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GEOFINANZA/ La Germania ha paura di una nuova Bce: ecco le prove

La Germania, spiega MAURO BOTTARELLI, è contraria a riformare la Bce perché teme per il suo potere contrattuale egemone nell’Ue e per le sue banche insolventi

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Al netto della disastrosa asta di bond spagnoli di martedì (rendimento al 5,11% per la scadenza a tre mesi, peggio della Grecia), del trucco da suk maghrebino del Tesoro spagnolo - il quale venerdì scorso creò dal nulla un calo di 35 punti base dello spread Bonos-Bund, chiedendo a Bloomberg e Thomson Reuters di utilizzare come benchmark di riferimento non il decennale emesso il giorno prima, ma uno più vecchio! - e del fatto che ieri la Germania ha raccolto dagli investitori solo 3,8 miliardi di euro collocando il nuovo Bund decennale, costringendo la Bundesbank a intervenire - comprando ulteriori 2,3 miliardi di titoli - per raggiungere l’obiettivo di 6 miliardi, oggi mi tocca parlare, a furor di popolo, della Bce. E della sua possibile trasformazione in prestatore di ultima istanza o Lolr (Lender of last resort), un acronimo che farete bene a imparare in fretta perché destinato a diventare, nell’arco di giorni, famoso quanto il famigerato “spread”. Non toccherò invece il tema eurobond, prepotentemente tornato di moda con l’indebolimento della Merkel in sede Ue, poiché di essi continuo a pensare ciò che dissi nel mio articolo dello scorso agosto: quindi, se siete interessati alla cosa, rileggetelo.

Veniamo dunque alla Bce in versione Lolr. Cominciamo col dire che il fatto che George Soros sia d’accordo con questa ipotesi, con tanto di richiesta di un tetto massimo imposto dalla Bce del 5% per i bonds emessi da paesi che perseguano politiche fiscali responsabili, mi fa immediatamente diventare contrario, ma, cari amici, occorre guardare in faccia la realtà e non soltanto voltare la faccia ai fantasmi di Weimar e dell’iper-inflazione conseguente allo stampare moneta. Già, perché diventare prestatore di ultima istanza presuppone il poter stampare moneta e una diretta conseguenza di una politica di monetizzazione sarebbe l’aumento dell’inflazione nella zona euro. L’inflazione ha un pregio, certo, che è quello di ridurre il valore relativo dei debiti, ma è altrettanto vero che essa ha anche il difetto di diminuire il valore relativo dei crediti e dei beni. Questo è il punto e il vero potere di cui dispone la Germania - ma in generale tutta l’Europa del Nord - all’interno dell’Ue: più ricchi in beni e denari e meno indebitati (peccato che nell’aggregato debito pubblico/debito privato la Germania risulterebbe più esposta dell’Italia).

Insomma, lungi dal temere Weimar e un Quarto Reich alle porte, Berlino teme di perdere un potere contrattuale forte rispetto al Sud Europa, devastato negli anni recenti proprio dalle politiche di tassi sottozero di una Bce in versione 2.0 della Bundesbank (ma con il cds tornato in tripla cifra a 103 punti base, a Berlino si ride meno). Partiamo da un presupposto, ovvero che l’Eurotower è già stata prestatore di ultima istanza per il sistema bancario europeo, tedesco in testa, ma all’epoca né la Merkel, né Stark, né Schauble ebbero nulla da ridire (e visto che sono tanto forti, Commerzbank martedì ha perso il 9% in Borsa per incapacità a ricapitalizzarsi per 5 miliardi di euro sul mercato). Per salvare i sederini dei banchieri tedeschi e francesi, infatti, la Bce ha aperto e utilizzato linee di swap in dollari con la Fed di New York, offrendo credito illimitato agli istituti (noi italiani brutti e cattivi e indebitati non ne abbiamo usufruito, limitandoci a un uso pressoché residuale dei cosiddetti Tremonti-bond). Insomma, è stato prestatore di ultima istanza per le banche. E ora che siamo sull’orlo del collasso, perché gli Stati sovrani attraverso l’obbligazionario no?

 

geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
24/11/2011 - W l'Argentina (e l'Islanda....) (Mariano Belli)

"Emettiamo bond che non rendono nulla" Già.....anche perchè, care banche, con i chiari di luna attuali, già è tanto se vi rimborsiamo il sottostante..... Questo però avverrebbe solo se fossimo popoli con le p.... e rappresentati da veri rappresentanti.

 
24/11/2011 - Ma... (J B)

Caro Bottarelli, la ringrazio per l'articolo. Sicuramente è uno dei pochi che almeno ci ha provato. Mi stupisce che Lei creda veramente, dopo quanto scrive nei suoi articoli, che una volta si prende la strada del "si stampi dott. Draghi" eventuali trattati possano limitare l'intervento della Bce. Una volta varcata quella soglia, che cosa vieta di cambiare i trattati a piacimento? Una volta che il debito viene comprato dalla Bce, secondo lei, quale incentivo avrebbe un governo a porre in essere severe misure di austerità? Mi spiace, ma l'azzardo morale è il problema numero uno. Non conosco il suo grande amore di 18enne, ma l'iperinflazione di Weimar si, visto mi sono documentato. Per ora non è un problema. L'Euro non è una valuta di riserva mondiale come il dollaro, quindi non credo le politiche della Bce "si stampi dottor draghi" avranno gli stessi effetti che negli Us, dove a parte creare un debito di 15 trilioni, e tenere in piedi un sistema bancario cotto non mi pare abbiano fatto. A mio avviso il rischio maggiore è uno shock di prezzo. Tra l'altro, ammesso che si generi un inflazione dei prezzi superiore ad oggi (in UK siamo oltre il 6%), come la si controlla non potendo alzare i tassi di interesse, visto l'enormità dei vari debiti governativi? Ah, si: tanto compra tutto mamma Bce e quindi alziamoli pure i tassi di interesse. Anzi aboliamoli del tutto. Emettiamo bond che non rendono nulla. Sarebbe un'idea, no?