BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 1. A chi giova la guerra alla Germania?

Pubblicazione:mercoledì 30 novembre 2011

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

Ci si indegna quasi (Tabellini ancora) che la Bundesbank acquisti Bund all’emissione e che la Bce non possa farlo... Mi scusino, ma il corrispettivo della Bundesbank è la Banca d’Italia e non certo la Bce: la confusione è rivelatrice della volontà di spendere soldi altrui - gli euro della comunitaria Bce - invece che i propri (il bilancio della Banca d’Italia, come di ogni Banca centrale, è un vaso comunicante con il Tesoro dello Stato di appartenenza). Il divieto della Bce a fare certe manovre è legato sempre a quella “disciplina del mercato” di cui sopra, e serve per lasciar libera la Bce di perseguire la stabilità monetaria (obiettivo su cui ha fatto moltissime concessioni sull’altare della congiuntura economica, tanto che solo raramente ha mantenuto il suo target del 2% di volgarmente detta inflazione). Nel 1981 in Italia si è deciso di vietare alla Banca d’Italia di comprare “a fermo” il debito statale per eliminare le aspettative della continua monetizzazione dello stesso da cui discendeva la galoppante inflazione dei prezzi e tassi di interesse anche a due cifre; il deficit di credibilità degli obiettivi inflazionistici e del controllo delle finanze pubbliche ha reso necessaria questa mossa. Se i tedeschi possono permettersi di fare qualcosa (e in realtà la Bundesbank non acquista in proprio ma per conto dell’Agenzia del Debito, Finanzagentur, ente che opera come collocatore-ponte analogamente alle italiane banche specialist) che l’Italia si è preclusa da sola è semplicemente perché loro sono tedeschi, hanno già dimostrato che non avrebbero abusato di questo strumento (vedi i tassi bassi, il marco come riferimento monetario europeo, il livello del debito, ecc.), pertanto possono sfruttare un capitale reputazionale che l’Italia ha dovuto conquistarsi poco alla volta fino a dover confluire in una moneta unica europea per dire a tutti che “non aveva più sovranità, quindi non poteva più fare gli errori del passato”. I tedeschi possono, una Bce tedesca per un diciassettesimo non può. Allo stesso modo si dovrebbe dire che allora tutti potrebbero andare sempre in deficit di partite correnti perché gli Usa lo fanno da venti anni... ma che loro hanno il dollaro - la riserva valutaria mondiale -, mentre gli altri no.

E qui merita spazio una parentesi tassonomica: il “prestatore di ultima istanza” tanto evocato da giornalisti ed economisti di grido non è colui che finanzia gli Stati quando nessun privato è più disposto, bensì colui che fornisce liquidità alle banche commerciali in caso di problemi sull’interbancario come pure di corsa agli sportelli, e questa funzione è propria di qualsiasi Banca centrale, Bce inclusa. Il termine è usato oggi impropriamente, intendendo in realtà il “sottoscrittore di ultima istanza” o “l’acquirente di ultima istanza” di debito pubblico; pare solo una questione lessicale, ma in realtà ha effetti profondi, perché tutti hanno sentito usare in precedenza l’espressione “prestatore di ultima istanza” e quindi l’opinione pubblica associa al termine qualcosa di familiare, naturale, scontato e necessario che adesso - si fa credere - la Bce si rifiuta di fare. Invece, qui si parla di un nuovo “monetizzatore a oltranza” del debito pubblico, che sicuramente non farebbe tutta questa presa sull’opinione pubblica se chiamato con il suo nome proprio.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
30/11/2011 - Sano realismo (Moeller Martin)

Sig Bagiani, grazie per il sano realismo del suo contributo, che, come Lei stesso ha osservato, è una rarità nello scenario culturale e politico dell'Italia odierna. Facciamo queste benedette riforme, torniamo competitivi, riprenderemo a crescere in modo sano (e non per interventi pubblici come invocato da più parti) e i ns. problemi si sgonfieranno da soli. Abbiamo molte riserve; e non perchè siamo più belli, bravi e furbi ma perchè non avendo fatto niente negli ultimi 40 anni, possiamo ancora intervenire in molte direzioni. Ma dobbiamo farle le riforme, e per quello che si è visto fino ora, Monti con il suo governo non affronterà il nodo dei problemi come tutti i suoi predecessori.

 
30/11/2011 - chi garantisce i debiti e come nella UE (antonio petrina)

La fiducia reciproca implica questo metodo per stare nella UE , fiducia prevista dal trattato, per cui i paesi che fino a ieri non hanno fatto le riforme serie di riduzione del debito (grecia,italia,ecc) e che oggi vogliono farle ,siano prese sul serio da tutti i paesi virtuosi ( Germania) e non ,con un fondo a garanzia ed un'autorità indipendente (BCE)per una politica monetaria e fiscale comune.Se poi sono in grado i paesi indebitati a ricomprarsi il debito ,a quel punto il debito "s'estingue per acquisto privato" ( leggi però L.CArrol, Silvie e Bruno citata da Keines in "Prospettive").