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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Pronte le vie di uscita da un euro "spacciato"

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Troppo pessimistico il mio scenario, a fronte di Borse con il turbo sulla voce di un possibile accordo per eurobonds emessi solo dai paesi con rating AAA che andrebbero a finanziare i paesi in crisi a fronte di ulteriore cessione di sovranità? Forse, peccato che di Stati con quel rating tra poco ce ne saranno due in meno e che i rendimenti dei Bund ieri sono continuati a salire, segnale che il contagio ha toccato il cuore dell’eurozona. E poi se un primario intermediatore finanziario come Icap sta preparando piattaforme di trading nel caso la Grecia esca dall’euro e torni alla dracma, un motivo ci sarà. Lo hanno confermato domenica al Wall Street Journal alti dirigenti dell’azienda e Icap è solo l’ultimo soggetto del mercato a muoversi in tal senso: solo a Bruxelles, ormai, non hanno pronto un contingency plan. Da giorni, quindi, alla Icap stanno testando dei sistemi che permettano alla banche che operano come dealees di trattare la dracma contro euro e dollaro e hanno ricaricato gli schemi della vecchia dracma per spot foreign exchange e derivati, nella fattispecie Ndf (Non-Deliverable Forward, il contratto derivato più utilizzato per fare hedging sui rischi valutari, soprattutto sui mercati emergenti dove le valute non sono liberamente convertibili) .

Alla Icap hanno detto che tutto questo «è solo precauzionale», ma secondo voi, gente di quel livello perde tempo con test simili se non ha la quasi certezza di ciò che fa? La realtà parla chiaro: lo spread Euribor/Ois sta mandando segnali da crisi Lehman Brothers, con il costo per finanziarsi in dollari in Europa ormai a livello insostenibile, a fronte di necessità di finanziamento da 2 triliardi di dollari. I money markets statunitensi hanno chiuso i rubinetti verso le banche europee, la sola esposizione verso istituti francesi è scesa del 69% da maggio ad oggi. Il rendimento del Bund ha preso 59 punti base sui bond svedesi dalla fallimentare asta di mercoledì scorso a oggi e fondi e banche centrali asiatiche scaricano il debito dell’eurozona a più non posso.

Facciamocene una ragione, l’euro è fallito. Chi ci salverà? Magari la Fed, visto che già nel novembre 2002 Ben Bernanke toccò il tema in un discorso dal titolo “Deflation: making sure it doesn’t happen here”, una sorta di road map per le situazioni estreme. «La Fed può iniettare liquidità nell’economia in altri modi. Ad esempio, la Fed ha l’autorità di comprare debito governativo straniero. Potenzialmente, questa classe di assets offre molte finalità per le operazioni della Fed», disse Bernanke. Profetico.

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COMMENTI
29/11/2011 - Rimonetizzare oro e argento (J B)

Per prima cosa bisognerebbe abbattere il monopolio dei governi sull'emissione di moneta. Il ritorno alle valute nazionali pre-euro dovrebbe essere accompagnato dalla contestuale introduzione di oro e argento nel sistema monetario mondiale. Oro e argento potrebbero circolare come monete oppure come valuta. In tal caso, solo se emessa a fronte di una copertura del 100% di oro o argento. Ci sarebbero quindi due sistemi di prezzi, ovvero in moneta sonante (oro e argento) ed in valuta governativa (lira per noi italiani). A quel punto il libero mercato deciderebbe quale moneta è migliore. A mio parere la gente tende a fidarsi maggiormente di un autorità nazionale che emette moneta rispetto a soggetti privati (come banche ad esempio). Ma ovviamente, si tratta di un beneficio che si deve guadagnare sul campo dimostrando di emettere appunto la moneta migliore. Sono conscio che oro e argento possono suonare come "relitti barbarici", ma sono le migliori forme di moneta che l'uomo ha liberamente scoperto ed adottato in quasi 4500 anni di storia. Se il mercato inventerà qualcosa di meglio, ben venga! Basta siano rispettati i diritti di proprietà.