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FINANZA/ E ora il d-day della crisi è sempre più vicino: ecco le tappe

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Parafrasando il Financial Times: in nome di Dio, dell’Europa e dell’Italia, smettiamola di dire castronerie! O, peggio, di agire in malafede. L’ultima moda dell’allarmismo economico è, infatti, quella di gridare alla svendita del debito italiano da parte delle grandi banche europee che lo detengono in grande quantità da anni (anni in cui era già monstre, ma questo non ha rappresentato un ostacolo ad acquisti di massa e detenzioni strategiche). Che il nostro debito vada abbattuto e che gli istituti tedeschi, francesi e inglesi stiano vendendo è indubbio, ma in situazioni simili non è la quantità di debito che si scarica a contare, bensì a quale prezzo i nostri titoli vengono venduti e se l’operazione contempla in contemporanea l’acquisto di credit default swaps a copertura.

Ma partiamo dai dati. Bnp Paribas, la banca francese che possedeva più titoli italiani in portafoglio, li ha tagliati del 40%, vendendo sul mercato e riducendo così l’esposizione nei confronti dell’Italia da 20,5 miliardi al 30 giugno 2011 a 12,2 miliardi al 30 ottobre. Non esattamente una svendita, se paragonata all’operazione compiuta all’inizio di giugno da Deutsche Bank, la quale ha portato la sua detenzione di debito italiano da 8 miliardi di euro a meno di uno, coprendosi per la quasi totalità con credit default swaps. La notizia fece scalpore e occupò le prime pagine: in piccoli trafiletti, invece, il fatto che nel frattempo il colosso tedesco abbia già raddoppiato la sua detenzione salendo a 2,3 miliardi. Questa settimana, poi, altre tre banche francesi presenteranno i propri risultati e scopriranno le carte anche sull’attività di trading sui titoli sovrani: domani Societè Generale, mercoledì il gruppo Bpce e il 10 novembre sarà il turno di Credit Agricole (talmente spaventato dal rischio Italia da aver compiuto pochi mesi fa, ovvero a crisi del debito già ampiamente scoppiata, un’operazione di espansione sul nostro territorio attraverso la controllata Cariparma, acquisendo filiali da Intesa SanPaolo).

Secondo gli stress test dell’Autorità bancaria europea, al 31 dicembre 2010 l’esposizione complessiva verso i bond italiani delle banche francesi era pari a 40 miliardi. Nell’ultimo trimestre l’inglese Barclays ha ridotto la sua esposizione netta sui Piigs di 2,6 miliardi di sterline a 8 miliardi, mentre le cinque principali banche Usa, nel terzo trimestre hanno tagliato di circa 5 miliardi di dollari la loro esposizione netta, ora intorno a 42 miliardi. Anche chi, come Ubs e Credit Suisse, aumenta l’esposizione “lorda” verso i titoli pubblici italiani, riduce quella netta coprendosi contemporaneamente con i cds. Ma se da un lato l’ondata allarmistica sul nostro debito è dovuta alla sensazione generata dal crack di MF Global, andata a zampe all’aria la scorsa settimana scommettendo sul debito italiano, dall’altro si basa su dati non realistici.

 

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COMMENTI
07/11/2011 - Io invece dico... (J B)

Comprate oro fisico e vendete tutti i titoli di stato. Nessun atto di fiducia per un paese scoppiato e per i buffoni che lo rappresentano nella maggioranza, come nell'opposizione. Svegliatevi, o perderete anche le mutande. Vedrete che affari il fondo guidato dalla Sig.ra Lagarde farà fare a chi ha capito cosa succederà in Italia. A mio avviso, l'Italia fornirà anche un'ottima occasione per cambiare il chart della BCE e stampare denaro a iosa...

 
07/11/2011 - Politici e ricchi comprate BTP (Diego Perna)

Ho sentito di un imprenditore che comprerà oggi 20000 euro di titoli italiani. A me pare una buona idea, mi piacerebbe vedere tanti ns politici "saggi" comprare un pò di debito pubblico. In questo caso è bene dirlo in giro, se io ne avessi la possibilità investirei così i miei risparmi. Purtroppo per me sono al verde, anzi al rosso e personalmente sono incaz..volato nero, a sentire sempre e solo parole inutili da chi invece dovrebbe dare l'esempio e non dire sempre è colpa della crisi globale o delle torri gemelle senza ancora aver capito nulla di quanto sta succedendo, avendo abbandonato da tempo al loro destino imprese e famiglie per tutelare gli interessi di lobby caste e singoli personaggi.Oggi sarebbe il caso di scendere per strade e, come facevano i banditori di un tempo, gridare: -Acquistate, bot, cct e titoli di Stato freschi e belli di giornati, 3 al prezzo di due, e in omaggio un orsacchiotto a scelta- Buona Giornata e speriamo bene.