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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Sapelli: così Francia e Germania si “mangiano” l’Italia

La situazione che sta vivendo l’Italia, secondo GIULIO SAPELLI, è l’anticamera per il piano franco-tedesco che mira a depredare banche e imprese del nostro Paese

Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Le voci di imminenti dimissioni da parte di Silvio Berlusconi sembrano aver portato ieri a una svolta sui mercati finanziari: Piazza Affari, fino ad allora in rosso, a metà mattina ha invertito rotta guadagnando oltre il 2%; lo spread Btp-Bund, che aveva raggiunto un nuovo record sopra i 490 punti base, è sceso intorno ai 470. La smentita arrivata dal Premier non ha alla fine più di tanto rimosso gli indici: in pochi scommettono, infatti, che possa superare indenne il voto di fiducia alla Camera sulla legge di stabilità. «Dobbiamo guardare a questa situazione - è il commento dell’economista Giulio Sapelli - con uno sguardo di medio-lungo periodo. Dobbiamo tenere i nervi saldi, perché questo non è che l’inizio di un periodo di instabilità, di alti e bassi».

La sensazione, però, è che i mercati non giudichino affatto negativamente l’ipotesi di dimissioni o di caduta di Berlusconi.

C’è una cosa che spaventa i mercati più di tutte le altre: l’instabilità. E il conflitto tra Berlusconi e Tremonti, la debolezza del Governo hanno ormai creato una situazione di instabilità. Ciò che deduco è che per i mercati il timore dell’instabilità per la permanenza di Berlusconi al governo sia superiore al timore per la situazione che si verrà a creare dopo la sua eventuale caduta. Io non credo che lui mediti di dimettersi, ma le voci dicono che non avrà più la maggioranza in Parlamento e che quindi dovrà andare al Quirinale. Secondo me, è difficile che il Presidente della Repubblica in questa situazione gli rinnovi l’incarico.

Le soluzioni a quel punto sarebbero tre: governo “di larghe intese”, governo tecnico o elezioni. Quale sarebbe auspicabile?

Credo che ci siano forti pressioni per andare alle urne, ma ritengo che con questa legge elettorale ci sia la possibilità che non si trovi comunque una stabilità, che ci sia una maggioranza al Senato e un’altra alla Camera. La ragione vorrebbe che si facesse una riforma elettorale che impedisca questo “mostro”. Sui governi tecnici ho un giudizio molto negativo, dato che quelli degli anni ’90 hanno avuto effetti catastrofici sulla nostra economia nel medio-lungo periodo. Mi auguro quindi che ci sia un governo politico, che abbia come primo compito quello di cambiare la legge elettorale e preparare le condizioni per andare a elezioni.

Ieri il commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn, ha chiesto chiarimenti all’Italia sulla lettera che il governo ha inviato a fine ottobre all’Europa. Cosa ne pensa?


COMMENTI
08/11/2011 - Parliamo di IRI? Di Riforme? Di suicidio? (Alberto Consorteria)

Le banche si son mangiate i nostri soldi. Oggi ci viene chiesto di rifinanziarle con immensi sacrifici e svendendoci. Per quanto mi riguarda, le banche francesi potrebbero anche fallire, vadano al macero le obbligazioni greche e con loro gli azzardi francotedeschi. Ma mi spiegate come tutto questo centri con il fallimento del nostro paese? La nostra giustizia non funziona, e chi è stato votato per sistemarla non lo ha fatto. Non esiste confronto politico: né primarie né preferenze: siamo un Paese sotto commissariamento già da anni. Non mi sento rappresentato da chi sta in Parlamento, può benissimo essere francese, e lo devo votare... Ma nessuno nel PDL vuole cambiare (mi son convinto ormai che quel "partito" è popolato da mezzi uomini, senza la schiena dritta). A Roma e in tutto il Sud (in tempi di austerithy, quanti nuovi assunti in Sicilia?) la politica continua a buttare via soldi in clientelarismo: perché nessuno a sx e a dx ha mai chiuso quei rubinetti di denaro? Non si investe sulle famiglie. Non si è investito nell'università (e se si tagliava nella pubblica amministrazione c'erano soldi per ricerca e famiglia). Non c'è libertà d'educazione. Vengano pure i francesi e i tedeschi a comprarci: i migliori ricercatori sono già emigrati all'estero, e non facendo figli la prossima generazione sul suolo italiano sarà nordafricana. Ovvio, buttando i soldi pubblici si posson fare i bagordi; non sventoliamo l'italianità, per favore, per proseguire questa dissennatezza.

 
08/11/2011 - domanda (francesco taddei)

potrebbe spiegarci meglio la visione dell'italia di Tobias Piller?

 
08/11/2011 - interesse nazionale (francesco taddei)

italianità nei settori strategici, aggiungendo porti, spiagge e beni culturali. concordare autonomia strategica nella nato e uno sguardo rivolto all'est europa. lavoriamo tutti (tutti!) a "testa bassa" per questi obiettivi e tra venti anni il direttorio europeo sarà a tre.