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Economia e Finanza

CRAC ITALIA(?)/ 1. Economides (NYU): così la Grecia può far affondare l’Italia

George Papandreou, Primo ministro della Grecia (Ansa)George Papandreou, Primo ministro della Grecia (Ansa)

L’epicentro della crisi è in Europa. Il problema è che le istituzioni dell’Ue non sono mature per affrontare una crisi di queste dimensioni. Ciò potrebbe essere compensato dalla presenza di brillanti politici. Sfortunatamente, non c’è oggi neppure un solo politico nell’Ue che abbia la statura dei leader europei che fondarono l’Unione europea. Se le cose continuano così, gli Usa diventeranno i “prestatori di ultima istanza”, coprendo i debiti che l’Ue non riuscirà a pagare. Come nel 2008, agli Usa verrà chiesto di prestare denaro alle banche dell’Ue, e questo rappresenterà di fatto il fallimento dell’Eurozona nel tentativo di agire con responsabilità.

 

Quali misure dovrebbero essere prese dal G20 per rispondere alla crisi finanziaria?

 

L’Unione europea deve aumentare i fondi dell’Efsf fino a 5.000 miliardi di euro. Con questo importo si possono garantire Italia e Spagna. L’aumento dei fondi deve essere fatto con soldi dell’Unione: il progetto di ottenere denaro da altri Paesi, come la Cina, è ridicolo. Anche il progetto di aumentare il finanziamento pubblico immettendo soldi di privati in un veicolo di investimento speciale (Siv) è estremamente pericoloso e dovrebbe essere definitivamente accantonato. Supponiamo che venga creato un Efsf Siv e che, per esempio, vi sia una crisi in Italia e il denaro del veicolo venga usato per sostenere l’Italia. Gli investitori privati nell’Efsf Siv subirebbero perdite che trasmetterebbero alle loro controparti, rendendo la crisi italiana una crisi mondiale.

 

Per quale motivo l’ipotesi di un referendum in Grecia, la più antica democrazia al mondo, ha sollevato tanta preoccupazione?


I referendum non sono una prassi abituale in Grecia. L’ultimo si è tenuto nel 1975 e la domanda era se la Grecia dovesse essere una monarchia e il re Costantino dovesse tornare dall’esilio. Quindi, i greci non sono così abituati ai referendum. In più, nell’ultimo dopoguerra si sono avuti tre referendum con brogli, due indetti dalla dittatura dei colonnelli di Papadopoulos dalla fine degli anni ‘60 ai primi anni ‘70 e uno nel 1946, a seguito del quale il re tornò in Patria. Il punto importante è che i referendum vanno bene se fatti con una domanda semplice e molto specifica, come “re sì o re no”. Quello proposto in Grecia dava luogo ad almeno quattro interpretazioni.

 

Quali?


COMMENTI
04/11/2011 - Chiedo scusa se sono confuso (Diego Perna)

Ho sentito dal ns Presidente del Consiglio che le pizzerie son sempre piene, i luoghi di villeggiatura anche, aggiungo io che il traffico è sempre lo stesso, ciò significa che la benzina non costa poi così tanto, e allora perchè questi articoli del Sussidiario e i media continuano a parlare di crisi disoccupazione giovanile e non, ecc. ecc. Due sono le cose , qualcuno, conrispetto parlando, si è bevuto il cervello. Potrei anche essere io, non lo escludo, ma vi garantisco che non farei troppi danni in giro, tutt'al più dentro casa mia. Buona serata