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BCE/ Draghi taglia il tasso di interesse all’1,25%. Le Borse volano

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Nella prima riunione del board della Banca centrale europea presieduta da Mario Draghi, arriva una decisione inattesa: il taglio di un quarto di punto del tasso di interesse, che passa così all’1,25% dall’1,5% precedente. Una mossa inaspettata sia perché ci si attendeva che il nuovo Presidente della Bce desse un segnale di continuità rispetto alla precedente gestione, tagliando magari il tasso di interesse nella riunione di dicembre o di gennaio, sia perché l’inflazione in Europa è al 3% e una manovra espansiva di questo tipo sicuramente non le mette un freno, come ci si aspetterebbe dall’Eurotower visto il suo Statuto. Era stato comunque già Jean-Claude Trichet ad aprire la strada a un possibile taglio futuro del tasso di interesse, che nella prima parte dell’anno (e fino a luglio) era stato fatto invece salire per cercare di contrastare l’inflazione crescente.

Questo “dietrofront” può significare che l’economia sta stagnando e una manovra espansiva non comporta un aumento eccessivo dell’inflazione. Inoltre, potrebbe essere l’anticamera per una nuova riduzione dei tassi di interesse, perseguendo anche in Europa una politica simile a quella portata avanti dalla Federal Reserve negli Stati Uniti, dove il tasso di interesse è a zero. La Bce ha anche tagliato il tasso marginale che passa dal 2,25% al 2% e quello sui depositi che scende dallo 0,75% allo 0,5%.

La Banca centrale europea sta comunque continuando ad acquistare titoli di stato italiani sul mercato secondario, come già fatto in particolare martedì, nel corso di una delle giornate più nere per l’Italia sui mercati finanziari. Lo spread tra Btp e Bund è sceso sotto quota 430 punti base, dopo che due giorni fa aveva superato la soglia dei 450. Le Borse, dopo una partenza negativa e un passaggio in territorio positivo, hanno accelerato dopo la notizia proveniente dall’Eurotower. Piazza Affari guadagna oltre il 4%, Francoforte segna un +3,4% e Parigi un +3,2%. Ad andare bene sul Ftse Mib sono in particolare i titoli industriali, con Tenaris e Fiat che guadagnano rispettivamente il 10,2% e il 6,8%.


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