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FINANZA/ Ecco il vero "miracolo" del Governo Monti

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Mario Monti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)  Mario Monti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

I grandi quotidiani nazionali non insistono più sulla crescita come antidoto alla crisi, non invocano più soltanto il trinomio liberalizzazioni-privatizzazioni-riforma del fisco, ma spostano l’attenzione su un fattore personale: la credibilità ormai azzerata del Premier a livello europeo e internazionale. Traduzione: il Presidente del Consiglio, anche per il Bunga-Bunga, non è più ritenuto all’altezza di guidare un Governo, anzi è un vero e proprio zimbello per il mondo e i mercati, ecco perché lo spread fra i Btp italiani e i Bund tedeschi continua a schizzare. Insomma: “Fate presto”, come da titolo cubitale di un grande quotidiano.

Presto è stato fatto: il Governo Berlusconi è stato sostituito dal Governo Monti. La credibilità internazionale è stata quindi ripristinata. Lo spread? È sempre intorno ai 500 punti di base. E che cosa dicono adesso i cantori del pensiero unico dalle prime pagine del grandi quotidiani nazionali? Che il problema dell’Italia è la mancanza di crescita? Che serve la triade liberalizzazioni-privatizzazioni-patrimoniale? Che serve un decreto sviluppo? No. I cantori sono sempre gli stessi, tranne uno che si è spostato a Palazzo Chigi, ma la linea editoriale è cambiata. Il pensiero unico adesso è un altro. Lo spread non diminuisce significativamente? Il problema non è l’Italia che cresce poco, che non liberalizza, che non privatizza, che non riduce la tassazione, che non abolisce l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che non taglia le pensioni di anzianità, che non aumenta l’età di pensionamento, che non licenzia i pubblici dipendenti, che non riduce lo stipendio agli statali. No.

Il problema non è più l’Italia. Il problema è l’Europa. Sì, proprio così. I giornaloni hanno deciso, tra un Governo e un altro, che sono le istituzioni europee che non riescono a fronteggiare la crisi, che non mettono le risorse previste per il Fondo salva-stati, che la Bce non fa quello che dovrebbe, ossia diventare prestatore di ultima istanza. Ossia garante dei debiti pubblici degli stati europei. Ovvero la Banca centrale europea deve annunciare ai mercati di essere pronta ad acquistare illimitatamente i titoli statali che il mercato non compra più. Solo così i mercati finiranno di attaccare i titoli di stato dei paesi europei.


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COMMENTI
04/12/2011 - LE MIE OPINIONI (Maurizio Spanò)

Io credo che in Italia non sia importante se al governo c'è la sinistra o la destra, credo invece che sia importante che tutti paghino le tasse e che nessuno rubi, sia commettendo reati che corrompendo. Sono profondamente convinto, da sempre, che ridurre il contante alle monete e comunque ad importi inferiori a 5-10 euro sia la soluzione. Non ci sarebbero più corruzione, reati contro la persona, criminalità organizzata e tutto quanto pesa poi sui disastri di questi giorni. La nostra è un'economia ricca dove un pensionato deve poter accedere a quanto gli serve per vivere sereno, dove una famiglia non dovrebbe vivere di stenti, dove i giovani devono poter avere un futuro con prospettive migliori rispetto ai genitori, come è sempre stato. Inoltre credo che in uno stato serio non ci debba essere la dichiarazione dei redditi, lo stato è perfettamente capace di calcolare quanto un cittadino, o un'azienda deve pagare di tasse. Credo anche che il politico debba essere remunerato per ciò che fa di buono per la colettività, così come credo che la sanità pubblica sia ormai insostenibile. Il cittadino deve avere servizi, compreso la sanità, che provengano da chi li fornisce meglio e a minor costo. lo stato non è un pozzo senza fondo dal quale attingere. La politica deve proporre soluzioni migliori e non soluzioni comunque. in fine l'università, chi insegna non può esaminare, gli esami li conduce una commissione esterna, e chi si laurea puà esercitare, anche senza abilitazione.

 
28/11/2011 - La verità è la verità (PAOLA CORRADI)

Scusate, ma la vertà non è solo quella raccontata dalle testate giornalistiche che comunque fanno del loro meglio per portare a casa la "pagnotta". La verità è abbiamo uno Stato troppo costoso, un debito pubblico enorme, e non cresciamo abbastanza per pagare il debito. Tra l'altro aumentano le persone in cassa integrazione, quindi se da un lato si innalza l'età pensionabile, dall'altra le casse integrazioni pesano sulle casse statali. Io avrei un'idea, invece che mettere le persone in cassa integrazione, paghiamole per quello che sanno fare ma per aziende "italiane" che facciano concorrenza a quelle che delocalizzano. Se non iniziamo ad interrompere il circolo vizioso, avremo una massa di gente che sa lavorare ma che nessuno vorrà impiegare perchè non c'è più l'impresa.