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ALLARME SPREAD/ Così possiamo battere speculatori e “maestrini” tedeschi

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Su questa base, è necessario reindirizzare il risparmio degli italiani, favorito anche da questa stabilità sociale, verso il debito pubblico italiano, che è invece, al netto degli sprechi, il conto da pagare per tale stabilità. La riconnessione tra debito pubblico e risparmio privato responsabilizza le persone, rende più sostenibile la gestione del bilancio statale e lancia un messaggio chiaro ai mercati: la soluzione al problema italiano arriva dal basso, non dai palazzi della burocrazia europea. Questi ultimi, per la cronaca, stanno valutando la proposta tedesca di un Eurobond a due rendimenti: uno per i paesi che si sono salvati dalla bufera del debito, un secondo, ben più costoso, per quelli che sono sotto il fuoco dei mercati. Mi domando se le specifiche dell’Eurobond saranno affisse sul portone della chiesa di Wittenberg, un po’ come le celebri tesi di Lutero.

Se questo è il livello dei contributi, è chiaro che l’Italia, e con lei tutti i paesi dell’Unione, è arrivata a un bivio: rialzarsi sulle proprie gambe oppure restare in balia dei mercati e di tutti quei gruppi che per interessi diversi appiattiscono la politica economica di un Paese alle emergenze del giorno dopo. In quest’ultimo scenario ci sono buoni propositi, non c’è spread, né deficit o inflazione. Ma neppure crescita. È un futuro a tasso zero. E magari quando lo spread tra titoli tedeschi e italiani si assottiglierà per l’acuirsi della crisi in Germania, ci diranno che per l’Italia il peggio è passato.

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