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CRAC ITALIA (?)/ 2. Bertone: c’è un filo rosso che ci unisce a Grecia e Germania

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E l’Italia? Chissà. Il nostro destino è nelle nostre mani, come ha giustamente sottolienato Mario Draghi. Le richieste della Bce, in materia di flessibilità del lavoro piuttosto che in materia di controllo dell’efficienza nella giustizia, nell’istruzione e nella sanità, non sono il dikat di un’autorità esterna. Potrebbero diventarlo, se ci dimostrassimo ancora una volta incapaci di affrontare un’agenda di lavoro matura. Sottraendoci alle nostre responsabilità, a ogni livello, rischiamo di consegnare il nostro futuro ad altri. Sia che si consideri l’euro “qualcosa di strano”, sia che si voglia continuare a giocare nella Champions League con una gamba sola.

La responsabilità individuale è il vero contributo della cultura occidentale al mondo. Se vi si rinuncia non resta che il dispotismo più o meno illuminato d’Oriente o le scorciatoie tecnocratiche, più o meno tinteggiate di investitura demagogica. Svegliamoci, senza dimenticare che le formule attuali hanno dato pessima prova di sè: a fine millennio, prima di scelte sciagurate, la Grecia stava senza’altro meglio della Turchia, con la sua povera dracma che ha consentito un boom economico eccezionale.



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COMMENTI
04/11/2011 - affidiamoci agli uomini di buona volontà (francesco taddei)

Io credo che la realizzazione del "destino" della nostra nazione passi anche dalle mani (o teste, fate voi) di persone con progetti ambiziosi, che valorizzano il talento del singolo. Abbiamo le risorse intellettuali per farlo ma non le sfruttiamo. abbiamo milioni di connazionali in tutto il mondo con cui collaborare, ma li abbiamo dimenticati. perchè ci vogliamo così poco bene?