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CRAC ITALIA(?)/ 2. Forte: bastano 25 miliardi per salvare l’Italia

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Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)  Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Il Consiglio dei ministri straordinario di un'ora e mezza tenutosi ieri sera ha prodotto un maxiemendamento alla legge di stabilità (e non un decreto legge) i cui contenuti puntuali non sono ancora stati resi noti. Per il momento si sa che non ci saranno provvedimenti su pensioni e mercato del lavoro, mentre ci saranno novità su: dismissioni degli immobili di proprietà dello Stato; defiscalizzazione per gli investimenti in infrastrutture pubbliche; liberalizzazione del trasporto pubblico locale; alcune norme riguardanti il pubblico impiego. A quanto pare, poi, il Presidente del Consiglio, proprio durante il cdm, avrebbe promesso che entro 15 giorni ci sarà un articolato che conterrà le prime misure per far fronte alla crisi e rilanciare lo sviluppo. «Il governo deve intervenire - ci dice l'economista ed ex ministro delle Finanze, Francesco Forte - non solo sul medio termine, ma anche nell’immediato con delle misure shock. Secondo me, si dovrebbe muovere su tre diverse direttrici».

 

Quali?

 

La prima è annunciare un anticipo del pareggio del bilancio all’anno prossimo. Dato che le previsioni parlano di un deficit all’1,6% del Pil, si tratterebbe di un’operazione da 25 miliardi di euro: 5 si possono ricavare dall’alienazione di beni immobili pubblici di cui ha parlato il cdm, 20 dall’accordo con la Svizzera sulla cooperazione fiscale. La seconda riguarda operazioni sul debito da attuare l’anno prossimo attraverso privatizzazioni. La terza deve essere una rassicurazione delle famiglie italiane.

 

In che modo dovrebbe avvenire questa rassicurazione?

 

Di fronte all’irrazionalità dei mercati, ai dati che sentono in televisione o leggono sui giornali, le famiglie italiane sono giustamente impaurite. Il governo dovrebbe spiegare alle famiglie che intende attuare misure per salvaguardare i conti e per rendere sempre più solvibili i titoli di stato, invitandole anche a sottoscriverli, dato il loro buon rendimento. A questo scopo potrebbe anche istituire un fondo per garantire il rimborso dei bond statali con il patrimonio pubblico. Agli italiani non bisogna chiedere di essere tassati sul loro patrimonio, ma di far confluire i loro risparmi che adesso stanno scappando altrove al debito pubblico, che ora è per il 45% in mani straniere, mentre vent’anni fa era quasi totalmente “in casa”.

 

La maggioranza sarebbe pronta a sostenere le misure del governo o si potrebbero creare delle tensioni come quelle viste sul caso delle pensioni?

 

Bisogna distinguere il ministro dell’Economia, che mi sembra stia tenendo un atteggiamento strano, dal resto della maggioranza. Non dimentichiamo che la crisi di credibilità che attraversiamo è dovuta anche al fatto che Tremonti non ha firmato (o lo ha fatto di mala voglia) la lettera che Berlusconi ha indirizzato all’Ue. Sono convinto poi che misure come quelle che ho illustrato prima non possono che rinsaldare la maggioranza, perché quelli che protestano all’interno del Pdl di fronte a una maggiore iniziativa del governo voterebbero a suo favore.

 

Intanto, però, continuano a susseguirsi gli appelli a un governo delle larghe intese. Cosa ne pensa?



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COMMENTI
03/11/2011 - Se a salvarci è un numero, siamo a posto (claudia mazzola)

Tuttu questi numeri e calcoli non bastano a far tornare lavoro. Con la piccolissima sas di mio marito (premetto che sono anni che galleggia per sopravvivere), ho l'opportunità di ascoltare voci dei clienti e fornitori, non ce n'è uno che abbia lavori in corso. Io pensavo che erano le PMI a dover salvare l'Italia o no? Ditemelo voi.