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Economia e Finanza

FINANZA/ C’è una linea Maginot che tiene al sicuro l’Italia

Mario Draghi (Foto Ansa)Mario Draghi (Foto Ansa)

Il mondo, da allora, sembra impazzito, per questo Mario Draghi sa quanto sia importante mantenere la linea Maginot dei 450 punti base: solo 11 mesi fa, i bonds portoghesi stavano meglio di quanto non lo siano oggi quelli italiani rispetto al Bund, cose da non credere. E, infatti, non crediamoci, visto che stando ai calcoli di LCH Clearnet martedì il nostro spread contro il Bund non era a 440 punti base ma a 388, un bel cuscinetto di 62 punti base dalla linea Maginot, magicamente rinforzata. Come è possibile? Semplice, nel caso del Btp italiano LCH Clearnet ha usato e usa come benchmark non il Bund decennale tedesco, ma un paniere di benchmark AAA europei (per l’esattezza, di Germania, Francia e Olanda), scelta che porta con sé una significativa differenza, visto che finché Francia e Olanda restano “deboli”, la nostra sfida sulla linea Maginot appare decisamente meno titanica e il rischio di margin call per le nostre obbligazioni è scongiurato. Abbiamo ancora un po’ di tempo per intervenire e ritrovare credibilità sui mercati, quindi, ma non molto, visto che nell’arco di settimane la Francia perderà sicuramente il rating AAA (dalle sale trading confermano che gli Oat francesi a 10 anni sono ufficialmente un “key short”, ovvero una scommessa calda per i ribassisti che si aspettano crollo del prezzo e aumento dei rendimenti) e quindi anche il paniere di LCH Clearnet si restringerà a due soggetti, riducendo di parecchio il cuscinetto che ci divide dalla margin call sui Btp, quella sì una iattura.

Vogliamo buttare via anche quest’ultima occasione per beghe tutte interne al pollaio Italia, stanti le creste molto più basse di Merkel e Sarkozy dopo l’annuncio sparigliacarte di Papandreou e la figura da cioccolatai dell’Efsf? Sarebbe un peccato mortale. E sapete che con certe cose non si scherza.

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