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Economia e Finanza

CRAC ITALIA(?)/ 1. Pensioni, ferrovie, sanità, perché Berlusconi non ha toccato nulla?

Un pensieroso Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)Un pensieroso Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Penso alle privatizzazioni, ma non solo a quelle degli enti locali, anche a quelle nazionali.

Ma ci è rimasto ben poco.

Ci sono le Poste, ci sono le Ferrovie. Le reti ferroviarie non si possono vendere, ma i treni si. E questo accade in altri Paesi, con un salto positivo della qualità dei servizi. Sulle Poste forse non c'è bisogno di una completa privatizzazione, ma basterebbe mettere sul mercato alcuni settori delle Poste. 
Io in linea di principio penso che è sempre meglio una cattiva privatizzazione, che una non privatizzazione.

Quello che è successo negli anni Novanta, in certi casi, è parsa una svendita e in alcuni casi un arricchimento per pochi noti.

Questo è vero. Ma per ovviare a quelle cose accadute si può creare un Ente indipendente, così come è avvenuto in Germania dopo l'unificazione tedesca per privatizzare le industrie statali dell'Est. Questo Ente le ha valutate e le ha messe sul mercato, di fatto privatizzando ben 14mila aziende. 
Io avrei poi una proposta un po' provocatoria: quella di mettere sul mercato i primi due canali della Rai. Sarebbe un vero segno di discontinuità, sarebbe come dire a un vecchia signora che è venuto purtroppo il momento di vendere alcuni gioielli che le sono più cari.

Ha anche una terza proposta professore?

Sulla scia delle privatizzazioni affiderei la spesa sanitaria a una autorità indipendente, senza alcuna tutela politica, completamente depoliticizzata. Non parlo di privatizzazione, ma di gestione indipendente che dovrebbe destinare i servizi. Introdurrei anche nel settore pubblico dei fattori di concorrenza. 
L'Italia non ama la concorrenza neppure nel settore privato, ma qui ci vuole una nuova legge dell'Antitrust che favorica la concorrenza. E i criteri di concorrenza valgono anche per il settore pubblico. Noi purtroppo confondiamo il pubblico con lo statale. Non è così.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
03/11/2011 - alcuni spunti di riflessione ed alcune inesattezze (Luca Battanta)

Professor Arrigo,ho letto con grande interesse l'intervista. Mi trova perfettamente concorde per quanto riguarda le liberalizzazioni delle ferrovie e delle poste. Una liberalizzazione fatta male come quella delle ferrovie però può causare una mancata concorrenza come Lei sa benissimo è successo nel caso Arenaways,db ed Ntv(la cui partenza è in ritardo anche per colpa di fs). Quello che mi ha un po' perplesso è che l'abolizione delle pensioni di anzianità(pagate dai lavoratori!)possa essere la panacea per tutti i mali dei conti pubblici. Lei sostiene che bisogna passare ad un sistema contributivo,il bello è ci siamo già dentro! Il sistema misto e quello retributivo sono ormai agli sgoccioli. Mi piacerebbe che mi spiegasse come crede di applicare il sistema contributivo con 10milioni di italiani che sostanzialmente non hanno mai versato contributi per la pensione e che,ad oggi,vivono di pensione sociale integrata magari con una invalidità falsa, somministrata in cambio del voto da politici che la vedevano come un ammortizzatore sociale. Il Governo,a mio parere,diversamente da quanto Lei sostiene,sta cercando di ridurre la spesa pubblica che è in italia è data essenzialmente,come Lei ben sa,dalle pensioni sociali e dagli stipendi(e dalla scarsa produttività)del pubblico impiego.La mobilità obbligatoria degli statali(riallocazione obbligatoria dei lavori dove c'è effettivo bisogno,come sa in alcune regioni sono in assoluto sovrannumero)va in questo senso.Il Governo vada avanti!

 
03/11/2011 - la scommessa è rilanciata ? (antonio petrina)

egr prof., su radio anch'io il min frattini saggiamente e da ex magistrato faceva notare che un decreto legge avente ad oggetto pensioni,privatizzazzioni,ecc non sarebbe stato adeguato nel nostro ordinamento perciò accontentiamoci del maxiemendamento e l'avvio dei decerti legislativi di riforme ordinamentali sulle materie che faranno cassa e scendere ulteriormente il debito per garantire la scommessa di questo governo sull'eliminazione nel 2013 del debito publico senza patrimoniale ed espropri sui conti correnti !

 
03/11/2011 - il topolino (francesco scifo)

A quanto pare la montagna ha partorito il topolino. Nuove tasse di soggiorno che si aggiungono a quelle esistenti. L'uso della leva fiscale in questa situazione, senza incidere sulla leva monetaria può solo deprimere l'economia. La verità è che un singolo governo non può fare nulla senza coordinamento tra tutti i paesi euro. L'unico fatto che ha dato sollievo alla produzione è stata la lieve flessione del valore dell'euro rispetto al dollaro in questi mesi non certo le politiche dei singoli paesi. Nessuno mi pare lo abbia rilevato. In ogni caso, la proposta che si dovrebbe fare al G20, ammesso che lo si voglia veramente salvare, è svalutare l'euro, politica fiscale comune uguale per tutti i paesi euro, depotenziamento del Consiglio a favore del parlamento europeo:tutto il resto sono solo pannicelli caldi. Ma siamo sicuri che chi ha il dollaro voglia salvare l'euro?