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FINANZA/ 1. A chi giova la guerra alla Germania?

Pubblicazione:mercoledì 30 novembre 2011

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

Si rasenta la follia totale quando si pensa che “il fallimento dell’asta [dei Bund del 23/11] potrebbe essere un evento non così negativo, se i Bund cominciassero ad essere percepiti un porto meno sicuro in cui mettere i soldi: liquidità per lo più distolta dai titoli degli altri paesi dell’Unione” (Riolfi), come dire che se vacilla la reputazione tedesca allora la domanda tornerà dai titoli tedeschi a quelli italiani... Il pensiero che invece tutti prendano la strada per Berna, Oslo o Brasilia non sfiora nemmeno i fini commentatori finanziari... L’idea che preservare la reputazione della Germania come ancora per tutta l’area euro (in termini per lo più politici, dato che il problema monetario è un problema derivato e pure isolabile) pare sia solo della Merkel e di pochi altri, che infatti suggeriscono aiuti ai paesi in difficoltà solo dietro stretta sorveglianza e pena o il blocco degli aiuti o la perdita di sovranità fiscale; ora mi si dica se il “commissariamento” in questo caso può essere espressione dei Governi greco o italiano piuttosto che tedesco!

Gli Eurobond (o UnionBond, EuroUnionBond, Stability Bond) sono un modo, giustificato scorrettamente come sopra, per sfruttare reputazione e denaro vero dei tedeschi a vantaggio di governi guidati finora da persone i cui stessi elettori hanno trattato da idioti se non da criminali. Agli Eurobond si oppongono solo i tedeschi (forse anche i lussemburghesi, i finlandesi, gli olandesi e gli austriaci, ma nessuno ne parla) salvo l’applicazione di clausole di “commissariamento” che chiaramente non piacciono molto (altra dimostrazione che paesi come la Francia mirano al soldo facile, non all’equilibrio delle finanze pubbliche).

Va da sé che se la maggior parte dell’Ue spinge verso questo attacco alla diligenza tedesca, il mercato non può ignorare tale pressione; il mercato deve necessariamente incorporare la probabilità di tale scenario tanto più quanto insistenti si fanno le voci a favore, quanto più i problemi finanziari si fanno vasti, e quanto meno i singoli Governi si dimostrano disposti a risolvere individualmente i problemi... Insomma, l’inattività (incapacità o assenza di volontà di prendere decisioni) di fatto dei Governi rafforza di per sé lo scenario Eurobond: a scapito di qualsiasi discorso propagandistico, la rottura dell’Unione è uno scenario talmente problematico da essere il più improbabile e la sparizione dell’euro è una sciocchezza impraticabile, quindi si gioca un braccio di ferro tra debito socializzato e austerity individuale che aumenta l’incertezza sui Bund, cioè sul debito tedesco che sempre più probabilmente dovrà farsi carico dell’indisciplina celto-mediterranea. Ma se piace tanto questo mettere in comune il debito, perché non si propongono i Medi-bond, un titolo di debito infra-comunitario per Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Francia? Chissà perché la Francia si vuol privare di questo ruolo di salvifico leader…

Il risultato di tutto questo non è altro che indebolire il pilastro fiscale e produttivo dell’Europa, la Germania, e qualcuno pensa che questo sia nell’interesse dei più! E quando avremo mediterraneizzato la Germania cosa facciamo, un’unione monetaria con il Tibet per far dispetto ai cinesi? Io vorrei un po’ di verità dai politici, dagli economisti, e dai giornalisti. Fermiamo questo ennesimo assalto al patrimonio economico/finanziario dell’Europa, ammettiamo che solo i tedeschi possono essere tedeschi, e mettiamoci in testa che noi altri dobbiamo imparare a essere bravi.



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COMMENTI
30/11/2011 - Sano realismo (Moeller Martin)

Sig Bagiani, grazie per il sano realismo del suo contributo, che, come Lei stesso ha osservato, è una rarità nello scenario culturale e politico dell'Italia odierna. Facciamo queste benedette riforme, torniamo competitivi, riprenderemo a crescere in modo sano (e non per interventi pubblici come invocato da più parti) e i ns. problemi si sgonfieranno da soli. Abbiamo molte riserve; e non perchè siamo più belli, bravi e furbi ma perchè non avendo fatto niente negli ultimi 40 anni, possiamo ancora intervenire in molte direzioni. Ma dobbiamo farle le riforme, e per quello che si è visto fino ora, Monti con il suo governo non affronterà il nodo dei problemi come tutti i suoi predecessori.

 
30/11/2011 - chi garantisce i debiti e come nella UE (antonio petrina)

La fiducia reciproca implica questo metodo per stare nella UE , fiducia prevista dal trattato, per cui i paesi che fino a ieri non hanno fatto le riforme serie di riduzione del debito (grecia,italia,ecc) e che oggi vogliono farle ,siano prese sul serio da tutti i paesi virtuosi ( Germania) e non ,con un fondo a garanzia ed un'autorità indipendente (BCE)per una politica monetaria e fiscale comune.Se poi sono in grado i paesi indebitati a ricomprarsi il debito ,a quel punto il debito "s'estingue per acquisto privato" ( leggi però L.CArrol, Silvie e Bruno citata da Keines in "Prospettive").