germania ha paura di una nuova Bce: ecco le prove

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Ho capito che c’è stata Weimar, ma le cose son un filino cambiate nel frattempo: anch’io a 18 anni sono stato lasciato da quella che pensavo essere la donna della mia vita, ma non per questo da allora ho visto dietro ogni donna una potenziale Weimar emotiva... Anche la balla dell’azzardo morale che questa opzione, ovvero quella di comprare quantità illimitate di bonds sovrani, attiverebbe, deve essere spazzata via: basta mettere vincoli chiari nella modifica dai Trattati e dello statuto della Bce nei confronti degli Stati beneficiari del “fido” di Francoforte e la questione è risolta. Il problema, in questo momento storico assolutamente straordinario, non è disattendere i sacri insegnamenti di Von Hayek e Von Mises, ma guardare in faccia la realtà e adattarsi alle sfide che ci pone di fronte. E l’asta dei Bund di ieri ci parla di un’Europa GIA’ fallita per i mercati. La Germania non teme l’iperinflazione, ma l’unione fiscale europea che nascerebbe come conseguenza diretta della trasformazione della Bce in Lolr.

Come funziona, infatti, il meccanismo? Il bilancio convenzionale della Fed, come di ogni altra banca centrale, rappresenta una guida completamente non dipendente dalla sua forza finanziaria. Una banca centrale può infatti sempre salvare qualsiasi entità - persino se stessa - stampando nuova moneta, fino a quando le liabilities sono denominate nella valuta domestica, quindi senza limiti. Insomma, la Fed può raddoppiare il suo stato patrimoniale di 900 miliardi di dollari immediatamente, creando inflazione certo, ma con operatività immediata e potenza di fuoco da bazooka. Insomma, la banca centrale è sia prestatore di ultima istanza che ricapitalizzatrice di se stessa a debito, attraverso la nuova moneta stampata. C’è un’alternativa, ovvero far ricapitalizzare la banca centrale dal Tesoro nazionale, ma capite che se la Bank of England fa capo in questa ipotesi al Treasury britannico, nel caso della Bce sono più Tesori e più autorità fiscali nazionali a fungere da potenziale rifinanziatore. L’eurozona, cioè, ha sì una banca centrale ma quindici autorità fiscali nazionali.

Che fare, quindi? Semplice, i regolatori fiscali di ogni Paese decidano PRIMA e PER ISCRITTO nei nuovi Trattati, la formula di divisione del peso della ricapitalizzazione pro-capite della Bce, ammesso che questa ipotesi si renda mai necessaria. Ma torniamo a quello che per me è il nocciolo della questione, ovvero il fatto che la Bce sia già - nei fatti - prestatore di ultima istanza, ma a favore unico delle banche. Attualmente la politica dell’Eurotower non è infatti definibile come di “monetizzazione”, bensì di acquisti limitati e sterilizzazione, ovvero senza espansione dello stato patrimoniale a causa degli acquisti di bond sovrani, poiché questi vengono interamente scaricati su altre istituzioni finanziarie. Così facendo, la banca non incorre in rischi sul tasso d’interesse, causa di espansione monetaria e della Weimar potenziale che non fa dormire Schauble la notte. Il quale, però, sa benissimo da dove arrivano i soldi grazie ai quali le banche comprano bonds alle aste di sterilizzazione della Bce: dalla Bce stessa! Un enorme circolo vizioso che alla Germania, però, in questo caso non sembra dare noia.

Insomma, per sterilizzare e non monetizzare, l’Eurotower non solo si sta prendendo rischi sul tasso di interesse, ma anche rischi di solvibilità e liquidità (ecco il mio discorso di prima sull’eventuale ricapitalizzazione della Bce)! Quindi, si incorre in ancora maggiore sottocapitalizzazione (siamo già a leva 1:30) e se per caso dovesse partire un domino di crollo bancario, sarà la Bce a pagare il prezzo maggiore insieme alla Fed e alle sue linee swap sul dollaro (i contribuenti statunitensi sentitamente ringraziano). La quale Fed, come dimostra il grafico qui sotto prodotto dalla Fed di St. Louis che compara lo stato patrimoniale della Fed con i cambiamenti mensili dell'inflazione, quando nel 2008 si lanciò in un programma spaventoso di quantitative easing (ovvero acquisto massiccio di bond), non diede affatto vita a un fenomeno inflazionistico o, peggio, iperinflazionistico.

 


COMMENTI
24/11/2011 - W l'Argentina (e l'Islanda....) (Mariano Belli)

"Emettiamo bond che non rendono nulla" Già.....anche perchè, care banche, con i chiari di luna attuali, già è tanto se vi rimborsiamo il sottostante..... Questo però avverrebbe solo se fossimo popoli con le p.... e rappresentati da veri rappresentanti.

 
24/11/2011 - Ma... (J B)

Caro Bottarelli, la ringrazio per l'articolo. Sicuramente è uno dei pochi che almeno ci ha provato. Mi stupisce che Lei creda veramente, dopo quanto scrive nei suoi articoli, che una volta si prende la strada del "si stampi dott. Draghi" eventuali trattati possano limitare l'intervento della Bce. Una volta varcata quella soglia, che cosa vieta di cambiare i trattati a piacimento? Una volta che il debito viene comprato dalla Bce, secondo lei, quale incentivo avrebbe un governo a porre in essere severe misure di austerità? Mi spiace, ma l'azzardo morale è il problema numero uno. Non conosco il suo grande amore di 18enne, ma l'iperinflazione di Weimar si, visto mi sono documentato. Per ora non è un problema. L'Euro non è una valuta di riserva mondiale come il dollaro, quindi non credo le politiche della Bce "si stampi dottor draghi" avranno gli stessi effetti che negli Us, dove a parte creare un debito di 15 trilioni, e tenere in piedi un sistema bancario cotto non mi pare abbiano fatto. A mio avviso il rischio maggiore è uno shock di prezzo. Tra l'altro, ammesso che si generi un inflazione dei prezzi superiore ad oggi (in UK siamo oltre il 6%), come la si controlla non potendo alzare i tassi di interesse, visto l'enormità dei vari debiti governativi? Ah, si: tanto compra tutto mamma Bce e quindi alziamoli pure i tassi di interesse. Anzi aboliamoli del tutto. Emettiamo bond che non rendono nulla. Sarebbe un'idea, no?