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RAPPORTO REHN/ Dossier Europa sull'Italia: misure da 11 miliardi di euro

Il commissario europeo agli affari economici ha preparato il rapporot su quanto il nostro Paese dovrà fare per combattere la crisi economica. Necessarie misure per undici miliardi di euro

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Il commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn, che nei giorni scorsi si è incontrato con Mario Monti, ha elaborato il cosiddetto "dossier Europa" per il caso Italia. Un documento che elabora la strategia ritenuta necessaria per il nostro Paese per affrontare e sperare di uscire dalla crisi che la attraversa. E' da ottobre, quando l'Italia venne commissionaria proprio da Rehn, che il documento viene preparato. Adesso è pronto, sedici pagine di misure e consigli da affrontare immediatamente. Il titolo esatto è "Addressing Italy's high-debt/low-growth challenge" e il contenuto viene anticipato dal quotidiano La Repubblica. Secondo Rehn, la situazione italiana di crisi ha origini precedenti la crisi globale mondiale, causa il debito pubblico e la bassa crescita economica del nostro Paese, problemi strutturali in atto da anni. Nonostante questo, nota il commissario europeo, l'Italia è riuscita a resistere alla crisi più a lungo di altri Paesi grazie a un alto tasso di risparmio e a un settore bancario definito robusto. Quello che l'ha colpita invece è la sfiducia degli investitori che lamentano l'incapacità istituzionale dei governi italiani, in particolare quello Berlusconi, di fare riforme strutturali. Questo nonostante l'Unione europea avesse avvertito più volte di impegnarsi a farle. "L'Italia deve affrontare rapidamente le sfide formidabili che ha di fronte, ma il nuovo governo ha il know-how" dice il commissario. Per riconquistare la fiducia dei mercati, aggiunge, il nuovo governo deve avviare le riforme e farlo subito. Per ottenere un risultato, il capo del governo italiano deve spiegare bene e in mondo convincente cosa intende fare alle parti sociali, all'opinione pubblica e ai partiti. Senza di ciò, il rischio default è sempre più vicino. Un default che colpirebbe anche il resto della comunità europea portando alla cancellazione dell'euro stesso, come peraltro negli ultimi giorni ha detto anche il presidente francese Sarkozy definendo l'Italia cuore dell'euro. Rehn dice poi che il raggiungimento del bilancio pubblico entro il 2013 è pre requisito chiave: è necessaria quindi una manovra da undici miliardi di euro. Esaminando il da farsi, Rehn trova un accordo con quanto detto da Monti, ad esempio la lotta all'evasione, l'abbassamento die pagamenti cash, lo spostamento della tassazione dal reddito ai consumi e quindi il ritocco dell'iva e la tassazione delle proprietà. Capitolo pensione: viene chiesta "la sospensione dell'indicizzazione automatica degli assegni all'indice dei prezzi, tranne che per gli assegni più bassi, in caso di crescita negativa".