BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ Ha vinto Bin Laden?

Un operatore davanti ai monitor di trading (Foto: IMAGOECONOMICA) Un operatore davanti ai monitor di trading (Foto: IMAGOECONOMICA)

Che cosa osta a questo utopico modo di vedere? Due debolezze: La prima che non c’è un popolo: nell’occidente è difficile ritrovare le tracce di un popolo. La seconda è che lo Stato è debole. E il nuovo patto dovrebbe essere il frutto di una dialettica tra soggetti forti, la dialettica richiede sempre soggetti forti. 
L’idea di una “Rule of Law globale”, un’autorità mondiale che riscriva le regole, è una via di fuga, forse violenta. Come da un lato il mercato ha perso l’illusione della sua forza totalizzante, dall’altro lato la parola “cittadino” ha perso confine. La parola cittadino è correlata e acquista relatività, appunto perde confine. Il cittadino è smarrito. Due soggetti che devono controbilanciarsi: lo stato e i cittadini. Se siamo noi che dobbiamo “pagare” è chiaro che si ripropongono domande sulla partecipazione, sulla “democrazia”. Che dunque deve scrivere le nuove regole? Può dettare le regole chi ha la forza di presenza nella realtà e nella società. 

  • Le regole possono nascere da un popolo che vive il suo tempo: l’ideologia del “tutto perfetto”, l’illusione drammatica per cui sia ancora valido l’universalismo dell’illuminismo sembra tramontare. L’illusione per cui la forza della ragione si impone come di per sé sola in grado di governare le cose sembra tramontare, e così scompare una certa idea di “cittadino”, scissa dall’idea di persona. 

Perché allora si ha la tentazione di dire che ha vinto Bin Laden? Perché Bin Laden con il suo valore simbolico è l’espressione violenta di una presenza drammatica nella realtà, iniqua e ingiusta, ma, che, comunque, esprime un tessuto di persone e, in qualche modo, una fede, per quanto folle. La battaglia contro Bin Laden può essere giocata solo a livello di consapevolezza di ciò che il popolo dell’occidente ha da difendere. 
Collaborare a migliorare le regole di eventi che vanno nella direzione sbagliata può peggiorare la situazione, se le regole, anche buone in sé, sono funzionali a direzioni erronee. Questa è un’idea di moralità che assolutizza la ragione e la sua forza di formulare regole lontane dall’esperienza di chi vive. Il problema forse, in questo momento, è ritrovare la direzione. Il vero punto, quindi, è riandare alla tradizione dell’occidente scavalcando finalmente la cortina fumogena dell’illuminismo e il periodo delle ideologie. Ritrovare chi è il soggetto.
Ma se è il popolo che genera le regole la domanda successiva è: chi genera il popolo? E come viene generato un popolo? E’  un’illusione che l’istituzione generi il popolo. La politica e le istituzioni non possono che essere a servizio del cittadino persona.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
26/11/2011 - tradizioni e scontro di civiltà (Antonio Servadio)

BL: personaggio estremo, anche nella violenza. E' in buona compagnia, in quella parte di mondo. Comunque trattasi di una minoranza. Però -in quella parte di mondo- BL non ha mietuto indignazione. Né folle né governi hanno reagito contro di lui con fermezza, anzi. Moltissimi hanno mostrato entusiasmo, hanno approvato, hanno festeggiato i suoi atti, anche in piazza. Al di là delle doverose condanne, bisogna interrogarsi profondamente circa i motivi di quel fiancheggiamento, di quel consenso che BL e colleghi hanno riscosso. Bisogna guardare a questa parte di mondo con gli occhi di quella parte di mondo. Per capire. Questo articolo va in quella direzione, anche se indirettamente, è un inizio.

 
26/11/2011 - Sono (Diego Perna)

Sono d'accordo totalmente con quanto Lei ha scritto, il valore va dato al lavoro ,va ridato al lavoro non a ciò che sinora e servito a specularci sopra.