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EUROGRUPPO/ Rehn: dieci giorni critici per l'euro, bene le misure italiane

Positivo apprezzamento per le misure proposte dall'Italia espresso al termine del vertice dell'Eurogruppo. La convinzione che i prossimi giorni saranno decisivi per la salvezza dell'euro

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Si è svolta ieri sera a Bruxelles la riunione dell'Eurogruppo, a tema l'esame delle misure pensate dal governo Monti per affrontare la situazione italiana. Presente lo stesso Monti che al termine dell'incontro ha rilasciato un solo secco commento dicendo che era andata bene. Per il commissario europeo agli affari economici Olli Rehn che da tempo segue da vicino il caso Italia, i prossimi dieci giorni che iniziano oggi sono quelli decisivi per salvare l'euro. Un periodo critico, secondo il commissario, di dieci giorni per completare e concludere la risposta europea alla crisi. "Dobbiamo assicurarci di avere firewall finanziari necessariamente credibili per contenere le turbolenze finanziarie e, allo stesso tempo, dobbiamo rafforzare ulteriormente la governance economica" ha detto. Jean-Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo, ha commentato a proposito dell'incontro che l'Europa è convinta che il governo Monti sarà in grado di realizzare il programma presentato. Riduzione del debito prevista per il 2013 con il rispetto dell'equità sociale. Apprezzamento anche per l'idea di inserire un emendamento alla Costituzione in cui entra proprio il pareggio di bilancio, definita una buona base sulla quale fondare un programma di riforme ambiziose. Per il resto, nella riunione di ieri sera si è messo a punto il piano per l'ampliamento del Fondo di salvataggio dell'Eurozona con un calendario di mosse da mettere in atto. Il prossimo 9 dicembre nuovo vertice nel quale probabilmente verrà dato il via alla protezione parziale del rischio per i titoli di Stati sotto attacco dei mercati. Verranno immessi certificati di garanzia sulle nuove emissioni del valore del 20 o del 30% del valore nominale: in tal modo saranno più interessanti per i probabili investitori. Dal canto loro i ministri di Lussemburgo, Belgio e Olanda hanno chiesto un maggiori impegno da parte di Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea: il fondo salva stati, nella loro opinione, non è sufficiente per le difficoltà di economie di Paesi importanti.