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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. A chi giova la guerra alla Germania?

In questo periodo di crisi per l’Eurozona, gli occhi di tutti sono puntati sulla Germania, su cui si concentrano richieste di interventi. Il commento di LEONARDO BAGGIANI

Angela Merkel (Foto Ansa)Angela Merkel (Foto Ansa)

Mi pare che ultimamente il mondo giri intorno alla Germania. Se i titoli di Stato italiani, spagnoli, francesi (finalmente!) vanno male, deve aiutarci la Germania permettendo la nascita degli Eurobond; se le bilance dei pagamenti di tutta Europa sono negative, deve metterci una pezza la Germania alzando i suoi stipendi; se la Bundesbank si permette di acquistare titoli di Stato sul mercato primario, allora deve farlo la Bce; se la Germania ha tassi bassi, allora deve pagare gli interessi degli altri paesi, anzi speriamo che si trovino nei guai così il denaro torna sui titoli degli altri Stati... Io nutro una naturale simpatia per i teutonici - se non altro per la qualità della cultura filosofica letteraria e musicale che hanno realizzato, e questo nel recente ‘800 fino all’inizio del ‘900, non nel non più ripetuto ‘400 italiano -, ma non per questo li difenderei a oltranza: non sono perfetti, però al momento sono semplicemente l’esempio migliore, e dovremmo averne cura.

In giro si leggono cose allucinanti; basta prendere il Sole 24 Ore di giovedì scorso dove Tabellini denigra la posizione tedesca di rigore fiscale e riforma individuale dell’economia, sostenendo che questa si è dimostrata inutile nella gestione della crisi del debito sovrano. Allora qualcuno mi dica chi ha realizzato effettivamente una politica di rigore e di riforma del proprio Paese, visto che interi stati semplicemente stanno campando sui finanziamenti Ue senza presentarsi sul mercato: Grecia e Italia sono nei guai perché nulla hanno effettivamente fatto, la Spagna sta ancora aspettando che il nuovo Governo cominci il suo operato, la Francia (se non lo sapete) aveva preso misure limitate al 2013 e ora sta scontando l’incapacità politica di pianificare alcunché a lungo termine (per non parlare dei pontificatori Usa i cui politici non hanno trovato niente di meglio che far scattare i tagli automatici alla spesa a causa dello sforamento sia del tetto massimo di indebitamento che dell’extra-time che si sono autoconcessi per sistemare i conti). Quale proposta tedesca ha fallito se nessuno l’ha veramente realizzata?

Sempre Tabellini si lamenta che i paesi indebitati siano stati lasciati in balia del mercato. A parte che Portogallo, Irlanda e Grecia sono già fuori mercato, nessuno si ricorda che la “disciplina del mercato” era stata invocata proprio in sede di costruzione dell’euro perché le finanze pubbliche fossero costrette a venir gestite in modo responsabile? Nessuno ha l’onestà intellettuale di ammettere di aver appoggiato questa visione, e magari di averlo fatto solo perché sperava che il problema non si sarebbe mai posto?

Altri, come De Benedetti, scrivono che l’economia tedesca, in effetti, è stata capace di riformarsi da sé, ma ora con l’euro gode di tassi bassi e potenza commerciale, per questo deve (in sostanza) pagare i debiti degli altri (vero obiettivo della loro retorica della difesa della moneta unica). Ci si dimentica che la Germania ha assorbito da sola i problemi della riunificazione con il carrozzone dell’est e ha gestito delocalizzazione e ristrutturazione produttiva nell’est Europa con un euro che valeva circa come il marco e tassi che non si sono abbassati ma sono rimasti bassi, mentre altri paesi, Italia in primis, hanno visto cali mostruosi dei tassi proprio grazie all’euro - il famoso “dividendo dell’euro” che doveva venir sfruttato per lo meno per contenere il debito. Come si può giustificare che chi ha meglio operato (con i dovuti sacrifici, dato che la riunificazione tedesca non è stata una passeggiata anche in termini occupazionali) ora debba a priori pagare per chi ha sperperato il patrimonio reputazionale concesso proprio dalla presenza tedesca nell’euro? De Benedetti in fondo non sarebbe certo disposto a pagarmi il mutuo perché io ogni mese mi spendo tutto in cene e concerti di Cherubini...


COMMENTI
30/11/2011 - Sano realismo (Moeller Martin)

Sig Bagiani, grazie per il sano realismo del suo contributo, che, come Lei stesso ha osservato, è una rarità nello scenario culturale e politico dell'Italia odierna. Facciamo queste benedette riforme, torniamo competitivi, riprenderemo a crescere in modo sano (e non per interventi pubblici come invocato da più parti) e i ns. problemi si sgonfieranno da soli. Abbiamo molte riserve; e non perchè siamo più belli, bravi e furbi ma perchè non avendo fatto niente negli ultimi 40 anni, possiamo ancora intervenire in molte direzioni. Ma dobbiamo farle le riforme, e per quello che si è visto fino ora, Monti con il suo governo non affronterà il nodo dei problemi come tutti i suoi predecessori.

 
30/11/2011 - chi garantisce i debiti e come nella UE (antonio petrina)

La fiducia reciproca implica questo metodo per stare nella UE , fiducia prevista dal trattato, per cui i paesi che fino a ieri non hanno fatto le riforme serie di riduzione del debito (grecia,italia,ecc) e che oggi vogliono farle ,siano prese sul serio da tutti i paesi virtuosi ( Germania) e non ,con un fondo a garanzia ed un'autorità indipendente (BCE)per una politica monetaria e fiscale comune.Se poi sono in grado i paesi indebitati a ricomprarsi il debito ,a quel punto il debito "s'estingue per acquisto privato" ( leggi però L.CArrol, Silvie e Bruno citata da Keines in "Prospettive").