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CRAC ITALIA(?)/ 1. Pensioni, ferrovie, sanità, perché Berlusconi non ha toccato nulla?

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Un pensieroso Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)  Un pensieroso Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

La riunione straordinaria del Consiglio dei ministri finisce a tarda sera con un rebus che sta tra il grottesco e l'angoscioso: qual è il documento che il governo italiano porta al G20 di Cannes? Ricerca vana, perché poco dopo le undici di sera esce un comunicato del Governo in cui si parla di un maxiemendamento, ma non si parla del contenuto di questo maxiemendamento. Si sa solamente che non ci sono provvedimenti che riguardano le pensioni e i cosiddetti licenziamenti facili. Secondo indiscrezioni si parlerebbe di infrastrutture e di semplificazioni. Nelle trasmissioni televisive che, quasi in diretta, si occupano della riunione del Governo si fanno letteralmente i salti mortali per interpretare le possibili misure dell'esecutivo.
Ma nella grande confusione dei talk show televisivi, salta fuori che la base di partenza, anche epurata della questione pensioni e maggiore flessibilità (o licenziamenti facili), resta la famosa “lettera di intenti” portata a Bruxelles al summit europeo, che non sembra aver avuto un grande appeal sui mercati, visti i valori a cui è arrivato lo spread tra Bpt e Bund e dato il tonfo delle Borse di martedì e della giornta problematica di lunedì.
Il professor Ugo Arrigo, docente di Scienza delle finanze alla Bicocca di Milano, sembra quasi imbarazzato di fronte non solo alla confusione politica, ma anche alle ipotesi di notizie che filtrano da Palazzo Chigi.

Infrastrutture e semplificazioni, se sono dati veri, che cosa possono rappresentare?

Mi sembrano provvedimenti lunghissimi, biblici per la loro attuazione. Penso che al G20 e in Europa si aspettino cose un po' più rapide, immediate.

Scusi professor Arrigo, quando conosceremo i capitoli del maxiemendamento potremo magari dare un giudizio più ragionato e potremo vedere che impatto avranno sia a livello internazionale, sia soprattutto sui mercati. Allora facciamo una sorta di esercitazione. Proviamo a evidenziare almeno tre elementi, tre fattori che potrebbero dare dell'Italia l'immagine di un Paese che vuole cambiare veramente e che vuole diventare credibile per le sue riforme, cercando di risanare i suoi conti pubblici e pensando di rilanciare la crescita del Paese.

Parto da questa considerazione. La spesa pubblica italiana è fuori linea rispetto ad altri paesi per due motivi principalmente. Il primo riguarda gli interessi che paghiamo sul debito e su questo non possiamo farci proprio nulla.
Il secondo riguarda le pensioni. O cominciamo a riformare il sistema attuale adottando il sistema contributivo, partendo dalle pensioni di anzianità, oppure è difficile uscire da questo empasse.
Noi alla fine dovremmo fare solo quello che gli svedesi hanno fatto negli anni Novanta, adottando il sistema contributivo. Che funziona in uno dei Paesi che è notoriamente molto attento alla tutela dei cittadini. Credo che questa sia un riforma che potrebbe portarci maggior credito internazionale.

Veniamo a un altro punto, a un altro fattore che potrebbe facilitare la nostra credibilità, professor Arrigo.


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COMMENTI
03/11/2011 - alcuni spunti di riflessione ed alcune inesattezze (Luca Battanta)

Professor Arrigo,ho letto con grande interesse l'intervista. Mi trova perfettamente concorde per quanto riguarda le liberalizzazioni delle ferrovie e delle poste. Una liberalizzazione fatta male come quella delle ferrovie però può causare una mancata concorrenza come Lei sa benissimo è successo nel caso Arenaways,db ed Ntv(la cui partenza è in ritardo anche per colpa di fs). Quello che mi ha un po' perplesso è che l'abolizione delle pensioni di anzianità(pagate dai lavoratori!)possa essere la panacea per tutti i mali dei conti pubblici. Lei sostiene che bisogna passare ad un sistema contributivo,il bello è ci siamo già dentro! Il sistema misto e quello retributivo sono ormai agli sgoccioli. Mi piacerebbe che mi spiegasse come crede di applicare il sistema contributivo con 10milioni di italiani che sostanzialmente non hanno mai versato contributi per la pensione e che,ad oggi,vivono di pensione sociale integrata magari con una invalidità falsa, somministrata in cambio del voto da politici che la vedevano come un ammortizzatore sociale. Il Governo,a mio parere,diversamente da quanto Lei sostiene,sta cercando di ridurre la spesa pubblica che è in italia è data essenzialmente,come Lei ben sa,dalle pensioni sociali e dagli stipendi(e dalla scarsa produttività)del pubblico impiego.La mobilità obbligatoria degli statali(riallocazione obbligatoria dei lavori dove c'è effettivo bisogno,come sa in alcune regioni sono in assoluto sovrannumero)va in questo senso.Il Governo vada avanti!

 
03/11/2011 - la scommessa è rilanciata ? (antonio petrina)

egr prof., su radio anch'io il min frattini saggiamente e da ex magistrato faceva notare che un decreto legge avente ad oggetto pensioni,privatizzazzioni,ecc non sarebbe stato adeguato nel nostro ordinamento perciò accontentiamoci del maxiemendamento e l'avvio dei decerti legislativi di riforme ordinamentali sulle materie che faranno cassa e scendere ulteriormente il debito per garantire la scommessa di questo governo sull'eliminazione nel 2013 del debito publico senza patrimoniale ed espropri sui conti correnti !

 
03/11/2011 - il topolino (francesco scifo)

A quanto pare la montagna ha partorito il topolino. Nuove tasse di soggiorno che si aggiungono a quelle esistenti. L'uso della leva fiscale in questa situazione, senza incidere sulla leva monetaria può solo deprimere l'economia. La verità è che un singolo governo non può fare nulla senza coordinamento tra tutti i paesi euro. L'unico fatto che ha dato sollievo alla produzione è stata la lieve flessione del valore dell'euro rispetto al dollaro in questi mesi non certo le politiche dei singoli paesi. Nessuno mi pare lo abbia rilevato. In ogni caso, la proposta che si dovrebbe fare al G20, ammesso che lo si voglia veramente salvare, è svalutare l'euro, politica fiscale comune uguale per tutti i paesi euro, depotenziamento del Consiglio a favore del parlamento europeo:tutto il resto sono solo pannicelli caldi. Ma siamo sicuri che chi ha il dollaro voglia salvare l'euro?