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FINANZA/ 1. Fortis: ecco i conti dell’Italia "contro" la recessione

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Basti pensare che le esportazioni tedesche in Francia valgono 100 miliardi euro e quelle in Italia 60 miliardi. Se queste economie si fermeranno, le industrie tedesche a chi venderanno? Non basterà la Cina, dato che oggi per Berlino rappresenta una quota di export inferiore a quella che finisce in Austria. Purtroppo, finché la Merkel dovrà cercare di accontentare sia gli istinti populisti di gran parte dei suoi elettori, sia la volontà degli imprenditori che invece sperano in una maggiore comprensione verso i paesi clienti, il Paese più importante d’Europa non sarà in grado di governare questa crisi. E grazie al caos che si è creato l’Europa ha visto anche sfumare il potenziale intervento dei cinesi, che hanno preferito tornare a investire in T-Bills americani.

 

Come se ne esce allora?

 

Speriamo che la forza della disperazione spinga a prendere misure che possano allentare la pressione sul debito a breve. Non sono tecnico e non so in che modo specifico (interventi della Bce piuttosto che del Fmi o del Fondo salva-Stati), ma la direzione deve essere far sì che l’Europa non abbia questa pressione sulla propria moneta unica e sul rimborso a breve del debito, in modo da riuscire a frenare questa ondata di fuga e di psicosi negativa che si è abbattuta sul continente.

 

Intanto l’Italia dovrà stringere la cinghia e fare di tutto per raggiungere il pareggio di bilancio?

 

Credo che questo andrà sicuramente fatto, prima di tutto perché l’Italia è un osservato speciale, quindi possiamo dimostrare che, nonostante la scarsa fiducia, le cose poi le facciamo. Anche perché siamo un Paese che negli ultimi venti anni (salvo che nel 2009 e nel 2010) ha avuto un avanzo primario di bilancio. Prendendo i dati della Commissione europea (gli stessi che non prevedono il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013), dal 1993 al 2013 la somma a valori correnti di tutti gli avanzi primari dell’Italia supera gli 800 miliardi, mentre il dato della virtuosa Germania è meno della metà. Quindi l’Italia deve fare di tutto per onorare i suoi impegni anche perché, peggiorando gli altri paesi, emergeranno sulla distanza le nostre migliori intenzioni.

 

(Lorenzo Torrisi)



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